giovedì 5 settembre 2013

LE DORATE CATENE DELL'OMOLOGAZIONE







Marx diceva: "L'umanità non ha niente da perdere se non le sue catene." 
Nell'ottocento  probabilmente era così. Ma ognuno è figlio del suo tempo e, come dicevo ad un amico proprio ieri sera,  , il linguaggio che poteva  non dico andare bene, ma almeno essere compreso , per esempio, 20 anni fa , ora assume un altro significato.
Prendiamo la parola " comunismo" . Un tempo era sinonimo , almeno per i comunisti,  di uguaglianza sociale, solidarietà, garanzia dei diritti essenziali e così via.
Ora , invece , questa parola  è diventata vecchia e quasi ostile. " Comunismo"  ci fa pensare alle fabbriche piene di operai, a disordini di piazza.  ed ora che  queste fabbriche piene di operai non ci sono più e le piazze sono deserte questa parola ci viene gettata in faccia come uno sputo.
Se sei comunista sei estremista , se sei comunista non sei moderato
Eppure anche il termine "moderato" comincia a vacillare. 
  Tutti si dichiarano " moderati "quindi non lo è più nessuno.
Per questo, tornando a bomba al discorso precedente , per questo ormai nessuno vuol disfarsi delle proprie catene tranne chi le catene non le  ha e non ha  nulla da perdere ma  solo vita da costruire senza opportunità perchè, diciamolo, oggi come oggi,  le opportunità ti giungono proprio da quelle catene  di  cui non vuoi disfarti.
Ma chi  non vuole disfarsi delle catene? 
Sto pensando alla nostra  folta schiera di parlamentari.
I parlamentari o gli aspiranti  tali si muovono attenti ed solerti  in un terreno definito ed in azioni omologate dal sistema : devono obbedire alle norme dell'apparato che li nutre e li promuove.
 Non possono che seguire i comportamenti degli altri componenti . e questo  non è poi così difficile  perchè non sono costretti, ma persuasi a farlo.  Persuasi da cosa? 
Persuasi dalla ricchezza, dal potere che ne verrà fuori, dalla posizione che verrà concessa se eseguiranno azioni conformi al sistema che si è venuto a formare in anni di  lavoro certosino  e di formazione di un meccanismo inviolabile e indistruttibile , un sistema   per far sì che il loro mondo  sia ,  per quelli che  ne usufruiscono e ne godono,  il solo mondo possibile da vivere. 
Chiedere a chi è omologato di  rinunciare alla sua omologazione è come chiedere al pesce di venire fuori dall'oceano. 
Questi sa per certo che non ci sarà un altro mondo fuori dall'acqua, od almeno un mondo dove potrebbe sopravvivere.
C'è persino chi anela alla conformazione. c'è persino che chiede di essere di proprietà di qualcuno , di qualche partito per carità, prendetemi , afferratemi , tenetemi! Gli Scilipoti prosperano, gli Scilipoti sono amati e imitati.  
Il " fare da se' il " pensare da se" non esiste. Se l'apparato mi dice io confermo.
Ed all'apparato non importa che tu sappia , ma solo che tu esegua.   Per questo proliferano gli incapaci : sono i migliori  ad ubbidire ed a ripetere  senza  personalismi la lezione impartita. 
Ma  potrei fare altri mille esempi. Non sono  solo i parlamentari   coloro che sono  trattenuti dalla  rete milionaria. I manager,  i   dirigenti di azienda  e pensionati eccellenti e così via. 
La nostra società sta allargando a dismisura la forbice  tra povertà e ricchezza.
 Enormi ricchezze  affiancano  l'uomo medio e  questi   neppure ne viene sfiorato. 
 Sembra tutto normalissimo,  perchè anch'egli è  prigioniero delle sue catene meno dorate ma altrettanto persuasive. 
Anche per l'uomo medio pare non esserci un altro mondo se non quello raccontato dai talk show , dai potenti che alternano solidarietà a tirannia persino nello stesso istante telegenico.
 Il  mondo dell'uomo medio ,  alla fine, è  sempre uguale e quindi tranquillizzante, anche se non piacevole. 
E noi? Noi blogger?  
Anche noi  ci siamo dentro. alienati, in fondo,  ciechi e illusi di essere in grado di raccontare e di raccontarci come se qualcuno ci ascoltasse.  Omologati nella folle persuasione di essere diversi e migliori. 

2 commenti:

Gillipixel ha detto...

L'immagine che mi viene in mente, osservando il panorama attuale, è quella di grossi e minacciosi nuvoloni neri all'orizzonte, e tutti che li osservano, molto preoccupati e pensierosi, sì, ma anche mezzi paralizzati dal disincanto, senza nemmeno più la forza o l'intenzione di andare a prendere l'ombrello o di creare dei ripari per la casa...c'è questa rassegnazione morboso di essere immersi in una dimensione che ormai durerà poco, un fatalismo di bassa lega...

Boh, spero di sbagliarmi...

Ciao Anto :-)

Bacini smarriti

Antonella ha detto...

anche io ho questa sensazione. Di un disastro al quale non vogliamo ribellarci. ormai assuefatti.