domenica 8 luglio 2012

IL CODICE CIVILE E LA COSCIENZA PERSONALE

 Voglio spiegare la mia vicenda chiaramente.  Da circa otto mesi subivo costanti vessazioni  durante il mio servizio che sfociarono  in un trasferimento repentino . 
In questo nuovo servizio lo stesso responsabile non ha nulla da farmi fare tanto che  dopo un mese circa e dopo vari miei solleciti ha optato per un elenco mai informatizzato e mai aggiornato probabilmente perchè  entrambe queste due operazioni non erano necessarie al fine del servizio a cui era destinato.    
Nell'atto organizzativo relativo al trasferimento  vi era scritto " Trasferimento provvisorio" ma nella norma  un atto del genere viene sempre trasformato in definitivo trascorsi i sei mesi di rito. 
Per il ricorso avevo due strade da percorrere:  
1) Il Giudizio cautelare di urgenza 
2) Il giudizio di merito
Il giudizio cautelare di urgenza  non è un vero e proprio giudizio di merito, ma un "mini giudizio" il cui il Giudice deve valutare se ricorrono gli estremi di diritto ed una situazione di grave ed irreparabile danno per il ricorrente che non consente di attendere i tempi (lunghi) di un processo di merito che è un processo, diciamo  "normale".
Sicuramente un processo di merito sarebbe stato più efficace ,ma  se avessi depositato il ricorso di merito un mese e mezzo fa  avrei avuto la prima udienza a novembre , dati i tempi dei processi, e questo non era il mio scopo. 
Il processo cautelare, invece, ( che si può ottenere nel giro di una ventina di giorni)   è legato a diversi parametri tra cui quello di un danno permanente qualora  il trasferimento fosse stato, (come aveva  tutta l'aria di essere,) permanente.
 L'unico modo per far sì che non lo fosse era quello di far riconoscere  all'amministrazione che invece era  temporaneo. 
Così è andata . Durante il processo c'è stata una dovuta dichiarazione di temporaneità dell'atto. Cosa che è stata ammessa solamente  in presenza del Giudice . Quindi, nella sentenza  si dichiara  il provvedimento temporaneo con una durata di non massimo sei mesi. 
Sicuramente non è una gioia  sopportare questa situazione per sei mesi, ma almeno questo l'ho ottenuto e niente mi impedirà, fra quattro mesi di ricorrere al giudizio di merito  che non potrà essere che a mio favore ( ora ho anche una sentenza che indica chiaramente il ripristino della situazione precedente entro sei mesi)      Quindi,  a chi nei corridoi dichiara che ho perso  io  consiglio la lettura del Codice Civile ed anche di recuperare  un po' di  coscienza cristiana,  perchè in questo modo potrà rendersi conto che non  è poi così  divertente,a meno di non avere un animo malefico,  tormentare un lavoratore che serve lo Stato diligentemente. 

5 commenti:

Gillipixel ha detto...

Purtroppo, uno dei malvezzi italici più in voga negli ambienti lavorativi (amplificato nel settore pubblico), è l'incapacità di gestire le competenze...chi sa fare davvero ed opera con passione, o viene "cannibalizzato" da pari grado e superiori, nel senso che gli si butta addosso tutto il carico di lavoro che gli altri non sanno o non vogliono sobbarcarsi; oppure viene ostracizzato, perché con le sue capacità non oscuri le inettitudini altrui, soprattutto dei superiori...

Servirebbe un cambiamento culturale molto grande: i dirigenti dovrebbero avere l'umiltà di accettare che il loro ruolo è soprattutto quello di "esaltatori" e coordinatori delle capacità altrui, non di ducetti o dittatori fatti in casa, che imperversano per amor del proprio ego capriccioso; i dipendenti dovrebbero invece essere fieri quando si ritrovano al proprio fianco gente più competente, cogliendo l'occasione di imparare da loro...

Buon proseguimento di cammino per i tuoi diritti, cara Anto, e bacini indomiti :-)

Diego ha detto...

Antonella tieni duro sono con te

Antonella ha detto...

diego ti devo parlare telefonami

Diego ha detto...

domani mattina ti chiamo ok? sbloccami da fb

i 4 dell'oca selvaggia ha detto...

Dov’è il nuovo che avrebbe premiato la meritocrazia? Lo si legge negli imbarazzati commenti della massima autorità locale letti oltre al noioso leit motiv della spending review rispetto alle passate amministrazioni di sx. Il ricorrente ricorso perdente alla magistratura è però un nuovo capitolo di spesa fuori bilancio. Uah, ah!