mercoledì 25 gennaio 2012

CITTA' DI VALENZA: UNO DUE TRE : STELLA!

 
Sono passati più di due anni dal momento in cui questa amministrazione ha vinto le elezioni. Chi mi ha seguito nei vari post sa che  ho auspicato  la vittoria del centro destra  sperando in un cambiamento radicale nella gestione della cosa pubblica. La vittoria c'è stata.  E'  trascorso il tempo sufficiente per poterne fare un bilancio. 
Non possiamo  NON constatare che un cambiamento è avvenuto, in qualche modo.
Complice probabilmente la crisi economica che si è abbattuta sulla nostra città che viveva essenzialmente sul lavoro artigianale dell'oreficeria, ciò che ci troviamo davanti agli occhi è una città immobile, centinaia di cassa integrati,  commercianti insoddisfatti delle vendite che riescono ad effettuare, zero iniziative nel campo della  promozione del territorio,  un senso di desolazione e di disperazione incombente, devastante anche se muta ed invisibile. 
L'amministrazione non si muove se non per piccole ed estemporanee azioni inadatte a muovere la città ed  ad una realizzazione di un obiettivo di crescita. Parla di  bilancio di spese intoccabile, ma non può  ESISTERE, TRA LE FUNZIONI DI UN AMMINISTRATORE, quella di  rimanere in attesa di un risanamento economico senza  compiere un intervento politico e sociale. 

Il Comune non può solo attendere le proposte delle associazioni presenti nel territorio PER FAR SUCCEDERE QUALCOSA IN CITTA', deve anzi, trovare il modo per coinvolgerle nei programmi studiati per questa e per i suoi abitanti . Non deve ridursi ad essere quindi, un rimorchio , ma un impulso per nuove idee, il motore che spinge a crescere, a partecipare, a responsabilizzare la società e le aggregazioni cittadine.


Il Comune deve essere, infatti, quella forza trainante che, ascoltando i bisogni della gente, sia in grado di elaborare un momento comunitario che rinvigorisca la vita della città.
Un amministratore, nell'esercizio delle sue funzioni,  non deve ascoltare i propri moti attitudinali, ma apprestarsi ad un contatto costante e sensibile con la  cittadinanza che ha quelle necessità imprescindibili dal momento storico e collettivo che si sta vivendo. Niente " passioni" personali, dunque.  Un amministratore non deve assecondare  i propri impulsi personali e istintuali, ma progettare un piano di crescita e di rinnovamento  per una città sofferente.  
C'è da qualche anno da parte dell'amministrazione una tendenza a lasciar fare alle associazioni e di porre il cappello sopra alle loro poche e travagliate iniziative   come fa il latifondista che raccoglie i frutti del lavoro di braccia e di sangue del contadino sfruttato. Non è  questo che si chiede ad una amministrazione politica.  Non è questo il compito per cui viene chiamata a condurre la cosa pubblica.

Chi (avendo l'incarico di determinare gli eventi cittadini) si aggrega pedestramente alla circostanze già predisposte, senza introdurre elementi di innovazione, di cambiamento, di trasformazione attiva E PROPOSITIVA nella città, non giustifica la sua presenza all'interno di una amministrazione pubblica. 

Il presidente della Repubblica in un suo discorso pubblico ha voluto ricordare che :
"Anche quando si deve contenere la spesa pubblica,non si deve tagliare tutto. L'arte della politica consiste proprio nel fare delle scelte."

Dunque la rinascita non potrà avvenire nè aspettando immobili che le cose si mettano a posto da sole nè, come qualcuno ha ventilato, con la presenza di un uomo forte e fiero: solamente , infatti con una politica  di concertazione tra tutte le forze sociali che operano nel territorio  coscienti della gravità in cui ci stiamo dibattendo , mettendo da parte le proprie piccole  manie carrieriste e hobbistiche , si potrà uscire fuori da una crisi che  sta abbattendo le famiglie italiane.

lunedì 23 gennaio 2012

L'ULTIMA PERVERSIONE


Me l'ero ripromessa. basta foto.
dovevo fare come il vecchio Enzo che non posta mai il suo canuto faccione  e mette solo belle donne  quasi nude e un po' imbronciate. Pensa di esprimere erotismo, ma a me esprime solo tristezza. Dice che del sesso non gliene frega niente e poi scrive sempre della Cinzia e  di chissà chi altro con  grandi tette  e un bel culo  che in gioventù gli ha fatto battere il cuore. ed ora? Ora vaga da un blog all'altro e quando riceve dei commenti va in brodo di giuggiole tanto che ti viene voglia di ricordargli che sono solo due e magari di donne disperatissime che sembra fin facile farle abboccare  all'amo. Ti farei commentare da certe tipe che lavorano da me. Allora sì, ci sarebbe da ridere. Soprattutto se tu ne fossi fiero.  Io non posto erotismo, và. Io posto la realtà crudissima.  La noia del giorno. Ma non guardo indietro se non per vedere se c'è qualche malintenzionato. E questa ormai è la mia ultima perversione.

