
lunedì 2 febbraio 2009
NON TI AVVICINARE

Valenza - Oratorio San Bartolomeo
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Rendo omaggio al palazzo più prestigioso che abbiamo a Valenza. e poi... cavolo... un po' di cultura.... !!!!! non si può parlare solo di politica!!!
L’antica Chiesa di Santa Caterina, oggi Oratorio San Bartolomeo, in Via della Banda Lenti ai limiti del centro storico-medioevale della città, risale al 1584, anno in cui venne edificata su commissione delle Suore Benedettine. Adibita a magazzino all’epoca del governo napoleonico, è stata riconsacrata e intitolata a San Bartolomeo nel 1835. Il suo restauro, (1840), si deve alla Famiglia De Cardenas, che si è riservata un piccolo cortile di passaggio al Palazzo Trecate, ricca abitazione della famiglia, ancora oggi conservato a fianco della chiesa, ed è opera di Francesco Gabetta, artista di probabile provenienza lombarda. In questo contesto è stato collocato all’ingresso dell’edificio un pregevole portale in cotto, già appartenente alla chiesa di San Francesco, abbattuta definitivamente nel 1858, dopo le devastazioni prodotte da due successivi incendi.
Fino al 1902 la chiesa è stata regolare sede di culto e il restauro, che ne aveva valorizzato ulteriormente il pregio artistico, ispirandosi allo stile neogotico ancora impregnato dal gusto “troubadour”, era ancora perfettamente conservato negli anni precedenti la seconda guerra mondiale. Dal dopoguerra si è progressivamente determinato, tuttavia, il completo abbandono dell’edificio, il cui recupero è iniziato negli anni novanta ad opera dell’amministrazione comunale, che ha recentemente intrapreso un’ultima fase di restauro (2003), protrattasi fino al 2007.
La costruzione è composta da un corpo principale a base ottagonale con due piccole cappelle ai lati, da un basso fabbricato all’angolo tra piazzetta Lanza e Via Banda Lenti, utilizzato come sacrestia, da un cortiletto recintato con accesso diretto alla via, in passato allestito a sepolcreto, e da uno spazio a pianta rettangolare, originariamente con funzione di coro e presbiterio, la cui volta a botte è crollata nel 1972.

All’interno è possibile ammirare i resti dell’antico altare, il cui paliotto è conservato al Museo del Duomo, un pregevole lampadario a candele originario, i candelabri a braccio, per la maggior parte autentici, il pavimento realizzato con l’utilizzo di formelle originali in cotto, gli intonaci decorati oggi consolidati. Il restauro ha permesso di recuperare anche il soffitto ligneo della sacrestia e la pavimentazione in ciottoli di fiume policromi del cortiletto esterno.
Di notevole interesse i resti degli affreschi esterni, in stile neogotico, e i fregi in cotto e pietra in gran parte ripristinati. Il cancello in ferro battuto che chiude il cortiletto è stato inserito per volontà della famiglia Ferrari-Trecate e ancora riporta, visibili tra gli elementi decorativi, le iniziali F/T.
Dopo il restauro del 2007 divenuto di proprietà comunale, l'Oratorio è ora sede di mostre, concerti e conferenze. Può anche essere utilizzato per celebrazioni matrimoniali
domenica 1 febbraio 2009
IL VIAGGIO
Lei era traboccante. Non avrebbe potuto definire il senso di pienezza e di forza che la trasportava nelle azioni, in generale e nelle parole. Non le apparteneva COMPLETAMENTE perchè il suo demone aveva mani grandi e muscoli possenti nelle gambe. Lei si sentiva tirare inesorabilmente da questa corrente tiepida che soffiava tutto intorno. Parlava con i colleghi ,in quei giorni , e cercava a fatica di ridimensionare il tono della sua voce divenuto impaziente e quasi SELVATICO. Non era sua la voce ma apparteneva ad una essenza profonda che nessuna indagine per quanto accurata avrebbe potuto far affiorare. E RICONOSCERE. Sconosciuta e nuova , la voce cantava . La voce la invocava. Lei aveva deciso di seguirla , preparava le sue valigie con cura e quando qualcuno preoccupato le diceva: " ma dove vai così'.. da sola? " lei sorrideva bonariamente e spiegava che non era sola che c'era questa sua anima ( non si azzardava a chiamarla "demone" per non turbare gli altri) che sarebbe stato un viaggio nuovo verso una nuova direzione. " Quale? " chiedevano turbati . E lei sorridendo ancora ma con tono mite e rassicurante rispondeva " Non la conosco".Una luce fosforescente splendeva sotto i lampioni. La nebbia era formata da piccole macchie bianche fluttuanti tra i vecchi palazzi della città. Bellissimo.
giovedì 29 gennaio 2009
NON POSSO SOPPORTARLO
Ho i ricordi di visi ed amori molto simili tra loro. Non distinguo le personalità e i litigi. Confondo i desideri che avevo dei loro corpi.
