giovedì 30 ottobre 2014

EZIO CAMPESE: VALENZA - QUALCOSA E' CAMBIATO

CHI DORME SI PIGLIA RENZI E RENZI SI PIGLIA IL PD

PALAEXPO VALENZA DALL'INAUGURAZIONE CHIASSOSA 
 ALLA CHIUSURA SILENZIOSA 



martedì 28 ottobre 2014

DIZIONARIO POLITICO






RIVOLUZIONE: 
gli italiani non l' hanno mai fatta ed il motivo è che abbiamo così tante belle cose da vedere nel territorio che preferiamo fare i turisti

PARTITI: 

con la penuria che c' è di posti di lavoro, ormai rappresentano solo un mezzo per avere un buon stipendio

LEADER POLITICO:

gli italiani si innamorano di chi li bastona e fa la voce grossa . E' una specie di sindrome di STOCCOLMA.  Diciamo che è un po' come per quello che si innamora solo di prostitute.  Quando ne va via una ne arriva sempre un' altra uguale uguale

SINDACATI: 

una mattina si svegliano e decidono che quello che hanno accettato per anni va un tantino rivisto. Allora investono tanti soldini per offrire un soggiorno gratis a ROMA a pensionati e giovani.

MANIFESTANTI: 

quando c' è il sole e fa caldo ci sta, ma non fateci venire di venerdì.

PARTITO DEMOCRATICO 

ha cominciato a trasformarsi in democrazia cristiana gia' da un po' ma i comunisti non se ne erano accorti.
E neppure ora.

GIOVANI: 

negli anni 70 i giovani tenevano comizi, organizzavano cortei,
facevano squadra per progetti legati al territorio. Negli anni 2000 vengono messi dai vecchi  sui palchi   delle piazze e in prima fila tra i banchi dei convegni perchè fa figo.

martedì 16 settembre 2014

POLITICA E RUNNING


Eccomi qui, cari lettori ( solo ieri 82 per il post sotto )  con una immagine scattata ieri pomeriggio  nel quartiere dove vivo  mentre mi accingo a fare una delle cose che  più mi preme in questi giorni: ossia perseguire la giustizia e perseguitare gli ingiusti , insomma cosine così da nulla. 
In tivvù sono già iniziati i talk show e spero di perdermeli tutti.  Che vadano , coloro che devono stare in Parlamento, ad occuparsi dei lavori delle commissioni invece di perdere tempo nella seduzione dello schermo  e lascino a chi di dovere l'ingrato compito di  comunicare i fatti. 
Ho saputo solo recentemente che i parlamentari iniziano a lavorare il pomeriggio di martedì per finire il giovedì mattina , quindi facendo un rapido calcolo lavorano tre giorni a settimana .
Intanto con l'anno nuovo nella  città di Valenza  vi saranno le elezioni . 
Periodo d'oro per noi valenzani. 
Avremo promesse e  affettazioni lungo i marciapedi della città e magari  anche qualche apericena pagato. 
Per quanto mi riguarda sto passando un periodo felice.  
Sto perdendo i chili acquistati passando ore  davanti al pc  e mi sto dando al running.
Ho delle scarpette nuove  adatte alla corsa  e sentieri che scorrono sotto i piedi. 
Ho sudori e vento sulla pelle bagnata,ma quel che c'è di nuovo è che  sono troppo concentrata a non perdere il fiato per avere pensieri di morte e di dannazione. Inoltre  il mio demone mi affianca e corre felice accanto a me. 
Quanto durerà  questo binomio non me lo chiedo per niente. 



domenica 14 settembre 2014

VALENZA - 70° ANNIVERSARIO ECCIDIO DELLA BANDA LENTI


Dell'eccidio della Banda Lenti, episodio avvenuto a Valenza nel 1944, ne ho parlato QUI e QUI

