giovedì 13 aprile 2017

QUEI GIORNI

In tutti questi anni, da quando ci siamo conosciuti  sono stata convinta che i nostri destini avrebbero proceduto all'unisono.
Da subito le nostre differenze ci costrinsero ad attriti anche violenti. Tu eri molto più grande di me e credevi che questo  fosse un motivo per considerarti più saggio. 
Abbiamo provato sulla nostra pelle che gli anni non aggiungono saggezza ma , invece , sottraggono energie e speranze. 

Ma non voglio nascondere il punto essenziale della mia sofferenza . 
Potrei scrivere su  quanto mi manchi e sulle  telefonate che non ci sono più tra di noi, le passeggiate e tutto questo nostro non comprenderci che ci univa alla fine in una comunione fatta di separazioni .

Potrei dire e  ci farei anche una bella figura dell'amore che mi univa a te come un motivo per vivere.  
ma basta.  Il motivo della mia sofferenza è ben altro. 
Ho spesso in mente i giorni in cui ti ho abbandonato.
 Quando i medici dopo per giorni averci cantato la canzone dell'ottimismo del " adesso ci siamo qua noi" invece si misero a dire candidamente e spudoratamente con lo stesso tono goliardico   : non possiamo fare niente " 
Non mi meravigliai, ma sentirlo dire è un colpo al cuore. 
  Lui non sapeva , perchè? ma diavolo! perchè non voleva sapere. 
Era scritto dai primi giorni , ed io da scolaretta della prima ora sapevo  da un pezzo. . Eppure  anche io mi cibavo della sua presenza per dirmi : ecco , è qua è vivo, dunque. Basta. E' vivo. 
E delle facce di grembiuli bianchi senza cuore non protestavo mai. 
ma poi era arrivato il giorno. 
Io giorno in cui hanno detto che loro non potevano fare nulla , neppure mentire  come avevano fatto finora, potevano. 
ed io,  cosa ho fatto io? 
Ho girato i tacchi e sono andata a casa. 
Non sono più tornata in ospedale. Ho atteso nel mio letto , nel mio capezzale . Ho atteso un miracolo. Ho atteso che morisse immaginando che morisse. Sapevo che moriva.
Soprattutto perchè non avrei avuto la forza di mentire come hanno fatto bene i camici bianchi.
Perchè la vita finisce prima , finisce quando ti dicono che non hai un futuro. ed allora persino il presente ti sembra una farsa. 

Oh non mi inganno.  So bene di non essere una vedova  piangente e che il mio dolore non è santo.  è soprattutto il  rimorso che dilania il mio respiro ogni volta che si muove nel mio petto silenziosamente e senza deciderlo mai.
 Ho abbandonato l'amico fraterno perchè mi stava abbandonando perchè il dolore è sempre " solo"  e la sofferenza non da spazio ad ampie camere e poi, perchè, diciamolo,  perchè siamo  tutti stronzi. 
Perchè la vita rifugge la morte il che è veramente ridicolo, alla fine. 

Cosa aggiungere. 



1 commento:

Gus O. ha detto...

E' una storia già scritta ma viverla procura un dolore immenso.
Ognuno di noi nella vita ha incontrato momenti difficili. Per superarli è necessario che esista una motivazione forte.
Ciao.