martedì 21 luglio 2009

SOLO 20 €URO

Preparo il mio itinerario di viaggio con il mio favoloso camper. La prima tappa naturalmente sarà Saturnia, in Toscana, poi il mio camper si sposterà in Campania a Caserta ( magari telefonerò a Rosy) quindi intendo andare a Matera , a Ostuni ( ho visto che è un paese meraviglioso costituito da tutte casette bianche) quindi andrò a visitare la Certosa di Padula in Calabria e poi senza più fermate andrò in Sicilia. Ho per la Sicilia un'attrazione sanguigna. Mi piacerebbe lavorare per un Comune siciliano. Chissà che non mi decida a chiedere il trasferimento, magari a Pachino, che ha una piazza bellissima. Ho comprato un costume di una taglia in meno della mia. Si vede. Chissenefrega . Non c'era la mia taglia e costava solo 20 €uro.

lunedì 20 luglio 2009

LA DIFFICILE SEDUZIONE - ULTIMA PARTE

Lei ormai se ne era fatta una ragione: nella vita quotidiana non c'era spazio per intensi spasmi, fremiti dolorosi e dubbi dell'anima.
Persino nell'illusione della scelta del partner non c'era vera scelta bensì " una pausa " dalla scelta : nel momento in cui tutti noi possiamo modificare i nostri progetti, i nostri palpiti appena si presenta un' occasione che pare migliore, la scelta perde della sua virulenza.
Una scelta che non è caratterizzata da un impegno e da conseguenze ineludibili e che può essere ritrattata non si può definire scelta.
Lei, nella vita di tutti i giorni , dava l'idea d'essere una donna sicura. E infatti lo era. Sapeva per certo come era meglio agire nel lavoro. Sembrava un algido ragioniere. Ma il suo spirito aspirava a pienezze irraggiungibili.
Un giorno, un tipo con cui era uscita le aveva detto: " Tu potresti destabilizzare un uomo " ma lei in quella frase ci vedeva solo la paura del confronto e della condivisione. Non era tanto vero che poteva destabilizzare un uomo quanto che lei stessa poteva farsi trascinare dalla relazione ed esserne destabilizzata.
Forse la nuova etica sociale dovrebbe risiedere nella convinzione che non si può e non si deve cercare di dare regole a tutto ciò che si origina dai desideri i quali sono per natura effimeri e mutevoli. L'errore stava nel dargli per forza dei connotati sociali a cui non si può dare seguito eternamente.
" Ti amerò finchè durerà" questo dovrebbero dirsi gli innamorati.

Lei lo vide giungere con la sua auto e quasi non lo riconobbe. Lo aveva conosciuto mentre lavorava e quindi coi capelli spettinati ed i vestiti consueti del giorno. Invece era molto elegante e pulito. Quando lei salì in macchina provò un senso di inquietudine indecifrabile. Le pareva di stare con un estraneo.
Le ore successive non servirono a placare il senso di smarrimento che la assillava.
Lui era bellissimo: i suo capelli scuri e ricci gli scendevano fluenti lungo le spalle e la sua carnagione olivastra brillava tra i fasci del sole e nel vento estivo. Ma quando si avvicinò con le sue labbra alle labbra di lei, ma quando la strinse in un abbraccio cieco lei capì cosa era questa sua inquietudine.
Tra le mani di lui si sentì sottratta alla sua specificità. Lei non si riconosceva più.
Dunque lei non era lei con la sua individualità bensì era un genere femminile con un seno, un sedere e le labbra morbide e gonfie. Perchè lei sentiva il desiderio di lui voluto per se' stesso sciogliendone il corpo in carne divenuta ora avulsa ed inerte. Non era lei, non si vedeva. Perchè il piacere era in - diviso e non con - diviso perchè non era una ricerca dell'altro, ma era la ricerca di una conclusione, di una solitudine. Di una rinuncia. la rinuncia alla comunicazione.
Non volle pensare ancora. Non ne aveva il tempo. Lei si slegò dall'abbraccio e scese dalla macchina velocemente. Percorrendo a piedi la strada del ritorno, mentre il sole scaldava gioiosamente il suo corpo, lei sorrise pensando a quanto fosse difficile la seduzione.