Quest'anno cade il 70° anniversario di quelle uccisioni di giovanissimi avvenute per mano dei nazisti che avevano posto il loro comando a Valenza. 
Il senatore Daniele Borioli ha evidenziato come la passione che mosse i ragazzi di allora è ben lontana dalle spinte che dimorano nei cuori dei ragazzi di oggi. Ha detto: " La politica ha  disatteso  le speranze di allora" 
Ma direi, Daniele, che parlare di " politica "  in senso generale sia in modo per auto assolvere chi si muove nella politica e la determina,
La politica , chiamata in causa in questo modo così asettico e in qualche modo vago e confuso , la fa diventare quasi un fenomeno meteorologico , che non dipende da noi o da chi se ne è preso gli oneri e gli onori.  ( sarebbe come dire: " per colpa dell'acqua non avremo quest'anno una buona vendemmia) 
La verità, Daniele, che non è tanto la politica che  allontana i ragazzi dalle vicende del territorio, quanto che le vicende del territorio non sono trattate da chi la politica la dovrebbe svolgere. 
Nel 1944 le ideologie erano chiare, nette. Si sapeva da che parte si doveva stare , che cosa celebrava una parte e che cosa richiamava l'altra. Non c'erano dubbi. Ma , ora, lo vedi Daniele Borioli, che la politica vuole, per preservare i suoi componenti , cercare infinite mediazioni, anche quando le mediazioni porterebbero disagio e svantaggi al popolo. 
Oggi non c'e differenza tra destra e sinistra,( tant'è che in Parlamento governate insieme con grande disinvoltura)  la linea di confine è  inesistente  e pare ai ragazzi di oggi           ( e non solo a loro, ) che le decisioni sorgano  soprattutto a tutela di chi le prende.
Prova ne è che le poche Leggi che vengono approvate non migliorano le condizioni del lavoro, della scuola ,  del sociale e non si sa, alla fine , quale sia quella parte che difenda la necessità davvero di muoversi in quella direzione. 
La politica  da diversi anni si affida alla seduzione di un leader e mai più alle idee ed ai progetti. 
Il caso di Renzi  e di Berlusconi ne sono una prova. 
E ne è  la prova questo crescente uso dei talk show che fanno della politica l'arte della retorica e della persuasione anzichè un lavoro a tempo pieno per il territorio e chi lo abita. 
Come non comprendere la necessità dei ragazzi di allontanarsi da tutto questo e anche di odiare ogni cosa che il politico tocca e di cui parla?
Perchè non sembra arrivare da lì, dalla politica,  la speranza di migliorare la propria vita,  l'impegno , le soluzioni, anzi, da lì sembrano arrivare balzelli per i cittadini e stipendi milionari per i politici. 
La sera del 12 settembre 2014 , quando ricordavamo l'eccidio in Piazza Duomo, poco distante da noi, un folto gruppo di ragazzi pasteggiava a super alcolici e musica roboante. 
Ho sentito su di me , su di te, su tutta la nostra generazione la colpa di questo separazione  assordante. 







mercoledì 10 settembre 2014

IL SISTEMA HA CAMBIATO VERSO A RENZI


Per colui che si è insediato  negli scranni del potere con la promessa di  rottamare  le scelte passate,  il confermare i progetti  scellerati  della signora Fornero pare almeno contraddittorio.
 A circa due anni dalla fine del governo Monti tutto si muove nella continuità più assoluta. ma  cosa ancor più  grave è il messaggio schizoide che il nostro Presidente del Consiglio sta  trasmettendo a dismisura. 
Vuole  togliere il Senato ed è ancora là. Dice di aver aggiunto € 100,00 alle buste paga dei dipendenti pubblici quando invece si tratta per la maggior parte  di una cifra che si aggira attorno ai € 50,00 e non solo: dal prossimo mese saranno trattenuti dalla busta paga altri soldi  attraverso una nuova forma. 
Infatti,  da settembre secondo quanto si legge nella circolare n. 100 dell'Inps sulla riforma Fornero, si comincerà a pagare il contributo sul fondo di solidarietà residuale per i lavoratori non coperti dalla cig ( la cassa integrazione guadagni nelle imprese con oltre 15 dipendenti).
 Il contributo è dello 0,50% sulla retribuzione (1/3 a carico del lavoratore) e sulla busta paga di settembre verranno tolti gli arretrati da gennaio 2014.

Il calcolo quindi è il seguente: € 0,5  sullo stipendio  diviso 3 da moltiplicare per 9 ( i mesi arretrati)
Calcolando uno stipendio di € 1500,00  ritireranno sui € 18/ 20,00  per il prossimo mese. In uno stipendio già bloccato da tempo .

Sono esclusi da questa decurtazione gli stipendi dei dirigenti. Quelli ossia più cospicui. 
Renzi dice ( ma non lo diceva già Brunetta? ) che : " c'è grasso che cola nella pubblica amministrazione , ma evita ben bene di fare riferimento alle Leggi introdotte dal suo compagno di partito , Bassanini  che   elevava in un batter d'occhio la figura del caposettore a  manager  triplicandogli lo stipendio e non migliorando affatto l'organizzazione del servizio pubblico, come potete ben verificare di persona.  
Caro Renzi, se cola il grasso non cola tra gli amministrativi  che hanno il contratto bloccato da  15 anni , e per questo motivo hanno lo stipendio immobile come pure  gli avanzamenti di carriera.
 E stiamo parlando di una categoria, quella dei dipendenti pubblici,  che manda avanti i servizi essenziali , malgrado la cattiva immagine che si rimanda di questi lavoratori  ormai  considerati per volontà politica dei fannulloni, mangiasoldi sperando che in questo modo vengano soppressi del tutto per permettere alle aziende private ( vedi Expo  2015 )  di metter mano nel bene pubblico .
Un cambio di verso inavvertibile. 
Non mettiamo in dubbio l'iniziale  buona fede di Renzi , ma sembra che sia proprio il Sistema che ingloba chi lo avvicina  e  difende se stesso  a costo della sopravvivenza degli altri.  

martedì 2 settembre 2014

NON TOCCATE QUESTO CORPO !




