domenica 26 giugno 2022

SENZA LA PASSIONE NON C'E' NULLA

Da sola. 
Nella casa senza divisori o corridoi.  Una stanza dietro l'altra . Come la volevo. 
Mi sono sempre chiesta il perchè  di questa mia ostinazione a fornire aiuto, incoraggiamento e risorse alle persone che mi erano care. 
Sono sempre solerte, attenta ai loro desideri.
Ho questa esigenza, quasi morbosa,  di rimediare alle loro necessità , di riempire  i loro vuoti con la presenza e l'affetto e la pacca sulla spalla ed il giusto tono ( amorevole)  nelle risposte , il tono misurato, la risposta pensata. 
 Da sola. Piango spesso. Ma brevemente. 
 Lo so, non si usa più parlare delle proprie infelicità. 
 Ora si fa la cronaca esclusivamente dei propri divertimenti. 
Dei propri amori totali, degli anniversari. " 10 anni di noi" " 25 anni di amore puro"
Non ci credono neppure loro , ma dirlo e scriverlo è fantastico. 
Consolante.  
Non ci si vuole divertire ma si vuole raccontare come reporter di cronaca rosa , il divertimento. 
Insomma. Piango spesso Per Cesare. Per Pier. Un pianto breve. 
 Se ne va subito. 
Ma ritorna . Sempre. E' una disperazione latente che sa quando mostrarsi. 
Non fanno in tempo a chiedermi : cosa c'è ? che ho già smesso.
 Dicevo: del mio comportamento reiterato di accudimento , di attenzione, di cura . sono   madre amorevole per i miei figli, i miei nipoti, gli amici. Mi davo sempre tanto.  Davo quasi tutto. E mi sorprendevo sempre quando l ' oggetto delle mie cure scappava con il bottino di abbracci e baci e premure senza lasciarmi nulla in cambio.  Per questo  motivo non piango, ma rimango triste come se mi avessero portato via qualcosa oppure come se non mi avessero restituito ciò che mi spetta.  Di diritto. 
Allora ho capito.
 L'ho capito attraversando la città della mia infanzia . Le casa ed i cortili. Ho rivisto me, che correvo tra i vicoli allora di sassi ora di macchine posteggiate. 
Ho capito di avere sempre agito cercando l'approvazione di mia madre e di mio padre. 
Ne avevo bisogno per esistere. 
 Non sceglievo per me, ma per loro. Così che l'indirizzo della scuola è stata quella che più piaceva ai miei genitori. E le cure giornaliere per mio padre, il matrimonio, la mia solerzia verso di loro. Ma non ho mai avuto  quello che cercavo; il loro apprezzamento . 
 Ho persino  scoperto, recentemente,  di non avere mai avuto la loro fiducia malgrado  mi sia data  tanto da fare per meritarla. Per quanto mi sia impegnata ad essere come mi volevano . 

 Ora, questa mia maniacale generosità, come fosse stata illuminata  d'improvviso, da una nuova luce,   mi appare fuori luogo e quindi necessariamente non degna di gratitudine o di apprezzamento perchè viziata, artificiosa . Pelosa.  
Per questo . Per questo.
 Sono sola, ora.  Nella casa senza corridoi. E' un passo avanti. 

sabato 19 giugno 2021

COSA C'E' DI PEGGIO DELLA MORTE

Cosa c'è di peggiore della morte ?

Pensavate che non esistesse nulla di peggio del cuore che cessa di battere ? Del nostro corpo posizionato  nella bara?  Dello zinco che ci richiude? del nulla che ci avvolge? 

Ma sappiate:  c'è qualcosa di più tenebroso, di più doloroso della morte. 

C'è l'impossibilità di morire. 

Di rimanere prigioniero di un corpo che vive, di un cuore che batte, ma di non essere più lì. Di non comprendere cosa succede intorno a te , di avere solo estranei. Di cui avere paura. 

Estranei che ti chiamano  " Mamma" 

 Perchè qualcuno ti chiama mamma .  Tu li lasci fare. Non sei in condizioni di ribellarti. Magari vorresti. E se dapprima comprendevi il significato di " mamma" e sentivi di non essere una mamma e riuscivi anche a dire che non avevi mai avuto figli e marito. Poi neppure questo ti è più concesso di dire. 

