martedì 30 ottobre 2012

NON SONO TRANQUILLA E BRAVA

Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto 

importante che tu la faccia. ( Gandhi)








 Come faccio a stare ferma? non posso. 
Ho la mia voce da seguire  e  sento che si potrebbe  allontanare  se non la ascolto attentamente .

 Ho la mia voce da seguire.  

Non posso farmi distrarre dalle esortazioni che giungono dal mondo.

 il mondo mi è estraneo. 

Non sono miei gli eventi, non sono miei i ricordi. Non sono le mie aspirazioni quelle che lo guidano.

Il mondo entra nella mia vita come un ospite sgradito. 

Si intrufola con i suoi riti malsani, con le sue richieste
                  
       pedanti e seduttive. 


Mi parla di  obiettivi mondani, di successi carnali quanto  

EFFIMERI.


 Non voglio farmi prendere.  Ho un disegno da completare , ho un puzzle da costruire. 
Non è quella la natura che ci preme. 

Dobbiamo ascoltare il segreto dei battiti del nostro cuore e non si tratterà di vincere o di guadagnare soldi. 

Non si tratterà di applausi o vittorie. 
Poveri,  coloro che cambieranno il sentiero per un consenso  rumoroso
C'è una trama da scoprire che si poserà solo su di me e forgerà le mia membra senza  errore.
 Non sono io che mi  muovo , ma la spinta che mi crea e mi comanda .

 Noi siamo creature di un racconto  che non ci appartiene . Possiamo solo godere la sua armonia e cederle totalmente.

C' è un mosaico che si svela : la nostra esistenza.



sabato 20 ottobre 2012

NOI ORA SIAMO LIBERI





Lei aveva parlato. 
E tanto.
Lei aveva aperto e chiuso cartelle dal piccì. 
Aveva caricato file e tolto chiavette. 
Non aveva pensato che alle cose da fare con una  tale meticolosità  da contabile da non aver potuto lasciare posto alla riflessione, alla contrazione. Al silenzio .  
Ma poi successe:  all'improvviso Il fantasma venne.  
Lei non lo  aveva chiamato eppure  questi  era affiorato dalla luce bianca della giornata, tra le persiane  ombrose ed assolate di quel pomeriggio  autunnale.
  Era nuovo, come  se mai fosse  esistito prima,  eppure aveva gli stessi occhi di fuoco che l'avevano guidata  fino a lì. 
  Lei rise e capì perchè scriveva.

Un nuovo ordine trascendeva  i suoi gesti ed i suoi desideri.
 Un ordine che non si adattava al mondo ma con esso Si confrontava e da esso traeva l'ardore. 
Già in altre occasioni lei  aveva  intrapreso il viaggio ed aveva voluto  appropriarsi  voracemente di quella pienezza magica che l'aveva raggiunta.
Ora no.
 Non ne aveva bisogno . Il suo desiderio si era fatto trasparente, e avvolgeva le cose  senza toccarle. Non avrebbe avuto, ormai lo sapeva,  la frenesia di un tempo. Non avrebbe avuto la stessa ostinazione a soddisfarlo.
 Poteva rimanere distante  e sentire ugualmente  il fremito dei gesti e il battito del suo cuore. 
Era diversa, libera dalla paura di non poter avere, di non poter raggiungere, di non poter abbandonare. 
 Di restare. 
Il ricordo le rimandava epiloghi dolorosi,  ma era un altra storia.  Era grata al desiderio d'essere affiorato d'improvviso e senza alcuna ragione  di rivalsa  e di gloria.  

perchè gli  esseri umani devono essere liberi