lunedì 22 luglio 2019

UNA MADRE E' UN BOOMERANG


La madre è un ruolo scomodo. 
O sei una madre autoritaria quindi temuta e tenuta a distanza . E va bene 
Oppure non  puoi essere una madre. 
Ossia:  sì. sì...  tu ti dai da fare. Apparecchi la grande tavola dell'esistenza .
 Ci porti anche tutte le vettovaglie necessarie , ma rimani una massaia dilettante.  
I tuoi giudizi sono viziati. Superficiali. Non sai cosa succede. 
Oppure troppo di parte.  Lo dici perchè sei sua madre. Insomma  non sei sul pezzo. 
Se ti lasci andare a discorsi pieni di  speranza, di affetto, di partecipazione non sei credibile perchè sei una madre. 
Dovresti liberarti della veste, anzi scuoiarti della pelle che ti ricopre. 
Dovresti fargli dimenticare che , ragazza  dai capelli lunghi , lo tenevi aggrappato al fianco come un'appendice  dai grandi occhi  sgranati  e tesi a guardare i tuoi di occhi. 
Eri, allora, una dea che cavalcava le onde pericolose che gli venivano incontro. Eri ricoperta di tessuti leggeri e la tua auto  volava  nel cielo piena di luce. 
Non hai più affidabilità. Lo faresti cadere dalle tue braccia  , lo faresti cadere e lo ridurresti in mille pezzi. . Sei diventata una  misera  umana piena di difetti.  



Ogni  parola di madre viene travisata.  Ti ripiomba addosso come un boomerang lanciato per ucciderti. E lanciato da te, madre che non hai più  consenso. 
Ogni tuo consiglio è contro producente. E poi il figlio non vuole farsi vedere debole,sconfitto, disorientato soprattutto da te che sei madre. 
Non meriti  confidenze.  .Non ti ascolta. Le tue parole di incoraggiamento sono di incoraggiamento solo se non sei tu a pronunciarle. 
 Per questo vorresti essere altro che una madre. Forse una vicina di casa. oppure una eccentrica signora. Potresti passare persino per una bella donna se non fossi sua madre. saresti una donna Intelligente.   
Anche tu vorresti essere altro che una madre. Una donna seducente. Oppure un filosofo. 
Vorresti prendere il tuo cane e diventare una ragazza in pantaloncini corti.Gli occhiali da sole .  Oppure prenderesti Il casco con lo scooter . 
Il tempo dei doveri vorresti fosse dimenticato. eppure la sofferenza preme , il disagio ti arriva come un 'eco maligna.
 La ragazza dai capelli lunghi  non solleva al cielo suo figlio. E lui si sente trascinare sempre più in basso senza che tu possa fare niente. 
E forse è proprio questo che devi fare.
NIENTE. 
Sarebbe già qualcosa.  

lunedì 13 maggio 2019

LA MEMORIA NON E' UNA STRADA


Questo è il panorama che vedo dalla mia nuova casa. 

