Ho voluto, in questo momento della mia vita , pensare a qualcosa di grande. O meglio: ho voluto immaginare, come John Lennon , un mondo migliore in una città migliore. Ma più che immaginare , ma più che sognare , ho voluto programmare una città quasi perfetta con la presunzione che attraverso l'individuazione di progetti scevri da tutti i giochi speculativi che li frenassero e liberi da condizionamenti ideologici che li appesantissero, si potesse, alfine, giungere ad una visione comune di interventi e di iniziative dirette alla città.
Novello Platone, mi arrogavo il diritto di rendere l'idea, anzi, il sogno, una speranza di tutti, una realtà condivisa.
Ma oltre questo non ho pensato che c'è poi l'essere umano che deve rendere attuativo ciò che è stato ideato ed allora devono intervenire quei precisi fattori come : la passione, l'onestà , la capacità, l'etica profonda e insita nelle azioni e nella determinazione del passo.
Il percorso è giunto al termine. Era già terminato il 29 marzo, per me.
L'ex candidato sindaco della lista " Valenza , la tua città" ormai escluso dalla competizione, Settimio Siepe, ( malgrado non sia riuscito neppure ad ottenere l'apparentamento ufficiale) domani ( sto scrivendo a notte inoltrata) farà un comunicato ai giornali sulla sua volontà di sostenere la signora Zavanone che pare si sia innamorata di alcuni stralci del programma da me stilato. Farà una dichiarazione anche sulla lista precisando non so il numero o chi della lista appoggia quanto e quando (anche se è chiaro a tutti noi partecipanti la lista quante e quali differenze sostanziali caratterizzano i componenti sia in relazione alla scelta di voto sia in relazione alla propria dedizione politica)
Non è certamente questo importante. Per quanto mi riguarda , dopo due giorni di grande abbattimento morale e di uno sconosciuto senso di svuotamento, sono riuscita a ritrovare il piacere che mi aveva spinto a lavorare per un progetto rivolto alla mia città ed ai miei cari concittadini.
Non devo pensare ad altro che al compimento di questo progetto gioioso e vitale pensato non per qualcuno in particolare, ma come risposta ad un richiamo profondo del giusto e del buono.
Ho avuto dei cattivi momenti . Qualcuno mi ha minacciato . Nel senso che, scontento delle mie dichiarazioni di privato cittadino, ha voluto approfittare del fatto che fossi una dipendente comunale per compiere intimidazioni al ruolo che ricoprivo e al servizio che svolgevo.
Qualcuno mi ha tradito. Qualcuno parlava mentendo e si smentiva parlando. Ho avuto dei momenti di grande sconforto.
Nello stesso tempo, quando penso di non aver solo spostato oggetti, spento luci o passato il sale in tavola, ma, invece, di avere sperato, elaborato, studiato la possibilità di una nuova partecipazione alla cosa pubblica e che, al di là di tutto, il progetto rimane fulgido ed attuabile come frutto rigoglioso, allora concentro la mia attenzione su questo aspetto e sul futuro. Un futuro diverso. . Migliore, insomma.