martedì 17 gennaio 2012

IL COMANDANTE SCHETTINO : LA METAFORA DEL COMANDO


 

Vicino all'isola del Giglio c'è stata una  sconvolgente  tragedia. ma badate bene: non mi unirò al coro populista e giustizialista che grida all'untore.  Sarebbe  un modo per  autoassolverci.  Non possiamo in nessun modo  levarci le colpe che ci appartengono in quanto componenti di una società  decadente e corrotta e di cui siamo parte integrante. Una società i cui meriti per l'assunzione ad un posto di lavoro  sono essenzialmente la conoscenza del politico più influente o la capacità di ballare al meglio la Lap Dance.  Vi meravigliate? Cosa è successo? La causa del disastro qual'è stata? E' stata l'incompetenza e l'ignoranza. E ci pare incredibile? Invece no. Poteva essere previsto.
Donne e uomini stupidi, infigardi, incompetenti del servizio che svolgono eppure nello stesso tempo arroganti, presuntuosi e millantatori di capacità inesistenti ce ne sono a migliaia. E' colpa loro se sono sciocchi?  Essere stupidi non è una colpa: è una carenza. Una minorazione.
Uno stolto, in quanto incapace di intendere,  non può certamente  comprendere  quando una azione può causare danni. 
La colpa, la grave colpa , imperdonabile e criminale è  soprattutto  di coloro che concedono a questi idioti  incarichi di responsabilità e di comando. V'aspettate forse che un cretino si comporti in modo adeguato alle circostanze? Sarebbe una grossa ingenuità. O una aberrazione.
Quanti Dirigenti, direttori, capi di imprese e di Ditte non hanno la capacità sufficiente per gestire ed organizzare un servizio da cui dipendono centinaia di vite? 
Eppure  tutti noi  possiamo almeno fare un paio di nomi di rappresentanti un potere che non sanno gestire. Ne avevo già parlato  genericamente in un post QUI:  parlavo di incompetenze, di responsabilità di attribuzioni di incarichi immeritati  di persone inadeguate alle  funzioni che ricoprivano. 
La colpa  delle azioni inconsulte di questi dementi  non è da attribuire a  loro. Gli sciocchi non possono rinsavire, gli stupidi non hanno gli strumenti per  far funzionare il cervello in modo idoneo: è una caratteristica morfologica. Il quoziente intellettivo non glielo permette. ma chi li pone in questi ruoli, chi permette loro di gestire servizi importanti ,  non ha alcuna scusante. e non solo loro.
Chi non protesta, chi non mette in evidenza gli errori, le mancanze, le discordanze è colpevole quanto e più di chi alla fine commette inadempienze. Più di colui che   risponde al telefono con  disarmante paura e confusione mentale dicendo: " " E' buio". Certo che è buio  povero stolto ! ma i sintomi della tua inettitudine erano presenti da anni nella tua mente oscurata .
Chi ti ha assunto? Chi ti ha dato la possibilità di Dirigere? Di Decidere? Chi non t'ha fermato? Chi non t'ha consigliato? Chi non t'ha messo in evidenza i danni? I rischi?   
Dovunque si taccia sulle incongruenze, sulle inadempienze di un Dirigente scapestrato, sulle ostentazioni di un amministratore incompetente e inconcludente  allora è lì che si deve cercare il colpevole, il criminale, il disertore, il responsabile. Insomma: guardiamoci intorno perchè  niente più che l'incompetenza genera catastrofi. Niente più che la stupidità causa delitti. e poi non ci sorprendiamo. Cazzo.

giovedì 12 gennaio 2012

COMUNE DI VALENZA: LA DOMANDA E I GIOVANI







Da più di un mese è stato concesso ai ragazzi  uno spazio all'interno al 1° piano di Palazzo Valentino .
Grazie al consigliere della Lega Maurizio Oddone e a Laura Zeme  questa stanza è stata dotata di alcuni PC.
L'intento del Sindaco era quello di permettere ai ragazzi del liceo Scientifico di utilizzare questo spazio. Devo dire che il lavoro di Maurizio Oddone e di Laura Zeme è stato un lavoro importante nel deserto delle iniziative per i ragazzi della città di Valenza. 