Avevano accarezzato il tuo corpo interamente. Ricordi? 
Nei primi mesi di vita era un corpo meraviglioso. Lucente, roseo, morbido. 
Eri un corpo  nuovo. 
Di  velluto dorato. 
Liscio. 
Non c'era una parte di te, ossia del tuo corpo, che non fosse da mordere , accarezzare , baciare.
Perchè tu eri il corpo. Ma non lo sei stato per molto tempo. E' stato un tempo brevissimo dove le sensazioni erano il corpo . Il piacere, la gioia ed il dolore provenivano da lì dalla pelle leggera , densa , compatta . Sensibile. la pelle del tuo corpo.
Ne è passato di tempo da allora  ed ora tu non solo non sei più quel corpo, ma si rivolgono a te non più per coprirti  con buffetti leggeri il piccolo ventre, e le  gambe e le braccia , , ma per incontrare te  lontano dal tuo corpo ed a patto che  sia definito come si intende generalmente un corpo di uomo maturo, un po' sovrappeso, curvo , autorevole, certamente, ma estraneo alla voce ed al gesto,  fatto per essere ignorato , per disconoscerlo . Il corpo ora è solo   l'involucro che ti ricopre e che non ti rappresenta, da non toccare assolutamente.  
Nessuno ha memoria del tuo corpo. Tu stesso spesso te ne dimentichi. 
Gli altri se ne disinteressano. 
 Potresti essere una voce invisibile  e magari questo  va anche bene.   Va bene perchè ora il corpo da prendere in considerazione deve essere un corpo adatto a ciò che tu rappresenti , che non parla di te, proprio di te delle tue gioie e dei tuoi dolori, ma di quello che rimanda la tua immagine ed i tuoi anni. Più che mai se  sei una femmina il tuo corpo non ti  appartiene. Dolce, sinuoso, snello, delicato, procace. E' fatto d'altro ossia di attenzioni pelose, di espropriazioni segrete. Di voglie. Non tue , ma lo devono diventare. 
I desideri sono il corpo  se no, non esisti.
Ormai, tu, anziano, dicono, hai un corpo che cammina da solo. 
Nessuno trova " meraviglioso" il tuo gesto di procedere innanzi come bimbo tenero e corposo. Tutto avviene in te automaticamente. Il passo greve, il sospiro.  il piacere ignorato delle lenzuola nella pelle. Passi davanti allo specchio che rimanda solamente  il tempo che trascorre nell'attraversarlo , non te, ma la percezione fastidiosa di un corpo estraneo come un pulviscolo nell'occhio che ti impedisce di vedere davvero. Che ti impedisce la percezione di te come sei: perchè ti senti un'anima evanescente.
Non sei più corpo. Chi lo accarezza? chi lo sfiora ? 
Agiti le mani davanti al tuo corpo. 
Ed il gesto diviene un discorso convenzionale che disconosce il corpo ma lo muove.
E ti immagini di correre incontro ad altri corpi e coprirli di baci e carezze e di fondere la tua pelle solitaria con la pelle degli altri corpi perchè non siamo che questo  ( un corpo a corpo) e questo presto ci abbandonerà non permettendoci di sopravvivergli per quanto  facciamo finta di esserne separati.
Quanto  sono più saggi gli animali che si rotolano giocosi e feroci per toccare ed odorare e sentire tra peli e zampe la massa calda che è l'altro e riconoscerlo e mugolare con lingua e denti il nome dell'altro corpo per sconfiggere la morsa feroce del pensiero, lui sì evanescente ,lui sì, osceno e sconveniente perchè parla di morte e tu non lo sai!!

lunedì 18 agosto 2014

SATURNIA - HOTEL SATURNO FONTE PURA


 Consiglio davvero questo Hotel che ha una nuova concessione acque termali di Saturnia oltre quella già acquisita dalle Terme Saturnia.  Luogo magico per chi vuole  stare tranquilla ma al tempo stesso mangiando bene e curando il proprio corpo. Cosa ci rimane, in fondo, se non il nostro corpo?

venerdì 15 agosto 2014

LE LANGHE, IL MONFERRATO. POI ROMA

Si chiama " langhe" un territorio ben definito del Piemonte . Una fascia di colline ampie e basse tra la Provincia di Asti e Cuneo .


Questa zona è molto rinomata . La sua caratteristica è la coltivazione  che è tutta incentrata sulla produzione di vini .  Definirei il territorio come un lenzuolo  che ora si increspa ed ora si stende morbido e vellulato di verde. 
Le colline del Monferrato  ( dove , invece , vivo ) sono più alte , più  selvagge , più discrete . Ci sei dentro e non vedi che davanti ai tuoi occhi. Non si estendono ma si nascondono. La vegetazione è più varia e la coltivazione altrettanto. 
Le Langhe paiono come modellate da un gigante appassionato di vini. 
Il vino è la ricchezza di questa zona. Infatti, l'idea che se ne ricava, girando nei paesi delle Langhe è la situazione di benessere anche economico in cui vivono gli abitanti.. Case ordinate e curate , strade pulite , Nessuno stabilimento , nessun prefabbricato. Hai subito  L'idea che la zona sia operosa  e che l'uomo trae dal suo territorio ciò che necessità per stare bene .







in questo ambiente così preparato alle esigenze dell'uomo si ha forte la sensazione che qualsiasi cosa succeda ai palazzi di Roma sia totalmente ininfluente. 
E magari lo fosse davvero ...