domenica 19 luglio 2009

LA DIFFICILE SEDUZIONE - PARTE TERZA


....Il giorno dell'appuntamento lei aveva lavorato SENZA MAI FERMARSI. Non aveva voluto pensare a lui neppure per un secondo.
Giunta a casa , aveva cominciato a prepararsi per uscire. Subito aveva fatto la doccia, lavandosi accuratamente i capelli. Li aveva spazzolati in modo che potessero essere molto vaporosi e morbidi. Quindi aveva selezionato i vestiti provandone qualche capo. Aveva infine scelto una gonna nera a tubo aderente e la maglia che più le piaceva: era molto scollata ed aveva un piccolo drago argentato sul seno. Avvicinò il viso allo specchio e con attenzione pedante segnò il contorno delle labbra con la matita rossa. Quindi rovistò nella busta e selezionò il rossetto adatto al colore appena disegnato. Si allontanò un poco per specchiarsi interamente e fu contenta del risultato. Spruzzò leggermente il suo profumo gentile dietro le orecchie. A quel punto guardò l'orologio. Mancava ancora una mezz'ora ed il luogo dell'appuntamento non distava molto da casa sua. Si arrestò d'improvviso. Non aveva pensato a nulla per tutto il tempo, ma adesso era arrivato il momento, anzi, non fu il momento ad arrivare , fu il suo pensiero che la prese per i polsi e la strattonò energicamente.
Lei cosa sapeva di lui? Nulla, se non che sorrideva in un modo particolare, se non che il suo sguardo si abbassava scuro e confuso negli attimi del suo guardare. Sapeva che il suo corpo era forte e sodo e che le sue gambe erano grosse e muscolose.
Avrebbe mai potuto essere convertita nella nuova dimensione dell'incontro ? essere un corpo con l'altro, essere non solo dunque carne essenziale e inerte che sii appropria di altra carne e sentirsi solo ciò che chiede l'altro ossia un atto senza contenuto, senza scena ossia un atto o - sceno?
Era già successo non tanto tempo fa . Lei aveva desiderato uomo. Cosa era stato? Ripensandoci non poteva definirlo amore perchè l'amore vuole stabilità. Vuole continuità. Vuole intimità profonda. Il desiderio invece si muove senza tempo e non si da obiettivi. Il desiderio vuole allontanare la quotidianità che pure continua a far parte della propria vita perchè non si sopravvive ad un senso dell'ignoto per sempre . Infatti lei, pur avendolo desiderato, aveva avuto una vita di abitudini perfette dove lui, per poter essere ciò che era , non poteva entrare.
Lei andava a far la spesa e continuava a lavorare mentre il suo desiderio seguiva un percorso contrario, o meglio penetrava come lama sottile all'interno di quella realtà stabile originando una sottile feritoia per l'espressione di se' stesso e per il suo fremito senza nome. Ma era staccato da se' come errante senza meta e senza risposta. Il suo movimento era il gioco che permetteva la sua esistenza. Dove l'insolito era il suo tempo. e dove il tempo era l'eccezionalità dell'istante.
Il desiderio è scorretto perchè vuole prendere e si offre solo in cambio di sottrarre con avidità ciò che più gli preme. Era stato esaltante. Era quello che lei voleva. Perchè la sua vita tranquilla, il suo uomo, i suoi amici, le davano tutto il resto. La quotidianità era l'accessibilità alle cose invece il desiderio, l'erotismo era nutrito dall' aspettativa dell'avventura, del viaggio. Della fantasia di ciò che poteva essere. E dunque quale sarebbe stata la sua vita ? un oscillare tra un gioco di solitudine dove lo spazio per la con - versione con l'altro avrebbe lasciato solo lo spazio per la propria per - versione ?
E, in tutto questo, i muri alti edificati nel tempo dall'uomo desiderato e da lei stessa non avrebbero subito lo stesso una demolizione inopportuna? Non avrebbero subito una disgregazione inevitabile?
Forse, pensò, l'essere umano non può che rassegnarsi a tollerare queste sue necessità e permettere al proprio spirito di librarsi in ogni caso ed in ogni sua espressione. Perchè non esiste una sola vita e le abitudini sono come fragili e sottili vetrate e possono essere infrante.
Lei stette immobile per un po' , ma non si fece ingannare dalla propria esitazione. Perchè alla fine prese il suo zaino, le chiavi della macchina , gli occhiali da sole e chiuse la porta frettolosamente: non voleva assolutamente arrivare in ritardo.....

