martedì 8 luglio 2014

SENZA ARTE NE' PARTE



"Creatività" e " arte " sono parole abusate come non mai 
Ormai tutto sembra arte e chiunque si muova con colori e pennelli, o strumenti musicali, con scarpette da ballo, od ancora con coccoina e collage diventa un creativo, diventa un artista. 

Ripetere troppo spesso la parola “arte” o “creatività”significa svilirla a semplice suffisso valido per tutto

Eppure non basta “ creare” per essere “ creativi, Non basta produrre oggetti con la propria abilità perché questi oggetti siano definiti di arte. Caso mai queste sono “ espressioni umane “


Ma cosa differenzia le espressività dall’espressioni artistiche? 


Totò, per esempio, alla servetta, estasiata per aver ricevuto una sgrammaticata poesiola del fidanzato, chiede :
"Ma se fosse stato Leopardi a scriverti cosa mai ti perdevi invece che la testa? " 

A partire dai discorsi politici, le parole vengono sempre più utilizzate senza distinguerne in vero significato, sono ormai interdipendenti, senza categorie di merito o di qualità.

Ai destinatari e i fruitori delle “ espressività di turno” non vengono quindi forniti elementi per conoscere, giudicare ed apprezzare il reale valore e significato di ciò che viene loro proposto. Più classifichiamo ogni manifestazione che ci aggrada  sotto la lucente cappa dell' " arte " più allontaniamo questo valore da noi. L'arte diventerà  non più riconoscibile. Cosa differenzia, infatti l'arte dalle esternazioni  frequenti  a cui siamo soliti assistere sia nel web che in tivvù o sulle strade ? 

A forza di identificare l’arte con ogni azione scaturita dalla fantasia umana crediamo di essere circondati di arte e di artisti.

L’arte non è così diffusa da poterla ubicare in mille angoli di una città, l’arte è rarissima e se cominciamo a banalizzarla,  a mistificarla, a confonderla con ogni genere di espressione non riusciremo più a distinguere l’arte da uno starnuto.
Invece  è necessario  educare all’arte, selezionare le iniziative che possono avere molti nomi e tutti di grande dignità ma lontani dall’arte che è invece sopra di noi e che ci conforta e ci guida come riferimento di pensiero e di speranza.
Se tutto è arte allora l’arte non c’è. Non c’è nulla di superiore al nostro ordinario vivere, che dia speranza all’uomo di  intraprendere uno scatto ulteriore verso mete difficili e impervie oltre i limiti conoscibili. Oltre il cielo visibile. 
L’arte non si definisce perché produce quadri o altro, ma perché produce qualcosa di migliore rispetto alla media.

Chi invano la   evoca sottrae all’Arte la sua valenza profonda e non dico Valenza a caso.
Insomma l’arte avvicina a Dio perché è frutto di intensa elaborazione, di una evoluzione continua, della consapevolezza delle nostre forze, della spinta a superarle , dell’impulso verso l’ignoto, del desiderio dell'infinito che trascende dal nostro essere mortali e in fondo miseri.


L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.. Come diceva  Oscar Wilde, appunto.

3 commenti:

Gillipixel ha detto...

Giusto, Anto...spesso si scambiano per arte il virtuosismo, l'estro espressivo, la bravura capace di suscitare meraviglia...ma non è così...l'arte è tale solo se sa svelare, col linguaggio che le è proprio, significati inediti sul mondo e sulla vita...per questo è un mezzo che innalza al di sopra del senso comune del vivere, avvicinando, come giustamente dici, ad una dimensione superiore, che possiamo giustamente definire una sorta di ambito "divino"...

pino ha detto...

e come disse qualcuno:"Tutti artisti...ma io vedo poca arte!"

ormai si tira a sera ha detto...

mi piace il rinoceronte con il suo selfie pittorico, è proprio cool. Un rinoceronte artista, una città di artisti, imbrattare le tele, scarabocchiare carta, è un esempio che viene dall'alto, anche nella cartellonistica di san Giacomo.Sempre arguta!