Se ricordate bene, meno di  una decina di anni fa, l'assessore di allora, Daniela di Spirito, aveva annunciato trionfalmente su tutti i giornali di avere inaugurato lo spazio Giovani. Alla sua inaugurazione non ne seguì una funzionalità concreta e dopo qualche mese tutto finì lì. Ora, nelle stesse condizioni di allora, si rischia lo stesso risultato fallimentare.  Perchè non basta attrezzare una stanza con qualche PC per renderla UN SERVIZIO, come allo stesso modo non serve comprarsi un pianoforte per trasformarsi in un illustre pianista.  Bisogna che l'azione sia preceduta da un progetto ben definito e dalla conoscenza dell'utenza  a cui il progetto è destinato. 
Oggi l'universo giovanile si manifesta con accentuate caratteristiche di diversità rispetto al passato. I ragazzi hanno caratteristiche più svariate  rispetto agli anni 70 e la loro disponibilità all'aggregazione è messa a dura prova da altro genere di stimoli. 
Proprio per questo i ragazzi sono più soli e più bisognosi di indirizzi e di coordinamento. 

Tutto questo  si propone  all'attenzione delle forze politiche, del mondo sociale, imprenditoriale, della scuola e della famiglia. La comunità locale, per altro, nel farsi carico dei suoi bisogni non può eludere una fascia così importante di popolazione su cui è segnato il futuro della comunità stessa. Uno spazio giovani, quindi ,  organizzato dal Comune , non può intanto rivolgersi solo alle classi di un Istituto superiore locale, ma guardare alla generalità così variforme dei giovani, dagli studenti, agli operai, dai disoccupati  agli artisti. 

Uno spazio giovani non può essere relegato in fondo ad un corridoio prima di una sala riservata alle lezioni dell'Università della terza età,   occupata da ciarpame di altri uffici, ma deve  svilupparsi  come risposta alle esigenze dei ragazzi ed essere al centro della nostra attenzione: aperta, visibile, accogliente, non selettiva, non respingente, conforme ai loro bisogni.    Il tempo dei ragazzi è già ingombro di locali , di spazi: dalla discoteca, alla stanza della loro casa deserta,  ai bar / birrerie/ vinerie. Lo spazio giovani  istituzionale deve essere più che una stanza,  deve essere  un'occasione per realizzare delle azioni, un momento di ascolto delle loro esigenze,  di condivisione delle scelte, di coordinamento delle differenti esigenze, deve essere frutto di un lavoro che l'adulto svolge con i giovani  e anche con le comunità presenti nel territorio ( scuola, associazioni, imprese, istituzioni). Non deve essere uno spazio asettico, ma un  servizio che offre opportunità, che offre una guida  e che risponda ai bisogni del ragazzo legati all'inserimento nella città e nella società attiva.  
Parlo di un progetto perchè intanto il servizio deve conoscere la varietà dell'utenza a cui si rivolge ad esso. Un ragazzo di 16 anni che studia  ha esigenze completamente diverse da uno di 18 anni che lavora  e quindi  dovrà offrire  servizi e opportunità differenti concorrendo alla progettazione di politiche a favore di adolescenti giovani e della comunità.

I giovani sono quindi destinatari diretti ed indiretti di una strategia complessiva che, nel suodisegno sistemico, vuole affrontare i nodi di una condizione, più che rispondere episodicamente ai bisogni più immediati ( non so..come quello di  stampare una pagina di curriculum o cose simili )  Ma DEVE ESSERE PRECEDUTO Da intenti precisi e progetti ragionati per concretizzarsi in interventi funzionali.

Abbiamo già chi nei piani bassi organizza due volte al mese  estemporanei laboratori infantili senza alcun tipo di pianificazione nè di obiettivi se non la mera occupazione del tempo  seguendo la politica dell'  " oggi famo qualcosa" rimanendo, poi,   per i restanti 28 giorni a ciondolare .Ma se bene o male,  la si  può  dare a bere ai bambini che sono tutelati da altri servizi e più accuditi dalle famiglie,   questo non può succedere con i " nuovi " adulti il cui sviluppo mentale e sociale richiede maggiore consapevolezza e quindi una  gestione più oculata e più razionale

l'adulto deve condividere il progetto con i ragazzi  e illuminare la strada oscura e perigliosa che attende loro in questi anni faticosi.Non deve lasciare unon spazio scevro di guida, di parole, di indirizzi, di incoraggiamento. NON DEVE LASCIARE  DA SOLO  IL RAGAZZO.
So che chi ha lavorato perchè iniziasse a sorgere la "questione giovani " può recepire questa domanda urgente e necessaria. Invito il consigliere della Lega  , che  ha lavorato in questo senso,  a porre una attenzione ulteriore per trovare insieme le risposte.