domenica 7 marzo 2010

STAVO LI' A GUARDARE IL MARE


Accadde: me ne stavo lì a guardare il mare, anzi, questa massa d'acqua mobile e potente che pareva avanzare senza raggiungermi. E finalmente accadde.

Accadde che l'acqua non fu più ciò che io pensavo del mare , ma un profonda combinazione dell'esistenza che mi esprimeva senza definirmi, che mi abitava senza esserne ospite che si mostrava vitale ed eterna senza permettermi di esserne protagonista invece solo elemento imprescindibile del mare.

Cosa sarebbe cambiato di quel poderoso oscillare delle acque luminose se la particella che io ero si fosse arenata tra i flutti verdeggianti dell'eterna corrente? Non era forse quell'acqua davanti a me la riprova di quanto io non fossi che un'impressione d'essere, un pensiero di vivere che mi ingannava e che non apparteneva al mondo? Non era forse, quell'acqua innocente ma profonda e sconosciuta a decidere il percorso del moto perenne del tempo senza spostarsi e senza cedere il passo? Non c'ero io, ma la massa d'acqua ordinata e pesante che procedeva implacabile verso se stessa per sommergere totalmente la debole impressione che avevo di me. Il pensiero simulato della vita che non mi apparteneva. Avevo varcato la soglia rassicurante della mia identità immaginaria : ero dentro l'acqua e m'avrebbe fatta sua in quell'abbraccio abissale di morte/ vita a cui non ci è dato pensare.

venerdì 5 marzo 2010

IL RIMBORSO ELETTORALE

IL RIMBORSO ELETTORALE

C'è un bel gioco nazionale / che ha una regola che vale
e permette ad un partito / spender soldi per un sito
poi le pagine al giornale /tiratura regionale
è così che Marilù / casalinga a Cefalù /
poi diventa in poche ore /vicesindaco o assessore
Sconosciuta e incompetente / di gran lunga non sa e mente
col rimborso elettorale / ride e scherza sul giornale
ogni pagina ha sue foto/ quanta promozione in moto !
dall'anonimato mesto/ il successo è manifesto
Ma chissà se basterà / spender soldi in quantità?
fate pure la grancassa / e passate poi alla cassa
l'elettore già lo sa/ presto vi giudicherà
se non ferma questa festa / POi con Dio non fa la cresta.






giovedì 4 marzo 2010

LA POLITICA E L'ANIMA


Da una parte abbiamo un universo che si muove costantemente seguendo una sua intima legge, e dall'altra, si sviluppa la necessità di determinare, in sintonia con questo perenne movimento ,un mondo di valori etici e politici che possano convivere o ancora meglio, far parte integralmente del fluire degli eventi.

In questo cosa c'entra la politica?

Pare proprio che la politica, intesa come una serie di processi mentali rivolti all'azione costruttiva, sia come una specie di vizio incongruente ed inutile nella crescita dell'uomo che, quando conosce sè stesso non ha bisogno di agire, ma di rivolgersi all'interno di se' .

La politica, ossia quel groviglio di intese e di necessari compromessi che ha come scopo la costruzione e l'identificazione di un bene comune, si insinua nel cervello di chi se ne occupa come una sostanza che prosciuga la passione e la concentrazione interiore.

La politica allontana dall'eros. La politica consuma l'energia necessaria per affrontare l'incontro con la propria anima profonda e misteriosa.

Eppure poichè è necessaria anche un'azione diretta alla attuazione della società, la politica deve trovare una nuova sostanza che permetta all'individuo di non svilire la propria interiorità sensuale , il proprio amore per la vita, la propria vitalità erotica.

martedì 2 marzo 2010

ELEZIONI DI VALENZA: ELETTORE, MON AMOUR

Il periodo più bello per il cittadino medio è il periodo che precede una consultazione elettorale.
Coloro che si presentano per aspirare ad un ruolo di comando nella pubblica amministrazione riscoprono improvvisamente quell'oscuro oggetto di desiderio che è l'elettore e quindi il cittadino che si aggira per la città senza poter schivare l'abbraccio ostinato e sensuale del candidato di turno.
Anche chi , fino a ieri a causa della sua irrilevanza sociale veniva ignorato, rigettato, allontanato, diventa infine degno di attenzione, di merito, di stima e perchè no? di lusinga. Il voto di un plebeo, ebbene sì , vale quanto un voto di un patrizio, dunque che suonino le trombe e si aprano i cancelli per l'accoglienza!
E' un bel periodo, davvero bello, ma dura poco: solo fino ad avvenute elezioni ed allora ritorneremo probabilmente ai vecchi sistemi: poca informazione e fatta male, tirannide malcelata e così via.
Ma godiamoci questo periodo: saltelliamo per le vie come fossimo i signori di qualche castello medioevale e gustiamoci i sorrisi e le promesse che ci vengono fatte. Con prudenza, signori, con prudenza..e teniamo gli occhi nella palla: la città. Oh yes, la città. Il seguito a breve.....topolini miei...