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martedì 10 novembre 2009

IL PERBENISMO, IL FILO SPINATO ED IL CROCEFISSO


C'è, nell'universo, il senso dell'ordine inteso come processo che permette l'esistenza della vita in assoluto. Questo pensiero è avvallato dal fatto che si susseguono in modo coerente le trasformazioni climatiche, le nascite della specie di animali, dell'uomo, delle sventure e dei ripari. Ciò che devìa da questo flusso continuo sembrerebbe far parte dell'elemento disordinato quindi in eccedenza, al di fuori della norma. La regola è l'ordine, il bene, lo scorrere compatto e concorde dell'universo che in questo modo si esprime e si manifesta.
Ma non è così: la devianza è più che un incidente raro perchè anche questo è costante e perseverante. la crudeltà è una presenza stabile che si confonde e si misura con l'ordine divenendone spesso elemento imprescindibile.
Per questo la società si tutela imponendo dei percorsi che hanno l'intento di prevedere la degenerazione dell'ordine non potendo definirne la devianza poichè essa non ha parametri di riferimento.
Ma diventa quasi drammaticamente consequenziale suggelare questo percorso in una corazza di definizioni moralistiche che possono tranquillizzare, nello stesso tempo finiscono per attraversare la nostra esistenza come un lungo e contorto filo spinato da cui non riusciamo più a liberarci e, quindi, ad espanderci.
Non dobbiamo chiederci cosa possiamo mostrare nelle nostre chiese, nelle nostre case, nelle nostre scuole. Dobbiamo permetterci, invece, di aprirci alle emozioni ed all'accettazione dell'altro; a quel punto non avremo bisogno di simboli della nostra passione ma solo della possibilità di nutrirci di essa.

6 commenti:

Dino ha detto...

Mamma mia come sei complicata.
Però hai perfettamente ragione
quando dici " di aprirci alle emozioni ed all'accettazione dell'altro"

brava
ciao

Brigante ha detto...

L'ordine universale ed il disordine che creano gli uomini con le loro regole.

Maurone ha detto...

accettare l'altro... eh... difficile dopo secoli di cattolicesimo imposto forzatamente... la battaglia vera è riscoprire il proprio libero arbitrio....

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

Mi sembra che (poi coincide con il termine globalizzazione), quello a cui ho assistito nella città, come nella provincia e attraverso i massmedia,un processo, dato chiaramente dai giovani, di profonda liberalizzazione, da tutte le infrastrutture del pensiero, della culltura, della morale, soprattutto religiosa ma anche ideologica.Tutto il ,passato, vent'anni di cristianesimo, poi le rivolte di sinistra, le repressioni di destra, non sono state inutili, è la Storia dell'uomo con le sue regole e allerte per prevenire la 'degenerazione'. Oggi insieme al muro è crollato il legame a strutture formali,che si presentano ognuna come verità assoluto. Finalmente abbiamo riconosciuto la nostra precarità, relativa all'ambiente in cui cresciamo, è un risultato per ora di caos, ma che secondo me porterà all'ordine(il cosmo),
un'anarchia, che è già in molti, con spirito forte autarchia, dando ancor più segno di certezze, perchè le proprie.Lasciamo a Dio la verità ultima.

Vittoria A. ha detto...

Come sempre sono pienamente d'accordo con te e trovo che spieghi molto bene dei concetti talvolta complicati. L'apertura, l'accoglienza, l'accettazione dell'altro sono la cosa piu' preziosa che possediamo per creare dei legami e per esprimerci. Non sono i simboli ma cio' che essi contengono che dobbiamo trasmettere, scambiare e interiorizzare. Bellissimo post!

Luka ha detto...

Finora ho avuto il blog solo per vedere le foto :o) per lei è una donna bella e interessante.
Oggi è stata la prima volta che ho tradotto agin voi e non mi dispiace.
Hai un blog interessante.