venerdì 1 agosto 2014

sabato 19 luglio 2014

NON TI HO SALUTATO

Papà, non ti ho salutato lunedì , quando ti ho lasciato.
Volevi metterti seduto ad ogni costo ed io non ce la facevo più. 
Mi sentivo così debole ed inadeguata. 
Ho detto: " Ci vediamo " e poi sono andata.
Ti ho guardato ancora mentre uscivo, ma tu eri già assorto. 
Già ti perdevo. 
E lo sentivo. Ma senza rendermene conto. 
 Mi aveva preso un  senso di sgomento muto come prima di un terremoto. 
Avevo tutte le ossa che mi facevano male dall'ansia e dal respiro tenuto dentro. 
Ma pensavo : " Domani saluto meglio." 
Domani ti bacio. Ti abbraccio . ti dico tutto l'amore che mai ci si dice perchè si rimanda sempre. 
E poi pensavo  potesse capitare a te. 
Tu, nella mia infanzia eri il Mio super Uomo 
Ho due immagini di te ben distinte, ma a volte quasi sovrapposte per un gioco maligno della memoria. 
Tu , mentre ti recavi in ufficio con la tua giacca , la cravatta , il capotto lungo, chiaro .
Eri perfetto. E tu ci tenevi tanto a questa perfezione. 
Essere tutto perfettamente sbarbato, profumato, vestito a puntino. Per la tua funzione nella città e nella famiglia. 
Questa immagine mi passava davanti agli occhi ogni mattina  quando ero  bimba e ne traevo forza e fiducia.  Mi dava speranza per il futuro. 
Ma un'altra immagine di te mi sovrasta. 
Ed è quella degli ultimi anni in cui ti ho visto lottare tenacemente contro le malattie che ti aggredivano. Erano tante. E tu resistevi con forza e pazienza facendo capire a tutti noi come fosse importante la vita e come valeva la pena di combattere per questa. 
La verità è che tu NON VOLEVI lasciarci. Non volevi lasciare la donna che amavi, mia mamma. Chiamavi sempre il suo nome . Continuamente. Chiamavi: " Anna"
La chiamavi come se questo richiamo fosse un rimedio. Una medicina tanto la chiamavi e tanto sembrava un mantra  che hai spinto molti  malati nell'ospedale a chiamare il nome di mia madre. 
Si sentiva in corsia il suo nome risuonare leggero da voci differenti. 
Penso spesso a questa tua tenacia. a questo tuo impegno. Questa tua ostinazione  di rimanere accanto a noi. 
Ancora credo che tu lo stia facendo. Perchè , conoscendoti, so che, se esiste un altro  modo per poter stare accanto a noi Tu , sicuramente lo userai.  

martedì 8 luglio 2014

SENZA ARTE NE' PARTE



"Creatività" e " arte " sono parole abusate come non mai 
Ormai tutto sembra arte e chiunque si muova con colori e pennelli, o strumenti musicali, con scarpette da ballo, od ancora con coccoina e collage diventa un creativo, diventa un artista. 

Ripetere troppo spesso la parola “arte” o “creatività”significa svilirla a semplice suffisso valido per tutto

Eppure non basta “ creare” per essere “ creativi, Non basta produrre oggetti con la propria abilità perché questi oggetti siano definiti di arte. Caso mai queste sono “ espressioni umane “


Ma cosa differenzia le espressività dall’espressioni artistiche? 


Totò, per esempio, alla servetta, estasiata per aver ricevuto una sgrammaticata poesiola del fidanzato, chiede :
"Ma se fosse stato Leopardi a scriverti cosa mai ti perdevi invece che la testa? " 

A partire dai discorsi politici, le parole vengono sempre più utilizzate senza distinguerne in vero significato, sono ormai interdipendenti, senza categorie di merito o di qualità.

Ai destinatari e i fruitori delle “ espressività di turno” non vengono quindi forniti elementi per conoscere, giudicare ed apprezzare il reale valore e significato di ciò che viene loro proposto. Più classifichiamo ogni manifestazione che ci aggrada  sotto la lucente cappa dell' " arte " più allontaniamo questo valore da noi. L'arte diventerà  non più riconoscibile. Cosa differenzia, infatti l'arte dalle esternazioni  frequenti  a cui siamo soliti assistere sia nel web che in tivvù o sulle strade ? 

A forza di identificare l’arte con ogni azione scaturita dalla fantasia umana crediamo di essere circondati di arte e di artisti.

L’arte non è così diffusa da poterla ubicare in mille angoli di una città, l’arte è rarissima e se cominciamo a banalizzarla,  a mistificarla, a confonderla con ogni genere di espressione non riusciremo più a distinguere l’arte da uno starnuto.
Invece  è necessario  educare all’arte, selezionare le iniziative che possono avere molti nomi e tutti di grande dignità ma lontani dall’arte che è invece sopra di noi e che ci conforta e ci guida come riferimento di pensiero e di speranza.
Se tutto è arte allora l’arte non c’è. Non c’è nulla di superiore al nostro ordinario vivere, che dia speranza all’uomo di  intraprendere uno scatto ulteriore verso mete difficili e impervie oltre i limiti conoscibili. Oltre il cielo visibile. 
L’arte non si definisce perché produce quadri o altro, ma perché produce qualcosa di migliore rispetto alla media.

