martedì 14 luglio 2009

QUANDO CHI SCRIVE ON LINE SCRIVE CAZZATE ALLORA E' NECESSARIA LA RETTIFICA

QUANDO CHI SCRIVE ON LINE SCRIVE CAZZATE. ma dai?!! possibile mai? DEVE FARE LA RETTTIFICA .
E MAGARI POSTA SEMPRE LA STESSA IMMAGINE . CHE CAVOLO!!! DI UNA DONNA!! CHE PALLE ... NON SE NE PUO' PIU' !
OLTRETUTTO HA SEMPRE LO STESSO VESTITO, MA CHE CREDI CHE HO UN GUARDAROBA FORNITISSIMO!! SONO UNA STIPENDIATA MALE, BABY!!!
E C'E' CHI CONTINUA A SCARICARE VIDEO YOUTUBE CHE TI VIENE VOGLIA DI DIRGLI: BABY, SO ANCH'IO CERCARE UN VIDEO SU YOU TUBE!!!PENSI DI ESSERE L'UNICO CAPACE?
ED ANCHE CON LE IMMAGINI VADO FORTE! ME LA SO CAVARE A CERCARE IMMAGINI SU INTERNET, BABY!! NON TI AFFATICARE, BABY!
E POI DICE" MI ASSENTERO' DALLA RETE PERCIO' NON SCRIVERO' PER QUINDICI GIORNI . " CAZZO ME NE FREGA, BABY" PER ME POTRESTI ASSENTARTI PER I PROSSIMI QUINDICI ANNI, BABY!!!

INSOMMA IN QUALCHE MODO HO PARTECIPATO AL DISSENSO DI CATEGORIA PERCHE' SAREBBE STATO UN ATTO DI CASTA SENTIRSI FUORI DALLA CATEGORIA, POI QUESTA ME LA DOVETE SPIEGARE PERCHE' VI SIETE ARRAMPICATI SUGLI SPECCHI!! OH BABY!!! ( un po' come ho fatto io nella foto pubblicata: sono appoggiata ad un vetro, per dire: posizione fragile)

E COMUNQUE FACEVO I MINISTRI UN PO' PIU' FANTASIOSI INVECE CHE INTENTI A RIPESCARE LEGGI DEL 1948, BABY!!!
MI IMMAGINO CERTI TIPI A PASSARE IL TEMPO A RETTIFICARE QUELLO CHE HANNO SCRITTO, SOPRATTUTTO SE ESTRAPOLATO DA ALTRI TESTI . NEL MIO CASO CHE ESTRAPOLO DA PLATONE VOGLIO VEDERE CHE CAVOLO DI RETTIFICA FACCIO, BABY!!!!
E POI DICIAMOLO.... MA QUANTE CAZZATE SI LEGGONO SUI BLOG?
QUESTO NON NE E' UN ESEMPIO FULGENTE?
LA CATEGORIA DEI GIORNALISTI PROPRIO NON MI SENTO DI DIFENDERLA.

RIESCONO A VENDERSI SENZA NEPPURE METTERSI GLI STRASS.

ENTRO 48 ORE SEGUIRA' RETTIFICA

lunedì 13 luglio 2009

IL GUERRIERO SI ARRESTO'


Quella mattina il condottiero aveva indossato la corazza luccicante ed imbracciato le armi per la consueta perlustrazione del territorio.
Il condottiero aveva la voce ferma ed il passo deciso. Ma d'improvviso il guerriero si arrestò senza apparente motivo.
Dunque: non trovava più la sua dimensione profonda. Dov'era? Non sentiva più il richiamo incantato. L'ineffabile era inafferrabile. Era scomparso. Il suo palpito invisibile non mostrava l'ardore, non spingeva il passo. Non generava aneliti . Dunque non c'era. S'era dissolto? Aveva cambiato strada? Oppure la strada aveva cambiato terreno e non era più fertile e non accoglieva dolcemente i suoi umori profumati ed il suo dolore accorato. L'armatura aveva aderito al corpo come nuova pelle inviolabile. Di serpente.
Non era più oceano profondo crepitante di organismi guizzanti dove la luce penetrava vorace e fosforescente tra le acque colanti e burrascose. Non era più pozza oscura dal quale emergevano ciuffi di muschio ondeggiante e rigoglioso.

