giovedì 2 febbraio 2012

DIRIGENTE DI UN ENTE PUBBLICO CONDANNATO PER MOBBING



Il capo che stressa in continuazione il dipendente, con un ''continuo e pressante stillicidio finalizzato a sminuirne le capacità professionali', lo deve risarcire per i danni patiti
Parola di Cassazione che invita i capi irascibili a mettere mano ai ''freni inibitori'' in ufficio, diversamente dovranno rimborsare il lavoratore che a causa delle vessazioni ha subito uno ''stress emotivo''.In questo modo la quarta sezione penale (sentenza 23923), pur dichiarando l'intervenuta prescrizione del reato, ha confermato che Luigi D. M., funzionario dirigente della pretura di Imperia, dovrà risarcire un'operatrice amministrativa che lavorava presso il suo ufficio, Rita C.,per lo "stato ansioso depressivo con tachicardia in stress emotivo" causato dalle continue vessazioni in ufficio.

Come ricostruisce la sentenza di Piazza Cavour, Luigi D. M., in sostituzione di una funzionaria in congedo per maternità, per cinque mesi dal novembre '98 al 4 maggio '99, aveva svolto le funzioni di dirigente della Pretura di Imperia e, come tale, dava ordini alla operatrice amministrativa Rita C. 
Il fatto è, sottolinea ancora la sentenza della Cassazione, che l'uomo in quei cinque mesi aveva preso a vessare l'impiegata offendendone l'onore e il decoro e dicendole: ''Lei è una falsa, non finisce qui, gliela farò pagare... E' un'irresponsabile, non si vergogna''.

Risultato, Rita certificato medico alla mano, era stata costretta a prendere sette giorni di riposo e cura e successivamente altri 15 giorni per ''stress emotivo'' causato dalle continue vessazioni del dirigente. Immediata la denuncia dell'impiegata e la condanna di Luigi D. M. a 20 giorni di reclusione (pena sospesa con la condizionale) nonché al risarcimento dei danni in favore della donna. 
Sanzione inflitta dal Tribunale di Imperia il 15 dicembre 2003 e convalidata dalla Corte d'Appello di Genova il 30 novembre 2005.

Il dirigente, ricorrendo in Cassazione, si è salvato soltanto per quel che riguarda la condanna penale essendo maturata nel frattempo la prescrizione del reato. Tuttavia il dirigente dovrà risarcire la sua dipendente per lo stato di stress causato dal mobbing anche perché, come sottoscrive la Suprema Corte, ''appare di intuitiva evidenza che, sotto il profilo della prevedibilità, quel comportamento addebitato'' al capo ''potesse sfociare nelle conseguenze lesive lamentate.  Tra i doveri di un Dirigente vi è infatti quello di  mantenere il benessere dei suoi dipendenti  durante l'orario di lavoro e di gestire ossia appianare i conflitti 

martedì 31 gennaio 2012

LA DESCRESCITA SOSTENIBILE


Ho poche esigenze. Intanto non  ho interesse a prendere la metropolitana  e questo è un bel vantaggio soprattutto perchè in questa città non passa. Non prendo l'autobus e posso stare senza macchina per sempre.
Posso cadere in letargo finchè voglio e consumare pochissimo. Il mio cambio di abito è in relazione alla mia diponibilità  al mutamento.   Non nego d'avere avuto il mio periodo di appetiti voraci, ma l'ho accantonato da un bel po'. Ho l'aspirazione alla continenza, non mi va di sciorinare le incongruenze  che  si presentano,  fino a che queste incongruenze non mi vengono a cercare, fino a che non puntano il dito sulla mia irreprensibilità , come fossero loro le anime candide.  Allora sono costretta ad avanzare. A puntare i piedi. A prender l'armi contro il mare di guai e, combattendo,  cercare di  annientarli. . Amleto si chiedeva se fosse stato più nobile sopportare le ingiurie, le vessazioni, le calunnie, oppure lottare e patire uno scontro duro e violento.  Semplice: bisogna muoversi , parlare e rivelare il danno. Per quanto possa essere pesante.
Non  dipende da me: è  colpa degli oltraggi, delle violazioni se  parlo o scrivo.
Per me la vita deve essere parca. scarna quasi  smilza.  la vita deve essere trasparente, leggera, snella, tersa. Vorrei  poterne vedere il fondo come in un mare limpido e privo di impurità . Allora non avrei niente da dire. Mi piace godermi le cose intorno che  mi riempiono la vita totalmente.  Non cerco piedistalli. Sono in alto  già di mio. 
Qualcuno ha  scambiato  la mia pienezza per un controllo di competenze misteriose. 
Non era così, ma come poteva saperlo ? Ciò di cui non si ha comprensione  suscita apprensione. 
Il mondo è   abbastanza grande per soddisfare i bisogni di tutti, ma è troppo piccolo per soddisfare l'avidità di alcuni.   Ciò che  resta da fare  è la conseguenza inevitabile di questo pensiero.