Chi invano la   evoca sottrae all’Arte la sua valenza profonda e non dico Valenza a caso.
Insomma l’arte avvicina a Dio perché è frutto di intensa elaborazione, di una evoluzione continua, della consapevolezza delle nostre forze, della spinta a superarle , dell’impulso verso l’ignoto, del desiderio dell'infinito che trascende dal nostro essere mortali e in fondo miseri.


L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.. Come diceva  Oscar Wilde, appunto.

mercoledì 25 giugno 2014

DOVE E' IL TUO DESIDERIO, LA' IL TUO CUORE





Ah! Quanto sono indulgente con me stessa?
Riesco a trasformare un gesto che soddisfa esclusivamente  il mio amor proprio in un momento di solidarietà e di passione verso l’altro.

 Così convinta di avere tanto forte il senso etico dell’esistenza da diventare giudice inflessibile dei gesti dell’altro facilmente confutabili , svalorizzandoli, quindi, svilendoli e smascherandoli riconoscendo in essi  la mia stessa spinta vanesia che li ha generati.


Sono talmente cosciente di quanto un azione benefica possa provenire da una esigenza narcisistica da spogliarla di ogni presupposto di amore e di comunanza


Le mie passioni sono state autentiche, sì, provenienti dal mio spirito profondo , ma governate da istinti di convenienza , quasi autonome e voraci perciò  impure, avide di avere in pugno la mia esistenza.

Le tracce lasciate da quel “ me” che mi governava sono per questo nuovo “ me” qualcosa di inopportuno, quasi inspiegabile,  persino imbarazzante come se si trattasse  di  una biografia di me  legata  mani e piedi mentre vengo  trascinata da una corrente impetuosa.


Eppure non ero sempre io, forse? Non avevo il medesimo bisogno di protendere al bene? Non avevo lo stesso piglio intemperante verso le tirannie, le malefatte e lo stesso non mi opponevo alle invidie , agli odi, alla superbia degli altri mentre intanto le nutrivo in me , dentro di me camuffate  da vesti di organza e espressioni del volto intransigente?
Ci credevo.
Ho dato voce a urgenze chiamate “ giustizia” chiamate” verità” e non erano, invece,  altro che impulsi che definivo ( per mia ostinata voluttà ) morali?
Non ero forse io che puntavo il dito accusatore contro il “ male “ avendo perfettamente in mente con quante vesti potesse presentarsi essendo io la prima a dargli l’immagine più attraente quando soleva emergere dalle profondità delle mie viscere?


Chi più di me poteva sconfessarlo avendolo come eterno e corrosivo compagno della mia anima?
E quale rigore e quale scandolo era la cifra del racconto! E quale intolleranza nascondeva il rifiuto delle cose che non mi appartenevano!


In questi giorni non ho smesso di muovermi , ma l’agìto è prudente e parsimonioso. 


Devo scovare il danno che mi corrode, la voce che mi confonde. 
L’identità sommersa mi depista senza giustificazioni.
 Il tempo la sovrasta e la supera e mi priva del suo movente . Le esaltazioni sono temperate e circoscritte al caso.
Mi rimane l’istante segnato dal crepitante gorgoglio dell’anima che non posso lasciar scorrere se non frenando l’impeto se non filtrando il richiamo, lasciando l'essenziale farsi timidamente spazio.
     

lunedì 23 giugno 2014

COMMUNITY AND THE CITY





Come si dovrebbe intendere un Comune? 
Nel modo per cui i COMUNI sono nati ossia come una comunità di persone che riescono a trovare una identità comune. 
Se manca questa identità comune, la città non esiste. 
Esiste un guazzabuglio di case poste senza ragione in un terreno anzichè in un altro. 
Sono stata in Toscana . In un paesino di 4000 abitanti. Casteldelpiano. 
Eppure questo paesino ha mostrato da subito la sua identità. Mi sono ritrovata in mezzo alle prove che stavano facendo dei ragazzi del paese in vista del palio della città 
( molto simile al Palio di Asti , ma in piccolo , per cui i suoi abitanti si preparano tutte l'anno tra prove di maestria e di abilità con le Bandiere, la musica , i tamburi , i canti comuni proprie della terra che li ha fatti nascere. 
La differenza rispetto alla nostra città mi si è presentata in modo evidente: un evento sentito da tutta la cittadinanza,
( partecipavano sia vecchi che ragazzi ) un evento ricorrente, che rinnova l'identità del luogo e che non solo ha l'obbiettivo di rendere gli abitanti una comunità ma anche quella di far vivere il commercio ed il turismo, in poche parole la città tutta ed il suo territorio che GUADAGNA in senso etico ed economico da questa manifestazione che va oltre la mera presentazione di canti e balli.