Non ce la fai. 

Il corpo di stringe alla gola. Il corpo ti fa prigioniera. 

Hai paura . 

Ma non sai di cosa. Non c'è la coscienza di te che può confortare. 

Gli altri sono estranei. Saranno nemici ? Non esiste nessun termine di paragone. Non hai coscienza di un presente. Hai solo un senso di smarrimento come di una strada senza segnali , di una giornata senza ore. Di un dormiveglia senza coscienza, di una sofferenza che non riesci a dire.

Sappiate.

 Voi che organizzate un futuro  di giornate di sole. Che  verrà meno persino il senso di quella palla di luce sopra le nostre teste. 

Solo brevi lampi. 

Immagini di bimba. Suoni di voci di nomi che non riesci più dire .

Chi sono io? 

Squarci nella mente che dal passato schizzano in  superficie come per rinascere. Ma è solo un rigurgito  di un rubinetto otturato.   

Cosa è rimasto di te?

La tua  necessità di  difenderti dal pericolo. Cerchi una carezza. E' la tua strategia . E' il profondo te che reagisce allo strappo dalla coscienza .

Ma intorno a te  vedi solo   fantasmi reali e fantasmi creati dal sogno. 

Cosa c'è di peggio della morte?

 C'è questa lotta contro il proprio corpo che non ti  lascia andare , mamma cara . E ti trattiene in un involucro assassino.


 


mercoledì 2 giugno 2021

IL 12 GIUGNO A VALENZA NEL MERAVIGLIOSO TEATRO IL GRANDE SPETTACOLO " IL MURO E LE FARFALLE "



Uno spettacolo inedito a tema:  
le discriminazioni che ergono muri invisibili ma spesso invalicabili .
Uno spettacolo a Teatro finalmente aperto per l'occasione,
Uno spettacolo di danza, musica e parole importanti
Uno spettacolo di cui è necessaria la prenotazione .
Telefonate al numero pubblicato nella locandina.

lunedì 4 maggio 2020

NONNA,RACCONTAMI L'EPIDEMIA DEL 2020 (FASE 1)