Ho lavorato mesi e mesi per  allontanare immagini dolorose . Ho incasellato oggetti e pensieri malevoli in scatoloni chiusi  scrivendo etichette per identificarli. 
Piatti utili.  Bicchieri  da coktail, flute, e poesie, lettere da non rileggere. Foto da non guardare.
nella nuova casa non apro tutte le scatole. 
Le lascio da parte. 
Non mi servono per vivere.
Ma trattengo il ricordo. Non voglio perderlo. 
Per quanto dolore mi procura,  il tempo mi appartiene. 
E' la mia identità. La mia biografia. Cerco di essere imparziale. Di ricordare i fatti oggettivamente avulsi da ogni interpretazione personale.
E'  Impossibile, si sa.  
Nessuno di noi abita “il mondo”,  ma esclusivamente la propria             “ visione" del mondo.  Che pur ci permette di posizionarci in esso.  Di essere nella realtà, per quanto mistificatrice ed ingannevole.
  la memoria, però, rimane una dimora.  . Una dimora in parte
 costruita . Di cui conosci le stanze, l'arredamento  che vai man mano riempiendo di suppellettili, di clessidre colorate, di foto, di asciugamani sporchi, di piatti scheggiati. 
 Mia madre,  tante cose,  non le ricorda. 
Da principio questo mi faceva incazzare. Volevo ricordasse. Doveva ricordare. La sua memoria era  una stanza della mia casa , una camera arredata  della mia identità fragile. Allora facevo la maestrina saccente. Pedante. del genere: " è successo questo." oppure " qui hai abitato " " in questo prato ricordi cosa è successo? " 
Ho smesso.  Per due ragioni. 
1° perchè un conto è non voler ricordare , un conto è non  poter ricordare quando gli altri ti  raccontano la tua vita. Allora sì che  ti destabilizzi. 
La memoria è mistificatrice. In fondo.  
2° Ho smesso  perchè ho idea che la memoria non serva che a difenderci dagli estranei. dal mondo, insomma. 
La memoria diventa una corteccia che  protegge la pianta che siamo.  Ma è solo un'armatura che in qualche modo ci impedisce di lasciarci andare. Di essere altro da quello che ricordiamo di essere . 
Ora adotto un altro comportamento con mia madre. 
Quando siamo insieme non ricordiamo nulla di quello che siamo state. 
Noi ci godiamo l'istante che è  vuoto. l'istante  che si riempie di raggi di  sole . Di parole calde, affettuose, di premure mai espresse,  nel senso che non le ricordiamo. 
La mamma  che vive l' istante non è severa. Non urla. Non sgrida mai. Non si acciglia.  Non biasima.
Sorride ai fiori del mio giardino. Al picchio che abita il tronco . Alla civetta che di sera  fa sempre  uhu uhu uhu.  Continuamente 

mercoledì 20 marzo 2019

YOU 'RE PIECE OF WORK, MY DARLING





Pensi di poter cambiare ancora la gente?  
Io non ci credo per niente. 
l'unica cosa che personalmente cerco  è di far venire fuori la parte che  il mio interlocutore tiene sommersa. 
Ma solo per compiacere  il mio  istinto di sopravvivenza. 
Non voglio perdere tempo con persone che,  alla fine,  dopo tanto parlare,  si rilevano  non avere grande assonanza con la mia anima.

Per questo  cerco di piantare i miei spilloni nel sacco e far scivolare la ninfa profonda che vi abita .  
Non so.. io non credo, per quel poco che leggo di lei  , poichè mi annoia mortalmente,  che non sia  innocente come vuol far intendere  e che , come si dice a scuola, studia studia ma non ci arriva. E secondo me non capirà nulla di quello che vuoi fare. Ma perchè lo vuoi fare?. Ah ... ah ( non è una risata,  è una  moto di stupore )  anche a te piace giocherellare? .  
Certe volte mi viene voglia di lasciarle un post scimmiottando i suoi, ossia intriso di banalità ed ovvietà  del genere : "  il sole ci offre la sua calda luce "  ma che senso ha offendere persone che non mi interessano? Come dice il giornalista Gregoretti preferisco criticare chi mi suscita interesse.
 Per questo sto scrivendo a  te . Tu sì che mi interessi. E quando avrai  terminato questo tuo progetto del libro on line, allora cercherò , se sarai meno distratto, di attirare la tua attenzione.  
Forse.