Un evento non serve per fare baldoria ma per rinnovare e rafforzare l'identità di una città. 
Per valorizzare il territorio , per chiamare genti da altri paesi , per farsi riconoscere e riconoscersi  come comunità . 
La città così ragionata ed organizzata è una comunità ove al concetto di solidarietà si affianca, fino ad integrarlo, quello di partecipazione. 
Infatti non vi è vera solidarietà se non vi è conoscenza e riconoscenza e, quindi,  non si crea un rapporto di reciprocità. Solidarietà non è da darsi o offrirsi a qualcuno che è o si sente escluso, come fosse un gesto di clemenza o di beneficenza perciò un gesto fine a se stesso, ma è piuttosto un riconoscersi in qualcuno, dandogli e dandoci dignità. Un intervento che non sarà estemporaneo, ma darà la cifra della condivisione. 
Allora il legame che mi lega all’altro non è solo cura ma è desiderio di conoscenza, responsabilità, commistione con l'altro . Lui è simile a me nei bisogni e quelli devono essere garantiti a lui ed a me.

mercoledì 11 giugno 2014

MA QUALE POLITICA

Aggiungi didascalia



Non è più una questione di persone. 
E' un problema di apparato. Un sistema si consolida dopo  anni di insediamento nei posti chiave dell'amministrazione pubblica e estende le sue ramificazioni in tutto il territorio. 
Non è più una questione di partito.
Ma di un organismo che tutto avvolge ed organizza in modo che per ognuno dei suoi membri ,  sia garantita la sopravvivenza e,  in fondo , una buona esistenza attraverso l'assegnazione di   ruoli sociali e professionali. 
Quand' anche un singolo riesca a penetrare in questa rete stretta e fitta, se non vuole essere isolato  e soprattutto se non ha abbastanza personalità o passione e rigore,  finisce per divenire  parte integrante  nel reticolo di relazioni, accordi e promesse e commistioni.  
Anche l'avvicendamento di una e dell'altra parte  può essere  una realizzazione  integrante del sistema che tutto contiene e tutto modella   attraverso un equilibrio inscalfibile.
Quale opposizione ? 
Quale  contraddittorio se non formale, superficiale su temi dozzinali e di facile presa populista, l'erba non tagliata, la spazzatura , la strada  non asfaltata,  l'opera da realizzare, il lavoro che manca , chiacchiere senza costrutto? E lascia, noi attoniti e confusi a guardare il dito anzichè la luna, divenuta un invisibile marchingegno  fatto  di intrecci affaristici, di  spettanze politiche dove la politica  è una assegnazione di posti di lavoro quale  tributo di accordi precedentemente stipulati. 
L'individuo è solo una rotella insignificante in questo meccanismo  irrefrenabile  che  sfrutta i territori e calpesta l'umanità  con l'unico obbiettivo di rigenerarsi quale mostro meccanico parassita del mondo che si ciba del mondo e che lo annienterà inesorabilmente .

giovedì 22 maggio 2014

A VALENZA " LA TRATTATIVA STATO MAFIA " IL 30 MAGGIO

Non mancate il 30 maggio ore 20.45. al Centro Comunale di Cultura all'incontro con l'associazione art 54 , un associazione che vuole sempre tenere in mente l'art. 54 della nostra costituzione che impegna ogni cittadino a rispettare le Leggi dello Stato e la sua Costituzione.

Partecipate ad un dibattito tra cittadini per capire l'Italia di ieri e di oggi attraverso il riassunto di venti anni di rapporti malati tra pezzi di poltica e criminalità organizzata







mercoledì 21 maggio 2014

TE TU TI BAGNI !

Faccio sempre lo stesso errore.  Ossia Sono ostile. 
Perchè  la verità si apre davanti agli occhi e mi pare normale vederla. 
Invece no.   Almeno non per tutti è così.
Una cosa è vederla , la verità. Una cosa comprenderla , cioè guardarla davvero come una possibilità di redenzione. Di illuminazione. Di occasione per cambiare.
Vorrei strattonare  in malo modo coloro che non solo non la vedono, ma  la rifuggono. la schifano, persino. 
 Le passano accanto e non la degnano neppure di uno sguardo.
Vorrei calciare, strillare. 
Protestare vivamente. 
Ho parlato, parlato, parlato.  In questi giorni. 
Le parole  si accalcavano tra le labbra  piene di speranza. Poi giungeva l'ostilità, la rabbia , la delusione di avere un altro linguaggio, di avere un altro pianeta su cui affacciarsi. Un mondo immaginato. 
Sono ostile.  Adotto un minimo di auto controllo. Freno l'ansia di spiegare. Trattengo  il fervore da maestrina pedante ed ostinata. 
ma non ho abbastanza forza per contenermi e spesso mi scappo tra le mani come sabbia finissima.  Mi ritrovo  con lo sguardo torvo e cupo  pretendendo d'essere uguale a chi non vuole vedere e non  sta malissimo, alla fine. Sopravvive. Anzi. Lo fa proprio perchè non vede e non  comprende. 
Qualche volta abbandono la presa. la verità può attendere d'essere raccontata.  L'ho fatto oggi. 
Ho preso la macchina. 





Ho  percorso una strada per vari chilometri fino a giungere  nella campagna lombarda. 
Erano terminate le colline aderenti e morbide  che mi fasciavano rassicuranti durante i miei giri  in auto. 
Iniziava la grande pianura delle risaie grondanti di acqua e germogli  d'erba verde  lucente. 

