sabato 2 novembre 2013

VALENZA : RIVALUTIAMO IL CENTRO COMMERCIALE NATURALE



Sulla " Stampa " del 1° novembre si parla del nostro centro storico . I negozi continuano a chiudere ed il giornalista parla di " Rischio di desertificazione del centro storico
Di fatto i negozi chiudono e quello che c'è anche di desolante è assistere all'apertura di negozi allestiti alla rinfusa gestiti da cinesi ( il problema non è che siano dei cinesi, ma che siano arredati con scatoloni buttati in vetrina e con la merce disordinata e ammucchiata .
La situazione che sta vivendo la nostra città di Valenza non si discosta da quella che stanno vivendo quasi tutte le città italiane. Da noi si sente più fortemente poichè i nostri cittadini sono stati colpiti più duramente dalla crisi essendo una città la cui economia si basava soprattutto sull'artigianato orafo. Infatti i soldi non circolano  nelle tasche degli italiani e sono loro, alla fine, che devono entrare nei negozi ed acquistare i prodotti.
In più ci sono i centri commerciali che, con la loro merce magari di qualità inferiore a quella che ti può offrire un piccolo negozio( ma di costo ridotto), schiacciano il commercio cittadino. 
Cosa possono fare i negozianti per sopravvivere e soprattutto il nostro centro storico per non morire? 
Devono qualificarsi. 
Per esempio seguire il cliente attraverso la vendita assistita che nei centri commerciali non si usa. 
Per esempio il mio Personal computer lo faccio aggiornare, riparare e formattare da un  negozio di Via Cunietti che mi segue, mi fa assistenza se si imballa il PC e a cui si può telefonare subito quando ti capita un guasto grave per una indicazione ed una guida anche solo attraverso telefono ( insostituibile  Enrico Gamba!) . 

Oppure, altro esempio, la biancheria intima, problema ostico per tutti noi ( la biancheria intima non deve essere  esclusivamente di moda ma deve essere comoda e durevole). Per tutta la famiglia  acquisto la biancheria  presso un negozio di Corso Garibaldi nel centro storico di Valenza dove ti seguono, ti assistono, ti consigliano, ti cambiano la merce , ti senti in qualche modo confortata ed aiutata nell'acquisto. Tutto ciò che un centro commerciale, con l'afflusso anonimo e incessante che lo caratterizza, non ti può offrire.
Infatti, spesso capita di attendere anche un'ora prima che un tecnico del MEDIAWORD ti possa ascoltare e, per carità,  non ci provare di sabato pomeriggio!
E' chiaro che i commercianti del centro storico devono lavorare in sinergia per  creare occasioni affinchè le persone siano spinte a recarsi nel centro del paese: un evento particolarmente attraente, una iniziativa di saldi o un gioco collettivo attraverso la radio locale e così via. 
Ma è necessario coordinare queste poposte attraverso una precisa volontà politica che appoggi e sostenga la buona riuscita di un progetto condiviso. 
Insomma: la volontà di salvare il centro storico ed il commercio valenzano deve essere comune: migliorare l'arredo urbano del centro ? Ristrutturare i portici di Via Po? Chiudere al traffico la Piazza e Via Pellizzari? Predisporre un posteggio comodo e facilmente raggiungibile nelle vicinanze, magari sabato gratuito? Sistemare Piazza XXXI Martiri come un salottino? ( panchine, alberelli come ha fatto Casale Monf, in modo da ispirare la tendenza a  soggiornare nel centro?)
 Incoraggiare l'apertura di locali di intrattenimento attraverso la defiscalizzazione? 
Non far pagare il plateatico per i dehors dei bar?
 Le possibilità sono diverse ed il tempo è ridottissimo.





3 commenti:

Vecchio cittadino ha detto...

I comuni e le amministrazioni locali piu' avvedute si impegnano a portare avanti progetti per rivalutare il "piccolo e' bello" delle nostre citta', dai borghi e centri storici, all'accoglienza turistica diffusa, alla conoscenza delle tradizioni sociali e culturali del territorio. Da molti (troppi) anni a Valenza si parla (parliamo) di come cambiare la situazione esistente che va sempre piu' declinando. Se da parte della pubblica amministrazione non arriva nessun segnale di una reale volonta' di migliorare le cose, mancando anche le capacita' personali e la voglia di mettersi in gioco, occorre riunire le forze tra coloro che hanno un vero desiderio di cambiamento. Altre "piccole citta" come Valenza si sono risollevate.

NEK ha detto...

bisogna partire gia' ad inizio anno con un calendario ben nutrito di appuntamenti ,visto che Valenza e molto giu' farlo anche in collaborazione con i paesi del monferrato che sono tralaltro molto vicini a noi e insistere anche se magari i primi appuntamenti saranno un po' deserti.Naturalmente pubblicizzare gli eventi in tutte le province confinanti non solo mettere manifesti sul corso come fanno di solito , e come dire (ce lo diciamo tra noi)

Letto con interesse ha detto...

Idee ce ne sono. Devono essere tradotte in progetto ed uscire dal libro dei sogni. Credo che la volontà non manchi, forza!