venerdì 23 novembre 2012

CIAO BRUNELLA

Oggi c'era il sole. 
Era una bella giornata, calda; così calda che ho tolto i giubbotti ai ragazzi, Emilia voleva persino togliere il maglione. 
Mi fa piacere ricordare che Brunella se ne sia andata in una giornata così bella.  
Non avevo un grande feeling con lei...certo non come ce l'ho con Giulia; però era sempre una delle mia ragazze...un pezzetto di me e delle mia notti che ora non c'è più.
Stanotte sono entrata, volevo vedere Miriam e consolarla, ma ho visto il letto VUOTO, non ce l'ho fatta. Ho fatto una carezza a Miriam e sono scappata; Miche l'ha detto "quel letto non è libero è VUOTO", VUOTO: una parola così significativa che quasi mi fa paura pensarla, eppure è quella che descrive meglio questo giorno. Per tutti: per noi operatori, reperibili e servizio civile, per i ragazzi che oggi hanno sepolto un pezzetto delle loro pochissime certezze, per Miriam che ha perso più di una sorella, ha perso il suo mondo, per chi ha lavorato per Brunella e mai (o quasi mai) con lei, per i volontari, per chi guarda le nostre foto. Persino il mio gatto sente che oggi è un giorno strano.
La cerimonia funebre (così la chiamano gli Ebrei) è durata poco, appena arrivati al cimitero flaminio abbiamo fatto scendere tutti i ragazzi e portati di fronte all'edificio con le carrozzine p a piedi, piano piano. Abbiamo aspettato un bel pò. Poi hanno portato i berretti per i maschi e ci hanno spiegato come funziona. Poi è arrivata lei dentro la bara. Siamo entrati tutti dentro, maschi da un lato, femmine dall'altro...incredibile Giulia non ha emesso un suono ed è stata  immobile tutto il tempo, in genere urla come una pazza chiede le foto e il caffè; anche Cinzia non si è mossa quasi in genere per farla stare seduta 15 minuti  bisogna tenercela sulla sedia, oggi si è alzata solo una volta. Appena usciti il carro parte verso il lembo di terra che le hanno destinato, Cinzia subito parte dietro al carro e anche noi, tenendoci abbracciati e per mano. 
Ognuno un pugno di terra, e via.

Per fortuna abbiamo pranzato tutti insieme. 
Un panino un pò in salone un pò in cortile, tanto fuori fa caldo al sole si sta bene.
 STare insieme ci fa bene: con la nostra quotidianità il nostro ridere...occuparci dei ragazzi scherzare con loro e tra noi, farci da mangiare, stiamo bene.
Tra poco svuoteremo la stanza, vicino a Miriam non dormirà più sua sorella, ma un'altra ragazza...chissà chi....chissà come sarà occupare quel letto vuoto e riempirlo con una nuova persona da amare. 
Per ora dobbiamo solo guarda avanti, perchè se un letto è vuoto altri 11 sono pieni...

1 commento:

Antonella ha detto...

chi può guardare avanti più di un giovane? e poi è vero: ci sono i vivi che hanno bisogno di noi. anche se a volte è difficile proseguira è necessario farlo. bel post