domenica 30 agosto 2009

EROS E' AMORE



Secondo Platone:" Eros colma l'immenso vuoto che separa il corpo dallo spirito in modo che appaia il tutto in se' connesso" * (* questa chicca è per Piero che afferma" l'erotismo non ha sesso") . Per questo, la sessualità non è un accessorio dell'individuo, ma la sua natura. Non è solo il mondo che ci condiziona e ci delinea la strada, ma pure noi con i nostri gesti, i nostri patimenti interveniamo sull'equilibrio dell'universo.
Non so separare, non so accantonare niente della mia persona dal momento che presto attenzione oltre me all'altro o le altre manifestazioni dell'universo.

Non comprendo, dunque, chi si allontana , sapendo perfettamente il motivo della defezione, stabilendo di non avere desiderio. Allora mi rendo conto che non c'è mai stato. L'amore non ha definizioni di sorta, perchè è un evento che si muove e si esprime nel proprio spirito e nel gesto del proprio corpo. SICURAMENTE NON PUO' SOLO IDENTIFICARSI ESCLUSIVAMENTE NEL DESIDERIO. Mi sorprende come sia facile allontanare se' stessi dal proprio desiderio e lasciare ad esso uno spazio privo di identità e di pathos. Eppure avviene. E avviene ed avviene ripetutamente sottraendo all'individuo la sua capacità di perdersi nell'altro e di vivere pienamente con tutto se' stesso fatto di anima e carne immacolata. Perchè l'eros trascende l'uomo e la sua immagine , crea e fantastica l'emozione che suscita l'incontro . Solamente in questa partecipazione totale l'eros si sviluppa e ci sostiene. Chi non si pone in questo senso , ammaliato dalla facilità della spinta del desiderio perde un'occasione: l'occasione di scoprire se' stessi e di rivelarsi nella propria pienezza. Un vero peccato. Davvero. Un peccato mortale.
Ma peggio per lui.

venerdì 28 agosto 2009

CHI SONO?


Dunque, non chiederti: " Chi sono? "sino a che ti celi dietro delle definizioni e ti contrai alla vita. Non chiederti: " Chi sono?" nel momento in cui eccedi in essa senza partecipazione. A questo punto che importa chi sei, dato che ciò che esprimi non ti appartiene, è un'ostentazione di dominio di se', è una parvenza di potenza e di affermazione di un " io" inventato.

Non è rilevante chi sei dunque, ma se sei nell'atto, nella parola, quella parola che impieghi quotidianamente e che rivela la sua afasia profonda ed irreversibile.

Chiediti, invece, se " Senti" e cosa senti nei gesti e nello sguardo, se ciò che ti attraversa scivola in una mente apatica anche se sofferente, se malgrado tu tenda alle vette infinite delle proprie passioni, invece, precipiti nel silenzio dello spirito che non ti risponde.

Se non sei tu, quindi, non sei. Questa è la risposta ad una domanda che ha il senso di essere posta come quella di chiedersi: " ma sto respirando?"

Perchè se l'amore non è inteso come una trascendenza della propria anima e viene visitato come atto pornografico non necessita di definizione perchè non è. Non c'è . Non esiste.

L'amore tra il corpo e lo spirito abita lo sguardo ed il patimento , inteso come il sentimento che si origina da noi e che non si chiama ma si produce quale sorgente fluente e rigogliosa.

Allora non chiederti chi sei perchè tu sei l'eterno.

Perchè se non " senti" non esisti e invece, nel momento in cui sentiamo noi dilatiamo i confini della nostra esperienza sino a comprendere l’universo. Il sentire è tutto. Possiamo stare ore disquisire sulle cose pratiche della vita cioè di politica o di lavoro e delle mille incombenze da sbrigare che ci occupano mani e menti in azioni precise e strutturate. Ma è solo il sentire profondo del nostro spiriTo che diventa in un attimo ciò che domina e muove la nostra esistenza.

In questo , in tutto questo, noi siamo l’eterno fluire dell’essenza che ci rinnova e ci vitalizza . Allora non chiederti chi sei, cazzo, ma: " Cosa sento?"

martedì 25 agosto 2009

LA DOMANDA ETICA

Le relazioni sociali, ma anche sentimentali sono ormai sempre più precarie. Testimoniano questo tempo flessibile e mutevole nel suo aspetto più deteriore ed anche più immediato. I contatti tramite web non ne sono l'unico aspetto. Su quelli siamo già un po' preparati e più guardinghi ma anche ( ci sentiamo) più giustificati a farseli scivolare leggermente e indifferentemente dalle spalle.
Mi è capitato d'essermi meravigliata di certe disumanità (quando per umanità si intende l'attenzione ed il riconoscimento da parte degli altri della specificità che siamo che è imprescindibile da noi e non intercambiabile ) Non parlo solo di amici o amanti che tradiscono e non ti dicono la verità , ma proprio della sensazione d'essere irrilevanti e quindi non necessari o meglio ancora che non sia presente negli altri un modello virtuoso a cui fare riferimento per l'incontro con l'altro .
Vado discutendo, senza ritegno e senza un reale scopo , di questo mio senso morale che mi preme nelle viscere come un istinto animale.
Chiedo: " Perchè mi hai fatto questo?" e percepisco nel mio sterile lamento una domanda a cui non si può rispondere. Il senso morale non può essere un bisogno , ma un urgenza profonda come il battito del cuore.
La domanda morale non può essere stabilita nè nutrita di progettualità . Il senso etico del nostro stare al mondo con gli altri , per quanto dalla nascita siamo posizionati in una collettività e da lei ci sentiamo tutelati, è sempre una cosa individuale, che si elabora nella ricerca dell'azione corretta e nel comportamento da adottare.
Il senso morale non può che svilupparsi nella domanda della sua esistenza, nell'impegno dell'azione, nell'incertezza del gesto che deve essere pensato, riconosciuto dall'essenza profonda di noi stessi. Messo in discussione, anche.Patito.
Non si tratta di demonizzare l'errore. L'errore conosce lo stesso sentiero del giusto, ne condivide i clamori, ma non il dubbio.
Per questo, soprattutto per questo ci può servire essere il più possibile trasparenti a noi stessi, partecipi con la nostra vera coscienza agli altri e quindi non mentire e non mentirsi. non mistificare e camuffarsi dietro verità organizzate.

domenica 23 agosto 2009

CAMOGLI

Si parte col camper destinazione: Camogli






Il nome Camogli proviene da "“Cà de mogee” (casa delle mogli) essendo i loro uomini marinai ed impegnati in lunghe navigazioni. la sua baio viene chiamata " Golfo paradiso perchè la terra forma un insenatura e l'acqua è tranquilla e calda.






allle mie spalle una frazione di Camogli:San Fruttuoso. San Fruttuoso, raggiungibile soltanto a piedi o via mare è un borgo racchiuso in una stretta vallata del promontorio di Portofino. Contiene un complesso monumentale di gran pregio, comprendente l'abbazia, la chiesa e la torre di Andrea Doria.