giovedì 9 luglio 2015

NON SONO TORNATA





Sono partita l'altra settimana per quella casa che considero il luogo dove la mia anima può muoversi liberamente : la  Toscana.
Sono partita, appunto, dicevo, vestita da ufficio con le scarpe e borsa piena di cose da città. 
I pantaloni neri lunghi la maglietta a tre quarti di maniche e una giacchina  lunga sempre nera .
A metà viaggio avevo già arrotolato i pantaloni e  nella maglietta avevo fatto un nodo per accorciarla..
la giacca rimase arrotolata nel sedile posteriore.
I miei viaggi sono altro che turismo anche se attraverso le colline e visito le chiese con l'attenzione gioviale del turista. 
Ma so che sto cercando  soprattutto di riprendere il discorso interrotto con me stessa. 
 me stessa, sì, perchè Non parlo più di demone . Ormai lui,il demone, è diventato tutt'uno con  me e non distinguo più i momenti eroici da quelli consueti. 
Credo che dopo una certa età tutto ciò che si fa diventa eroico.
 Persino rispondere ad un " buongiorno" perchè in certi casi ho rinunciato a farlo. 
Non cerco di convincere nessuno. Caso mai cerco di allontanarmi da chi di primo acchito non mi convince affatto. 
Ho perso tempo a cercare di cambiare e persino di innamorarmi di chi volevo a tutti costi cambiare. Che ingenua presunzione. Che viaggio fallimentare . 
In questi mesi, ostinatamente, devo dire, mi sono interessata della politica locale. 
Il termine " politica locale" mi ha ingannato non poco. Credevo che nella politica locale , la politica ,appunto , si muovesse diversamente da come la " grande " politica Nazionale ed internazionale tesseva le sue reti di relazioni e collusioni. 
Invece mi sbagliavo. Ci ho messo un  "circa dieci mesi"  a capirlo , ma quando l'ho capito è stato per me liberatorio. 
Basta. 
Ho tralasciato  in quei dieci mesi ,una creatura splendida , pulsante, silenziosa ma tenace e paziente ossia me. 
Basta, Riprendo ad occuparmene. 
 La liberazione è stata data dalla possibilità di non ascoltare e non parlare con persone  che non mi stavano dando nulla, ma anzi succhiavano avidamente la poca energia restatami. 
La mia prima operazione è stata liberarmi di costoro. 
Ci ho messo  dieci minuti. 
E poi ci ho messo un po' di più ad allontanarmi da un amico fraterno con cui non avevamo in comune che il passato eroico dei giovani che eravamo stati. 
Lui si è trasformato in un bisbetico sessantenne che vive in simbiosi con la vecchia madre e tratta le donne ,giustamente data la sua situazione, come delle puttane di alto borgo, ossia come se non le pagasse e loro lo amassero. 
Questo era talmente lontano da me che non mi faceva bene. 
E' vero: giovanissima io , 16 anni e giovanissimo lui 25 anni eravamo stati simili , coraggiosi , curiosi , ma ormai non c'era rimasto nulla di quello e staccarmi da lui è stato doveroso. 
Non ho sofferto. La vita si muove e la nostra si era mossa in direzionì opposte non ci restava altro che prenderne atto. 
Da quel viaggio verso la Toscana sono rientrata , ma non ho cambiato le vesti del viaggiatore. 
Ho un abbigliamento  di chi non ha ancora finito il suo viaggio: scarpe infradito, veste marina e scialletto per il vento serale.   e questo mi consola assai. 

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