All'orizzonte la pianura pareva un mare luccicante. 
Ai lati della strada attraversavo pacatamente  il terreno lacustre dove saltellavano uccelli dalle zampette lunghe e sottili . 
Ad ogni passo ,  gli uccelli ,   si liberavano dell'acqua in eccesso agitando la zampetta sollevata.  
Sembravano vecchie signore aristocratiche attente a non inzaccherarsi.  
Il paese che incontravo pareva lasciato lì da qualche guerriero medioevale.  Il cielo stesso   diffondeva  una luce antica  sui casolari  pastello ed i cortili di terra battuta. 
Ero un extra terreste  venuto in pace. Se qualcuno mi avesse fatto una domanda non avrei avuto più parole tra le labbra.  


domenica 20 aprile 2014

LA MALEDETTA RAGIONE


Noi saggi siamo destinati a vivere nell'inquietudine.  

Davanti a te si apre un mondo trasparente, tutto ti è chiaro.  
Hai le soluzioni ad un palmo di mano.  
Ti Sono davanti, oltre il groviglio delle azioni  maldestre  che attraversano le azioni quotidiane, sono oltre le conseguenze disastrose che arrestano il cammino, che ostacolano il divenire.  
A te, invece, la soluzione è chiara. E' chiara, ma irraggiungibile. 
Tu potresti, sicuro che potresti,e vorresti farlo, attraversare il sentiero  e con un ascia tagliente  tranciare le corde  intricate di rami e foglie che bloccano la strada. 
Potresti. Hai provato a condividere la soluzione dell'enigma, ma la tua voce si frantuma contro le illusioni comuni. Ed alla fine tu stesso vorresti essere altro  da quello che  individua la lacerazione. 
Anche tu vorresti essere innocente. Perchè l'innocenza è oblio e l'oblio è la pace dello spirito e tu sei dilaniato alla vista del male che si avvicina e ti rapisce. 
Tu  devi,  invece,  risolvere , rimediare. Anzi: tu hai la necessità di risolvere.
Hai il vizio di capire. 
Anche tu vorresti essere sordo. anche tu vorresti non sentire il richiamo della verità.
 Perchè l' intelligenza ha una sola direzione: la verità.  Come dice il filosofo tedesco  Theodor W. Adorno : 
" l'intelligenza  è  una categoria morale.
L'intelligenza Individua la verità la quale  non può che essere  l'unica soluzione alla   nostra ferita , alla violenza generata dall'incoscienza , dall'oblio, e quindi dall' innocenza che non vede e  quindi fallisce perchè si confonde nel male non distinguendolo  dal resto.  
Ma cosa ci ferma , quindi? 
Ci ferma la mancanza di condivisione, di comprensione. Noi saggi vediamo la verità ma essa si nasconde quale fantasma  onirico e ci sberleffa nel momento in cui ci appare splendida  e chiara visione  di una realtà in condivisibile. 
Se ne parli , non si comprende dove sia. E' un sogno, un inganno. Non ti credono, si spaventano. 
Il sentiero rimane irto di spine e di ostacoli. La verità non è attraente ,  forse è un  sogno e raggiungerla è troppo doloroso.Ti porterebbe lontano.  In un deserto senza parole. In una campo senza passioni. Ti condurrebbe verso  una esistenza di solitudine. e tu non vuoi stare solo.
Per questo noi saggi viviamo in perenne inquietudine. Anzi , in perenne conflitto con la nostra anima  conviviale. 

mercoledì 16 aprile 2014

SCELTA RADICALE


Per noi saggi,  l'amore non ti trascina, ma ti concima. 
Sei curvo , frettoloso.
Di solito. 
Disilluso, dici, ma lo fai per compiacerti , per crederti inattaccabile. 
Sei impegnatissimo. 
E l'amore si innesta tra le tue faccende  come un nuovo incarico professionale. 
Tu ci pensi senza animosità, ma con fare accademico  registri  l'eccitazione  e lasci fare  perchè hai necessità di tornare alle sensazioni accoglienti della solitudine  licenziosa.  
Conosci già quella sensazione di calore e di  irrequietezza tanto che sai individuarne  il  preludio come il suo epilogo. 
Non è qualcosa fuori di te che ti conduce altrove, ma nasce da te per  svilupparsi come un pensiero, una idea che ti costituisce ma sempre in ogni caso tua e tu ne sei il padrone indiscusso.
Se pensi alle sensazioni misteriose di un tempo che scorrevano  vertiginosamente come spinte da correnti incontrollabili,  ti meravigli. 
Ti rivedi con tenerezza quando eri irrimediabilmente legato ad un richiamo di cui non  conoscevi l'origine nè la ragione. 
Ora no. 
 Tu  oramai controlli.
 Tu sai che  quella sensazione appartiene  al processo che  ti aiuterà ad incontrarti in un nuovo sentiero, con una nuova immagine di te. 
Per noi saggi, l'amore  risponde al nostro  temperamento. E non  ci lega nè ci  rapisce. 
Ah, questo ti direi! 
Forse te lo dirò. 