martedì 19 marzo 2019

I LOVE THE NOSTALGIC MYSELF


Ma come fai a dire che sei morto? 
Incredibile! 
Non vedi come tutto si  agita in te,  dalle tue rivendicazioni di amore , dai tuoi rancori e la tua rabbia?  Tu dici che le donne non ti hanno retto , lasciando intendere e soprattutto volendo intendere ed intendendo tu stesso, d'essere tu il responsabile delle loro fughe , dei loro abbandoni. 
Non so mica.....  e poi non ha neppure importanza. 
Ma il fatto vero è che non tutti possono mescolarsi e " sentirsi" insieme  per molto tempo anzi, l'amore è temporaneo, precario. Si trasforma, si spegne.
 Il solito lo sai. Io dico che possono non avere il coraggio di stare a fianco di un uomo complicato. che pulsa e si muove continuamente. Io mi dico,  quando un uomo si allontana da me,  dico che non ha coraggio. ed un po' mi consolo. 
E' difficile dirsi e dirti, caro, di non guardare indietro.  Io lo faccio continuamente e sono piena di reclami , di pretese in fondo. di richieste d'amore. Poi vedo che non è  colpa di un uomo od un altro.  Il punto è Che non ce la fanno, che non comprendono e per questo mi feriscono e mi uccidono. 
 Non erano degni punto. Non erano degne  le tue donne anche se tu l'ami anche se tu stai malissimo. Non poteva essere e tu non puoi fare a meno di muoverti.
 MA SE TI MUOVI IN DIREZIONE CONTRARIA CHE CI FAI CON TUTTA QUESTA TUA FORZA DISPERATA CON TUTTO QUESTO TUO LIVORE, CON QUESTO TUO ARDORE?
Non serve , lo so,  non posso tirarti fuori. Io stessa , chiuso il computer,  sono lì a macinare pensieri di vendetta e di morte. 
 Non sono  mai chiara nei post e questo appositamente. Perchè ciò che vivo è  incomprensibile persino a me; incomprensibili  lo sono i fatti che vado plasmando senza ritegno, lo sono i miei pensieri in fondo pieni  di orgoglio ferito e di odio malcelato.   Tu dici che devi finire di scrivere la storia  e poi te ne andrai. Ma  dimmi, dimmi per chi la scrivi? Cosa c'è sotto questo tuo riportare un racconto già scritto? tu senti ancora questo bisogno fremente,  questo amore disperato? o cosa? dimmi :   per chi scrivi?

Come fai ad avere già stabilito che ti perderò. Lo dici  A me  che non so cosa farò domani?  Sentirti così sicuro di una  devastazione, di una distruzione imminente mi inquieta molto e mi fa anche incazzare.  Se vuoi perdermi , perdimi adesso. Che percorso è quello che mi vuole carnefice con te di un tempo che deve morire: questo?
 Invece   Questo tempo ci deve servire. E' una terapia. Ci può consolare.
Tu avrai altre donne potrai amare ancora  ed io ci credo . Lo credo per me perchè l'amore è in noi e non va via con quell'uomo o quella donna.  
Per quanto riguarda i miei uomini non riesco a pensarne nessuno degno della mia passione benchè io l'abbia rovesciata su  ciascuno di loro,  benchè abbia amato tantissimo. Ma ... non meritavano questo. Dunque. basta. Avanti. Avanti.
 Tu sei prezioso e lo sai benissimo. Si sente da come ti muovi e come parli di te .
Tu sai e ti senti importante.
E lo sei, cazzo. Siamo spogli, va bene, va bene. Ho speranza. cavolo! che parte mi fai fare? quella che crede, quella che si muove? non è il mio ruolo di solito. Sono io quella che piango.
 Quella senza spinte.
Ma mi guardo intorno.
  Hai già stabilito tutto questo? con che cuore per te ? per me? Ti pare serio, infine? Il suicidio anche mentale non si programma , carissimo. Il suicidio è una conclusione che arriva solo dopo una elaborazione tortuosa , ma appena c'è la consapevolezza dell' inevitabilità della cessazione del proprio se' non si arriva a dire: ok allora fra un mesetto lo faccio. No il suicidio risponde ad un bisogno urgente.  E’ come  una pipì trattenuta. Non si racconta. Si espelle.
 Non ingannarti. Tu sei vivo. Io lo  sono con te . Se devi imprecare, fallo, cazzo! Ma questo è: un urlo di disperazione e rabbia.
Possiamo avere altro. Ce lo meritiamo , anzi, io credo che siamo i più degni. Io mi reputo degnissima  e so che ce la posso fare.   Non sei più saggio perché, come dici tu, sei vecchio, caro mio, io mi sento vecchia come te e saggia come te. Ho la tua strada parallela alla  tua;   la sento vicinissima  e sono un demone quanto te. Ma forse più oscuro e selvaggio.
 DO YOU REMEMBER?