domenica 29 gennaio 2012

COMUNE DI VALENZA: VENDESI PROGETTI A COSTO ZERO


NATALE 2010




 Eccomi qui: a causa dell'ultimo commento del post precedente sento il dovere di dare delle precisazioni relative alle funzioni dell'Assessore: 

La figura dell'assessore ha subìto una grande evoluzione in relazione alla riforma del 1993. Prima di allora gli assessori erano eletti dal Consiglio comunale insieme con l'elezione di Sindaco e Presidente. Nel nuovo sistema, gli assessori sono nominati dal Sindaco fra persone anche esterne e non facenti parte del Consiglio comunale. Lo Statuto del nostro Comune da la possibilità che due assessori possano essere anche esterni al Consiglio Comunale.
La legge prescrive inoltre che non può essere nominato assessore ,il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti e affini fino al terzo grado del Sindaco, che l'assessore non può ricoprire la carica per più di due mandati e che, infine, non può assumere incarichi o consulenze presso enti o istituzioni dipendenti o controllate. Il Sindaco può attribuire anche una delega specifica ad un consigliere ritenuto capace ( qualcuno  in questo consiglio comunale ci potrebbe essere)

A ciascun assessore è solitamente attribuita la "delega" per un determinato settore dell'attività amministrativa dell'ente, comportante l'esercizio di poteri esterni. In virtù di tale delega l'Assessore  ha il compito di svolgere attività propositive e di impulso nei confronti  dei servizi di cui ha avuto la delega. 

Questo significa che un assessore deve formulare un piano di lavoro  spalmato lungo un arco di tempo definito (magari a cadenza annuale) , volto a realizzare l'obiettivo  che si  prefigge. 

A questo punto tutti  diamo per scontato che un obiettivo  un assessore se lo deve deve per forza  se vuole avere dei risultati proficui.
Bene, invece pare che non sia sempre così. Molto spesso  non esiste alcun obiettivo  o, peggio ancora, questo obiettivo  sembra che venga taciuto alla cittadinanza. Forse che si tiene in un cassetto, si rimugina tra se' e se' durante le notti nevose?  insomma è più probabile che  la mente amministratrice non sia riuscita a partorire alcunchè: non esiste obiettivo e di conseguenza non esiste un progetto  neppure a lungo termine per poterlo attuare. 
Nell'ultimo consiglio comunale l'Assessore al Turismo dice: "un  progetto ce l'ho ma non lo posso divulgare"; manco si trattase di una missiva romantica e/o di qualche atto privato e personale che debbe seguire la Legge sulla privacy.   Che sia una cosa a luci rosse? Wow....
C'è un famosissimo detto che così recita: "Quando una donna  si ostina a non voler  rivelare il nome del padre del proprio figlio è perchè neppure lei lo conosce."
  
