giovedì 21 luglio 2011

TUTTI INNOCENTI


Non ci sono più colpevoli in Italia. il politico che ha intrattenuto rapporti con la mafia,  il marito che tradisce la moglie sistematicamente e la sgozza su una stradina di campagna,  la madre  perfetta ma emotivamente disturbata e la cugina volgare e presenzialista  e così via. Nessuno conosce l'errore,  in una rivendicazione sfrenata al ruolo di vittime e di perseguitati che ci vuole tutti ingenui e sprovveduti ma mai colpevoli. 
La mia coiffeur pour dames non è da meno. Mi tinge  i capelli di nero poi dice che l'avevo chiesto io, il che non è è proprio possibile dato che in tutti questi anni non avevo mai chiesto di tingermi i capelli di nero e poi non solo non riconosce l'errore, ma al momento di farsi  pagare mi carica  l'importo dovuto con la spesa  sostenuta per rimediare all'errore effettuato da lei.  Ma non solo: al ritorno a casa mi accorgo che la competente professionista si è dimenticata di avvisarmi di avermi lasciato dei residui di ciocche nere dietro la testa,  a macchia di leopardo, in una posizione strategica , quel che si dice : lontana dagli occhi e da ogni possibile rivendicazione. Ingenua? O sprovveduta del mestiere? Mah.
 Dato che il  suo coniuge  ( della di lei, coiffeur) mi legge tutte le volte che arriva nel suo negozietto di preziosi  ( scarsa clientela,  deduco) glielo dica pure: "Ha perso una cliente di vecchia data , se questo può mai servire  di lezione a gente che non vuole  crescere. "
Perchè l'errore non è nulla . E' la mancanza del superamento dell'errore che è grave. Essere colpevoli può essere una condizione transitoria se si è in grado di valutare la deviazione, riconoscerla come un  frutto della propria decisione e muoversi oltre di essa per vincerla.   L'errore avviene perchè effettuarlo è la strada più conveniente nell'immediatezza dell'evento. Ma a lungo andare l'errore impegna ingenti risorse  morali  per mantenere lo status raggiunto con l'errore. E' questa posizione che ci rende colpevoli più dell'errore commesso. E' quindi il disconoscimento dell'errore preservandone la sua condizione.
L'innocenza non ha lacrime e non si deve giustificare. La colpevolezza deve mostrare il lato che commuove e che strazia per sopravvivere. Ed è un lavoro che tende i nervi e rattrappisce l'anima. 
L'innocenza non deve raccontarsi perchè è nell'azione pura ed essenziale  come il buio significa la notte.  L'innocenza non deve essere convincente perche si apre al mondo quale realtà sobria ed urgente.
La colpevolezza racconta e mistifica perchè  deve creare un'etica inesistente e fraudolenta.
Per questo non è l'errore che mi farà cambiare coiffeur, ma la mancanza di coscienza dell'errore che non ne permette la risoluzione e che impedisce all'innocenza di recuperare il dominio perduto in questa Italietta  senza pudore e senza vergogna.
Perchè io dico invece che non solo nessuno è innocente, ma che tutti, proprio tutti siamo colpevoli. Colpevoli di sbagliare e colpevoli di accettare gli errori come un atto inevitabile, come un sopruso a cui non ribellarsi, di cui tacere.
Bisogna darci un taglio. E tanto per cominciare lo farò alla mia messa in piega.


2 commenti:

vitaedamore ha detto...

Non sono capace di parlare di politica. Non mi interessano le posizioni degli ideali, ma gli ideali stessi. Non vedo colpevoli, come non vedo innocenti. Rinnego gli schieramenti e volto le spalle alle notizie. Non chiudo gli occhi, ma li apro sulle mie vedute che non hanno niente da spartire con la sterilità di un mondo in decadimento.

Antonella ha detto...

Eppure con il mondo putroppo dobbiamo misurarci o meglio ancora condividere uno spazio0 e questo tempo arido