 Ma dopo.


domenica 6 aprile 2014

AL DI LA' DEL MALE








In questi giorni ho avuto molto momenti di sconforto, a causa dei soliti attacchi, che in certi momenti sembrano insopportabili. Definirli  "attacchi politici" è davvero render loro una qualità che non hanno.  Direi più che altro "incursioni  teppiste". 

Infatti  c'è chi scambia il confronto su problematiche sociali in una occasione per emergere e trovare un posticino al sole, remunerato,  se possibile. 
Ero davvero esasperata. Anzi, diciamo esausta. 
ma , parlando con il mio vecchio grillo parlante ho realizzato che , nella lotta, bisogna mettersi in una nuova ottica che non deve essere quella di vincere, ma quella soprattutto di procedere verso la prosecuzione del bene. A piccoli passi, un passo dopo un altro senza perdere di vista che il nostro scopo non deve essere personale , cioè giungere alla vittoria, ma soprattutto essere una pedina per permettere a cio' che e' giusto, vero, necessario di fare un passo in più verso la meta. 
Insomma siamo un po' come uno dei tanti corridori che fanno la staffetta con la fiaccola dei giochi olimpici, solo che noi cerchiamo di far avanzare il bene. 
Od almeno ci si prova.

mercoledì 5 marzo 2014

LA DEMOCRAZIA SCENEGGIATA

ah, se mi leggete stasera, mi dovete prendere così. 
 Amareggiata.
Quando cominci ad interessarti di politica smetti di interessarti del territorio.
 Della città.
Sembra che lo scopo primario non sia lavorare ma convincere che lavorerai. 
O ancora meglio: convincere che sarai fruttuoso per chi vuole raggiungere un qualche obbiettivo.
A forza di parlare esci fuori dal mondo e cominci a preoccuparti di quello che pensano e fanno altri che poi è niente davvero, ma intanto il tempo passa. 
Non sei nel mondo.  
Ho avuto un pensiero molto illuminate ed è questo: La persona intelligente che fa politica passa il tempo ad ascoltare persone stupide e le persone stupide che fanno politica occupano i posti di rilievo.
Ve l'immaginate? Uno parla, parla e l'altro raccoglie  senza rumore, con la testa bassa vivendo di comparsate, di presenze silenziose, ma ubbidienti o, almeno, consenzienti. 
Il tempo scorre, passa velocemente. Ti pare di avere detto qualcosa di importante invece hai perso tempo : i giochi già fatti, gli accordi invisibili. 
Se mi leggete, prendetemi come sono.  Guerriera. 


lunedì 24 febbraio 2014

ROMA LADRONA






Sono stata a Roma un bel po' di giorni a casa di mia figlia.  Più che la turista, perciò,  facevo la mamma e quindi  ho girato soprattutto  nel quartiere che mi vedeva impegnata in questo compito.
Roma , vista da quest'ottica è molto paesana. Le persone sono molto " sbracate" e se ti aggiri per i negozi di commestibili tutto sembra tranne una città cosmopolita. 
Il quartiere ti  chiude al mondo data anche la vastità di  territorio  in cui Roma si dipana. Il centro culturale e storico appare distante e  forestiero.
La cosa  che più si nota è il grande traffico. è rimasto per me un mistero questo via vai incessante di auto che sembrano non andare da nessuna parte se non nella strada che le trascina.
Gli automobilisti romani  sono  sempre molto eccitati. Suonano di continuo il clacson e urlano dai finestrini rigorosamente aperti ,  magari  proprio allo scopo . Questo devo dire mi inteneriva molto. Prababilmente è una usanza sociale e nessuno fa molto caso alle ingiurie lanciate dal finestrino
Essendo forestiera e girando con la macchina immaginerete quanti accidenti  mi hanno tirato . Allora ho chiesto ad un cittadino di Roma cosa di solito si fa  quando si è oggetto di insulti da parte degli automobilisti. . Lui mi  precisa che di solito si risponde: "  tù sorela" e così mi sono adeguata agli usi e costumi del territorio. Appena ho potuto  Ho cominciato a lanciare il mio  "  tù sorela "  in direzione dell'automobilista maleducato  e sembrava davvero  sortire un certo  effetto .
Loro incassavano l'esclamazione  senza batter ciglio.
 Ma la cosa più strana che mi è capitata è stato  l'incontro con un vigile romano.
Insomma, mi stavo apprestando ad tagliare la corsia di marcia  anche se era vietato , ma la necessità era impellente  e perciò  mio malgrado mi ero decisa a compiere l' infrazione.
Subito,  appena compio la manovra,  balza davanti a me un vigile in motocicletta che mi  dice urlando.  " Testa di cazzo che fai? "
Ora, questo mi ha stupito molto dato che di solito i rappresentanti delle istituzioni tutto  ti  fanno tranne che insultarti così apertamente. Io in buon ordine mi ritiro e lui mi lascia andare senza fermarmi nè per chiedermi la patente e nè per farmi la multa.
Ho riflettuto sul suo comportamento paragonandolo a quello dei nostri vigili .  
 Sicuramente  dalle mie parti mi sarei presa una bella multa anche se condita con un cortese:  " buonasera" . Non so davvero se avrei preferito questa opzione. 
Il punto è:   scegliereste  una ferita profonda al  vostro  orgoglio o al vostro  portafoglio?