E poi ripenso ad un'amica. Aveva lasciato il marito perchè lui la tradiva da tempo. Lei aveva cominciato ad uscire con un uomo con cui cercava di ricostruire gli stessi gesti e le stesse consuetudini che aveva diviso col marito. Io la osservavo quasi scandalizzata. Volevo dire: " Non farlo! è un altro uomo!!". Ma era poi vero? Io stessa ripropongo l'abbraccio e la dinamica severa che sempre mi ha caratterizzato nelle relazioni.
Anche ora. Anche adesso. Per questo mi sono venuta a noia. Preparo la valigia e lascerò qui questa Antonella tra il divano e la lunga sedia nera in pelle.
La vedo sempre al mattino, Lei si volta nel letto svogliatamente e preme il pulsante della sveglia. Si alza per andare in bagno. Spreme il tubo della crema idratante e se lo passa sul viso. Rimane un poco in attesa senza fare nulla con i pensieri inutili di sempre. Poi, tutti i giorni, lei cambia stanza e si veste frettolosamente senza attenzione : I fuseaux neri , gli scaldamuscoli, la maglia di cotone e il maglione NERO sopra tutto..La VEDO scendere dall'auto ed entrare nell'edificio per timbrare il suo cartellino. Dietro il centralino c'è Susi. Ha spostato la scrivania ultimamente. Ha fatto bene. Adoro le misteriose iniziative dei comunali. Poi c'è Mauro ( il massaggiatore) Lui le si rivolge subito con un tono pieno di energia inquietante. ( piccola disgressione: un dipendente, che non definisco collega giacchè sono di livello superiore, ( ma sì.. finiamola con questo ugualitarismo comunista!!) credeva parlassi di lui: preciso che non parlo per chi e di chi non ha l'intelligenza di comprendere sarebbe tempo e spazio virtuale sprecato . Oh! vi potesse essere un sistema che oscurasse la lettura agli idioti!!! ma lo invito gentilmente a non leggermi please, perchè consumare quel suo piccolo neurone in cose troppo distanti da lui? Già compie uno sforzo indicibile per svolgere malamente le piccole incombenze che gli spettano !! ( che poi sarebbe traslocare un foglio dal piano di sotto al piano di sopra oh yeah) Mah ! misteri inspiegabili del web ) E poi... come poteva pensare che avessi parlato di lui come "colui che possiede energia" ? Se mai l'avesse posseduta sicuramente in Comune non l'ha mai mostrata! voilà! ora ho parlato di te, baby e d'ora in poi le tue prurigini fattele grattare da tua moglie ( cof.. cof...) e fatti spiegare anche la parola " prurigini"
C'è stata la neve ed il vento gelido dell'inverno. La vedo attraversare la piazza principale. Lei cammina velocemente. Gli stivali chiari cadono pesanti nel lastricato . Lei non guarda mai. Eppure per quanto non offra lo sguardo le pare d'avere sempre lo stesso suono e le stesse immagini tutto intorno.
Lei non parla con Silvio. Mai. Scrive e prepara i fogli . Apre e chiude faldoni. Accende e spegne stampanti e luci. La vedo e non la sopporto. Vorrei dimenticarla. Lei non mi è simpatica. Non si interessa e non si allarma. Ho quasi paura di lei. Lei sa individuare la macchia nera sotto la veste. Lei non riesce a perdonare la consueta indifferenza delle ore e dei minuti silenziosi del giorno. Lei non si rassegna alla molestia del cuore appesantito dalle abitudini. Ma io non la comprendo, in fondo e non la scuso.
Lei crede di essere sincera quando racconta le sue favole pensate. E le storie agiscono in lei alla fine prodigiosamente vere. Io non la sopporto. Eppure le sue argomentazioni hanno un autorevolezza che non posso negarle.
Eppure, a volte , la sera , quando s'accuccia nel calore delle braccia di lui sembra incorruttibile. Devo lasciarla. e la lascerò per un poco. Riempirò la valigia di tutte le sue cose che, di fatto , non gli appartengono.
Mi guarderò dietro le spalle e controllerò che non mi segua. Non potrei sopportarlo. Questo proprio non potrei sopportarlo .