Allora, carissimi, mi chiedo:  se a due anni e  mezzo dall'insediamento  non è stato , non dico realizzato, un progetto, ma almeno esposto e condiviso tra tutte le forze sociali presenti nel territorio,  non vi sorge il dubbio che questo progetto non esista? Eppure, prima del suo insediamento vi erano in corso delle attività atte a sviluppare il turismo e molte di queste erano a costo zero. Non  era allora il caso, dato che di idee non ne sorgevano, almeno proseguire sulla strada  intrapresa della continuità e della collaborazione con le associazioni dei commercianti e del volontariato? Se non c'erano idee nuove da realizzare non era almeno funzionale porsi nell'ottica dell'ascolto, della disponibilità a cooperare in una condivisione di idee?
Non e' sufficiente aver approvato un regolamento sulle sponsorizzazioni: come attrarre gli sponsor a investire se non con nuove ed argomentate idee?  Chi decide di spendere i suoi soldi lo fa solo se reputa un progetto degno di essere realizzato. Nessuno ti da i soldi per grazia di Dio. Il Comune non è qui a chiedere l'elemosina è qui per illustrare delle idee creative ed atte a  migliorare la città.
Il chiamiamolo "cittadino" del commento mi chiede di  proporre a me i progetti per promuovere la città ed il territorio.
Oh bella! A che titolo, prego?  Qualora l'amministratore riconoscesse la sua inadempienza allora io, gratis et amore dei, mi prodigherò in stesure di progetti ed iniziative anche a costo zero. E comunque mi pare che la Lega Nord abbia presentato un progetto per il territorio valenzano che sicuramente potrebbe riscuotere interesse tra gli uffici della Regione Piemonte per un contributo finalizzato alla sua realizzazione. dunque, lasciamo spazio a chi idee ne ha.
Si fa presente che nell'ultimo Consiglio, sia la maggioranza che la minoranza hanno votato un documento che chiede all'amministrazione comunale di intraprendere iniziative  per incentivare il turismo. Orbene: ce ne sarebbe stato bisogno  ( mobilitare l'intero consiglio) se l'assessore delegato da due anni e mezzo a questa parte, avvesse già intrapreso  un minimo intervento in tal senso, come era suo dovere? Non è , dunque, questo documento una chiara accusa di immobilismo e negligenza  verso l'assessorato di riferimento?
Il Consigliere Maragno, esperto commerciante ed uomo di buon senso,  replica in consiglio comunale  all'assessore al turismo, il quale intendeva rimandare ancora a dopo Giugno 2012 una eventuale azione  di promozione territoriale :.....  " non si può ulteriormente rimandare una azione per risollevare la città. L'intervento è da fare adesso. Da oggi.
Ma glielo si doveva proprio ricordare  all'assessore l'urgenza e la necessità di un intervento?
Caspita: cosa ci sta fare un assessore se, quasi a metà del suo mandato,  rimane  ancora in attesa di agire?

venerdì 27 gennaio 2012

COMUNE DI VALENZA: HIC RHODUS, HIC SALTA !




La grave situazione finanziaria degli enti locali ormai è una  cosa risaputa.
Tutti  hanno bene recepito come ormai le manovre atte a recuperare fondi  per rimpinguare il debito pubblico abbiano intaccato fortemente i trasferimenti erariali dallo Stato agli enti pubblici ed in prima linea ai Comuni. 
Se  la soluzione  fosse  quella per i Comuni di rimanere immobili e non effettuare alcuna spesa se non quelle ordinarie legate ai servizi istituzionali non sarebbe neppure necessario dotare l'Ente Pubblico di uomini eletti per prendere decisioni. 
Eppure, ugualmente è prevista per i Comuni la presenza di una classe politica che, proprio a fronte dei costi elevati che gravano sulla città, è chiamata a realizzare una strategia responsabile che permetta la crescita produttiva e territoriale del Comune per cui lavora.

Non può essere accettata una politica che si basa sull'attesa di tempi migliori o  sul trascorrere indefinibile  del tempo per poter infine, chissà quando, delineare un intervento funzionale e costruttivo. Il momento è questo. L'intervento deve essere adesso. 
Eppure c'è chi crede che la definizione di una linea politica sia di far passare il tempo mentre si ragiona sulle decisioni da adottare in chissà quale futuro non ben identificato. 
Vi pare strano? Anche a me inizialmente. Eppure è così: ormai  l'azione politica si esplica  nell'attesa di poter adottare una strategia economica e politica.  La famosissima  politica dell'attesa.
Oppure ancora peggio. Oltre la politica dell'attesa  (almeno ufficiale) va in auge anche la politica di appropriarsi delle iniziative altrui. 
Insomma questa è la filosofia di un cattivo padre di famiglia che  non pianifica , non programma, non si pone obiettivi, ma naviga a vista e fa come paguro Bernardo che, avendo il corpo molle e non possedendo una sua conchiglia usa quelle che trova libere.  
L'AVIS  fa una campagna sui donatori di sangue?  E' roba mia!!!! La palestra dietro l'angolo fa il saggio di fine anno?!! Roba mia anche questa!! 
Ah ventri molli dello Stato!!! Ci sono  possibilità a costo zero che potrebbero  essere attuate!  
 Si possono trovare  ancora buoni progetti che abbiano un reale impulso alla crescita, alla  concertazione ,  che possiedono in se' una giustificazione plausibile per chiamare  tutte le forze presenti nel territorio al una collaborazione attiva e fattiva,   ma spesso,  capita,  che  chi  ha il ruolo per muovere idee di solito  preferisce  accomodarsi in poltrona.
Perchè, alla fine basta dire che è tutto sotto controllo, CHE "  sI  è VERIFICATO SOLO  un piccolo guasto all'alimentazione elettrica. tornate alle vostre cabine, per favore. E non rompete il cazzo che vi sentite l'acqua alla gola. !"