mercoledì 29 giugno 2011

TUTTA COLPA DELL'AMERICA


Se non ci fosse questa fastidiosissima cosa  della seduzione tutto sarebbe più  facile. 
Gli uomini e le donne  sembrano  programmati per cercare di essere  piacenti a tutti i costi,  essere desiderati, ambiti, voluti per una copulazione indotta, cercata  proposta , immaginata  ventilata da sotto lo sguardo confuso e umido nei gesti organizzati e taciti di animali da preda che lasciano la propria urina lungo i marciapiedi. 
Non dite di no. 
E' un gioco che facciamo tutti e spesso con scarsi risultati, ma tant'è giochiamo lo stesso e ci roviniamo la giornata. 
Per questo, dicevo,  in questi giorni, celebro l'anniversario della decisione presa un anno fa: smetterla di  presentarmi al mondo con l'aria di dover preparare un alveare e cominciare a godermi la gente considerandola asessuata. 
Non dico che non abbia trovato qualche difficoltà. D'improvviso ti trovi il  solito maschio latino che ha equivocato tutto il tuo tono cameratesco e gioviale per sciorinarti il suo repertorio di gran seduttore implacabile e le donne, che invece, alzano barriere attorno al  loro territorio convinte che tu voglia usurparne il  ruolo di massaia perfetta.
Dico no: Rilassatevi.  Sapete cosa implica tutta questa cosa di sedurre? Che ti ritrovi a discutere su chi deve rifare il letto . Bon. 
Preferisco la complicità del manager che progetta un nuovo mondo, oppure l' energia condivisa  dei fanciulli disubbidienti.  Con gli amanti ti  ritrovi in poco tempo a rivendicare diritti inquietanti o a   rendere spiegazioni e regali. 
Perciò , quando da lontano m'avvedo che  intorno a me comincia la macabra farsa degli aspiranti  rubacuori , mi posiziono come chi assiste ad uno spettacolo di cui  conosce già il drammatico  finale:  con sguardo annoiato e di circostanza. 




3 commenti:

Diego ha detto...

giochi in difesa?

Antonella ha detto...

gioco in rimessa.

Diego ha detto...

me ne sono accorto