Quella mattina s'apriva il deserto tra mulinelli di polvere e vento.
Il guerriero, quindi, si arrestò. Era , dunque , questo ciò che l'attendeva? Una contesa per cui s'era perso il percorso? Lo scopo? La passione?
Il guerriero, quindi, si arrestò e sciolse i capelli all'aria arida di quell'estate senza voce.

domenica 12 luglio 2009

PORCA PUTTANA

dipinto di Francis Bacon

Conferenze stampa , manifestazioni, minacce, rivelazioni , dichiarazioni e sventolio di bandiere si ripetono ogni giorno in ogni spazio disponibile. ( web, piazze, face book, radio e televisione) Sempre si sente pronunciare al seguito parole come: democrazie, cittadini, giovani , libertà, diritti, terrorismo, totalitarismo, intolleranza, tolleranza. Sono parole alle quali siamo abituati, sono immagini, alle quali siamo assuefatti. Non sentiamo più niente. Non vediamo più niente tanto ne siamo circondati da non evidenziarne i contrasti.
Ma non solo: c'è qualcosa di più grave. Ormai abbiamo oramai acquisito la tendenza ad usare tutti ( il potere , gli sfruttatori e gli sfruttati) lo stesso vocabolario svilente e volgare. Così che ci si adegua all'arroganza del potere pronunciando termini come " mignottocrazia" " Lo gnomo schifoso " " il perfido nano" " lo psiconano" " Le puttane della tv " " le orgie a palazzo Grazioli" ** e non ci rendiamo conto che la parola ci plasma e ci fa pensare e che è dalla stessa parola che nasce la filosofia del vivere e se parliamo male vivremo anche peggio.
Se usiamo le stesse parole gravi e lercie e crudeli e insensate e piene d'odio e prive di rispetto e d'amore di quelle che usa il potere, saremo noi stessi fatti di niente, saremo nutriti del nostro stesso gergo e del nostro stesso sterco. Non potremo riconoscere lo spessore profondo di un anelito amorevole, disprezzeremo l'ardore e l'amicizia, non saremo più in grado di chiamare la bellezza della vita poichè l'avremo lordata e dimenticata nel fondo più fondo della nostra anima.
Allora scegliamo la PAROLA che ci rappresenta che ci distingue e che ci fa nobili e che ci da la possibilità di emergere dignitosamente dal magma in cui il mondo sociale sta sprofondando.

**termini estrapolati da testi trovati in Internet

sabato 11 luglio 2009

IL DOLORE ALLE CINQUE


Non esiste una vita lineare. Una strada sicura, un percorso stabilito.
Rispondere alla propria anima significa porsi delle deviazioni, delle trasgressioni . Molti, per paura, non vogliono ascoltare il richiamo. Ma si condannano ad una vita stereotipata, inautentica.
La coscienza è variegata, confusa, fuorviante. Posso innalzare muri che le impediscano di compiere movimenti bruschi, posso avere lo stesso volto per tutto il tempo, ma so che il mio cuore comincerebbe a dimenarsi ferocemente, strapperebbe la corda e fuggirebbe lontano. Non ho che la scelta di affrontare l'antro che mi è destinato. Non ho che la scelta di incontrare le forze della mia essenza profonda e seguirla e cederle amorevolmente e nutrirmi alla sua fonte sapiente. Non posso fare altro che rispondere alla sua natura essenziale.
Incontrerò il dolore. E' già successo. So come può essere straziante. So come può essere distruttivo. Potrebbe piegarmi, uccidermi. Ci ha già provato. E' un serial Killer spietato. Colpisce quando abbassi la guardia, quando sei distratta e debole. Quando sei mortificata. Ma so che non fa parte di me : è solo un visitatore importuno. E' un ospite sgradito.
Suonerà alla porta di ingresso ed io non potrò che farlo accomodare nel soggiorno.
Lui si siederà comodamente sul divano e, molto gentilmente sarò costretta ad ascoltare il suo lamento cavernoso. Mi alzerò per preparare il tè con i pasticcini. Lui si ciberà avidamente di ogni mia pietanza.
Ma alla fine il dolore dovrà andarsene. Per forza.