Sai Valerio? Ad un certo punto, in un mondo regolato, programmato  festoso e litigioso come può essere un mondo dinamico, proprio in questo (in fondo) confortante mondo, giunse l'apocalisse. 
Un virus  che era nato in Cina  infettò tutta la terra.  
All'inizio tua nonna era fiduciosa. 
Pensava. che diamine! Con la nuova tecnologia , i nostri ospedali all'avanguardia ed i nostri medici e tutte quelle organizzazioni mondiali che lavorano da anni per la sanità mondiale vuoi che  non sistemeranno tutto questo? 
 Ma non ci misi molto a capire che non sarebbe successo. 
Valerio: "dimmi nonna come hai fatto a capirlo?"
Era successo , nel frattempo che lo zio Francesco per motivi di lavoro si era recato in un paese in Lombardia: proprio il paese  dove  era cominciato il contagio in Italia. 
Allora la nonna, del tutto fiduciosa  telefonò ai numeri indicati  dalla Regione per avere aiuto e notizie.  
Il primo sospetto che qualcosa non andava  lo ebbi dal fatto che per ore  ed ore nessuno rispondeva, Ma tu sai che la nonna non demorde  mai e continuò a chiamare ed a chiamare. 
Quando alla fine risposero ed io raccontai la storia dello zio e chiesi se era possibile che lo zio potesse essere visitato o se avesse potuto sottoporsi al tampone, unica possibilià per sapere se si fosse contagiato. Bene, accamparono tante scuse tipo: ma è stato a contatto proprio con quelli contagiati? Risposi che non conoscevamo i loro nomi la televisione non li aveva divulgati e mai, sai , mai divulgarono  le origini ed i luoghi precisi da dove veniva il contagio se non le città. 
Allora mi dissero: "se non mi dice il nome non possiamo intervenire." 
Allora mi resi conto che era una scusa bella e buona. Ebbi la sensazione vivissima del grande disorientamento della nostra sanità . Ebbi questa idea da subito.  Ma telefonai anche all'ASL locale. Mi rispose una voce femminile molto ansiosa e mi disse: " Ma noi non abbiamo alcuna direttiva a riguardo"   
Questo   mi  convinse del disastro a cui saremmo andati incontro 
E così avvenne. Neppure le organizzazioni internazionali e multilaterali di ogni tipo ( dalla croce rossa , ONU,  OMS  ) sono state all'altezza.
l'organizzazione mondiale della sanità, screditata per la complicità delle multinazionali farmaceutiche,  non seppe intervenire. 
La nostra sanità locale gettò la maschera: non avevamo mezzi ne' strumenti veicolati in tutti gli anni precedenti  alla sanità privata che chissà cosa ne aveva fatto. 
Molti morirono. Tanti perchè non c'erano nemmeno gli strumenti a  sufficienza per preservarli, non c'erano abbastanza posti nelle terapie intensive  e tanti perchè non avevano i dispositivi di protezione che potevano permettere loro di avvicinarsi a chi era infetto.  
Il grande organismo che prendeva le grandi decisioni sulle guerre e sulla economia internazionale era defilato. 
Non avevamo un comandante che prendesse in mano il timone ma tanti piccoli uomini che millantavano sicurezze  e conoscenze inesistenti. . 
La nostra vita fu veicolata  su percorsi fatti a tappe: la fase 1 - la fase 2 - la fase tre  e così via. 
Ricordi che da   piccolo sei dovuto rimanere a casa 50 giorni ed eri pallido e rassegnato e triste ed affaticato  da una  vita di attesa per uscire ? Perchè  per i bimbi stare a contatto con la natura è essenziale. Ma tu abitavi a Roma come si faceva? La nonna ti reclamava . Voleva portarti con se' tra i campi ed il  suo giardino. 
E poi venne la fase 2.  Avevano ipotizzato con uno  studio  realizzato da epidemiologi di fama, che in Italia c'era il rischio di 150mila terapie intensive se si sbagliava nella Fase 2.
Questo perchè perchè la fase due potesse funzionare era necessario che: si ponessero tre condizioni


testing, tracing and treating”. Tu l'inglese lo sai benissimo ma allora non tutti sapevano che significava: 
“Testare”, “tracciare” e “trattare”.

Ma come si faceva? L'Italia non era pronta.  
Ci volevano Tamponi e test, purché omologati. 
Serviva un esercito. Serviva  una determinazione ossessiva e spietata.  In Italia questo esercito  di medici infermieri e personale specializzato non c'era . 
Era già da molto  tempo che la politica aveva smentellato  gran parte degli ospedali ed i suoi servizi a favore di una sanità privata speculativa. 
Valerio: "ma tracciare, nonna, che significava? "
Tracciare.  significa poter “Isolare”. Appena sei positivo c’è qualcuno che ti chiama e ti chiede: “Quante persone hai visto? E chi sono?”. E poi si chiamano, si isolano e si seguono anche quelli.
Valerio: " allora si poteva fare? "
Nonna: " in Italia? !  no davvero !  Non basta tracciare  li devo monitorare, misurare. E ti devi assistere. Al momento giusto, se eri negativo deve uscire. Ma per saperlo dovevano farti il tampone e spesso non c'erano i tamponi.
E poi avrebbero dovuto organizzare luoghi dove poter permettere l'isolamento anche requisire alberghi , luoghi sicuri non  come aveva fatto la Lombardia che aveva occupato  con positivi,  per esempio, le RSA dove vi erano dei vecchietti deboli che furono contagiati e morirono. 
Oppure chiudevano gli infetti nelle loro case, ad infettare i loro familiari!
Infatti per trattare dovevano  investire su strutture su strumenti su personale . Devi organizzare un sistema sanitario poderoso in una italia dove era stato smantellato. 
E poi dovevi mettere in sicurezza i lavoratori attraverso modifiche dei luoghi di lavoro.
Dopo anni che questo aspetto veniva messo in secondo piano. 
Valerio: " ed  allora che successe? "
Nonna : Te  lo racconterò domani . Adesso sono davvero stanca"