sabato 18 luglio 2009

LA DIFFICILE SEDUZIONE - PARTE SECONDA


.....I suoi desideri, o meglio , i suoi capricci irriducibili e spudorati , la allontanavano dalle irrequietezze dell'anima che non riusciva a parlare se non il linguaggio incomprensibile della SUA specificità .
Questa , infatti, la faceva stare come sospesa in un tempo senza tempo, in un luogo senza ragioni se non quelle dettate dal suo demone malvagio, là dove la malvagità era voce inedita e sconosciuta al mondo.
Ma questo calarsi nell'interesse per qualcuno , questo crepitare di umori sanguigni e carnali riusciva a farla stare al mondo senza l'inquietudine ed il senso di spaesamento dello straniero quale ella si sentiva di essere .
Lei, per quella occasione, cedeva la sua parte velenosa e sofferente per accudire alla sua nuova propensione e dimorare interamente tra le sue voglie personalissime e indiscutibili.
In questi momenti lei sentiva il suo corpo governare il passo ed il respiro. Lei sentiva il suo sesso profumare di nuova energia vitale, lei obbediva mansuetamente alla corrente delle sue riflessioni involontarie e potenti.
Non riusciva che a vedere il volto di lui in mezzo alle macchine , ai tavoli dei bar, ai suoni bisbigliati della città confusa . Non vedeva che il colore scuro degli suoi splendidi occhi lucidi, non vedeva che le espressioni accennate del corpo e dei movimenti del suo viso, delle sue mani, delle sue cosce.
Non ascoltava che il suo essere tra la gente con la voce gentile ed il sorriso, non attendeva che il cenno di sguardi ardenti e corrisposti.

L'avrebbe visto il giorno dopo, ma intanto doveva passare da lui , al mattino, per altre faccende.
Aveva indossato un abito stranissimo con una gonna a palloncino di colore beige in completo con una piccola canotta dello stesso colore che scendeva morbidamente sui fianchi e che si sollevava leggermente al primo accenno dei gesti del corpo. Aveva delle piccole scarpe con un vertiginoso tacco a spillo.
Lei era elegantissima. Lei era bellissima.

Entrata nel suo ufficio , vide lui in compagnia di una donna piccola e magra. Quando si avvicinò alla coppia , dal disagio di lui , capì immediatamente il genere di relazione che la legava a quella persona.
Lei sorrise ad entrambi, ma sentì il bisogno di sorridere ancora più intensamente in direzione della donna che le parve come disarmata.

Sorrise sempre e rise ancora e parlò dolcemente cercando di coinvolgere la donna con frasi dedicate solo a lei , con parole spese solo per lei sino a che non salutò entrambi ed andò via.
Per la strada camminava pensosa e colpevole. Le pareva d'essere lei quella donna e nello stesso tempo la sua aguzzina impietosa.
Per la strada camminava con lo sguardo torvo e assassino.
Si sentiva vittima e carnefice.
In fondo era proprio così.
Perchè non era una giovinetta senza alcun vissuto precedente ? Perchè non era come un tempo quando chi incontrava aveva tutto da costruire e tutto realizzabile? Dovunque volgesse lo sguardo i vincoli di ciò che era si alzavano come muri di cemento invalicabili.

Per la strada lei camminava con tutti questi pensieri ridicoli. Avvertiva vagamente il peso insostenibile di un senso misterioso di pudore e vergogna che non sapeva decifrare. .....