lunedì 26 luglio 2010

AMBARABA' CICCI COCCO'


Massì, sì, si è capito: ho uno scazzo tremendo .

Sarà l'età, ma patisco sempre di più l'arroganza, l'incompetenza, la presupponenza e chi fa di queste tre caratteristiche il proprio modus operandi. E badate. non parlo affatto di politica.
La politica non c'entra con la spinta alla prevaricazione, col bisogno di affermarsi attraverso la sopraffazione, l'intimidazione, la forza fisica. Diciamo, magari, che chi ha qualche problemino di personalità trova nella politica lo strumento adatto per sfogare le proprie frustrazioni.


Ma non succede mai a costoro di fare realmente della politica. Probabilmente chi imposta la propria vita di relazione alternando vorticosi sussulti di lusinghe, mistificazioni, minacce, adulazioni, inquietanti allusioni a interventi di violenza e di coercizioni, non è in grado di presentare argomenti fattivi, proposte nuove e nuovi rimedi al silenzio delle proprie menti: intese come lavorio cerebrale e tranquillità della propria coscienza etica. Non ha idee nè immagina strumenti che possano realizzarle.
Ma di cosa vado parlando? Chi ha necessità di tutto questo per essere visibile non ha cervello e poi, diciamolo ,neppure presenza erotica che non guasta mai: insomma. Fingono sussulti carnali, ma è una delle loro tante rappresentazioni.
ho constatato di persona che chi ha l'ansia di mostrarsi non riesce a generare progetti , nè pensieri sessuali : per queste cose ci vuole un minimo di propensione ad interessarsi agli altri. Cosa impossibile per chi vuole solo esibirsi .
Il sesso è incontro e l'idea è passione: prerogative sconosciute a chi ha solo necessità di presenziare la platea.

Se abbiamo la sfortuna di imbatterci in gente del genere non facciamoci impietosire, non facciamoci intimidire cedendo il passo e l'attenzione.
Sono proprio questi ceffi ( a cui hai permesso l'azione col tuo silenzio,) che ritrovi poi alla fine per tua distrazione e benevolenza nella stanza dei comandi a premere il pulsante del missile atomico. E poi non chiederti come diavolo CI SONO ARRIVATI sin là, perchè la colpa è un po' anche tua. Cazzo. Ricordiamoci.
Insomma la campana suona per te: senti? ding dong e dang

3 commenti:

silvio ha detto...

Come una goccia dopo l'altra incrinano e spaccano una roccia, così una piccola prevaricazione, un abuso, un'offesa, finiscono per mutare nel tempo i rapporti e le condizioni sociali (dalla politica, alla società, fino ai luoghi di lavoro). Resistere e rivendicare i propri diritti, opporsi nel rispetto della legge, allontanare da sè coloro che compiono queste azioni inquinanti.
La coerenza è il più difficile dei comportamenti, il più faticoso, il più rischioso in un contesto di sfascio. Tanto più arduo quanto più ripagante moralmente per sè stessi.

Antonella ha detto...

Nessun uomo è un'isola

Nessun uomo è un'isola,
completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto.
Se anche solo una zolla
venisse lavata via dal mare,
l'Europa ne sarebbe diminuita,
come se le mancasse un promontorio,
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi,
o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce,
perché io sono parte dell'umanità.
E dunque non chiedere mai
per chi suona la campana:
suona per te.

John Donne - Meditation XVI

Gillipixel ha detto...

Che bello, Anto...conoscevo l'espressione "nessun uomo è un'isola" e anche "non chiedere mai per chi suona la campana, ecc.", per vie hemingwayane, ma non sapevo l'origine del tutto in questa magnifica composizione di John Donne :-)
S'impara sempre qualcosa di nuovo e di bello, se si cerca nelle fonti di bellezza opportune :-)
Bacini più sapienti :-)