lunedì 25 aprile 2011

IL 25 APRILE CHE DIMENTICHIAMO

Mussolini al balcone di Piazza Venezia
Diciamolo. Negli anni venti gli italiani erano tutti fascisti: o almeno la maggior parte. A piazzale Venezia, non dimentichiamo,  c'erano tanti che applaudivano e che incitavano il dittatore e che fosse un uomo molto amato non è certamente un'eresia. Nei Comuni i podestà erano rispettati e riveriti. L'opposizione ,prima della seconda guerra mondiale era  prerogativa di pochi .
Negli anni 60 erano tutti democristiani. o almeno la maggior parte. Fino agli anni 90 non sembrava si potesse ribaltare quello che per certi versi fu definito un regime. Perchè gli Italiani non hanno la consuetudine alla disubbidienza. Perchè gli italiani non hanno delle vere convinzioni politiche e sociali per cui seguono pedestramente  colui che  vince . E non amano la ribellione, l'azione costante di critica e la spinta ad ideare  proposte alternative. ( Con Francia o con Spagna purchè se magna)
I festeggiamenti del  25 Aprile, definito a ragione la data in cui si determinò per l'Italia la fine del Regime fascista e della guerra, non può prescindere dall'idea che fu  una  scelta tardiva ( venti anni di  governo sotto lo stesso uomo non paiono  un po' troppi?)    e dimenticarsi del fatto che gli Italiani dapprima fascisti o almeno indifferenti alle vicende sociali , maturarono una coscienza ed una disubbidienza che permise loro di riscattarsi da un ventennio di silenzio e di pavidità cronica.
Chi  aveva ridotto l'Italia in una condizione di totalitarismo? Un solo uomo non avrebbe potuto conservare tale egemonia se non con l'omertà di un popolo bue! 
Quindi, per questo, la festa del 25 aprile è una festa che non può essere assegnata ad una parte di popolo italiano, ma alla capacità ed alla forza che gli italiani riuscirono a trovare dopo tanti anni di immaturità politica e di indifferenza sociale.
Insomma, il 25 Aprile serve per rammentarci che il senso critico, la capacità di individuare le imperfezioni, le gravi mancanze della politica non possono essere subordinati allo spirito di corpo e al senso di appartenenza ad un partito che spesso guida ancora le scelte della maggioranza delle persone. E che più che il 25 aprile da festeggiare dovremo commemorare ( come segno di ammonimento)  il periodo in cui fu permesso ad un uomo incompetente ed inadeguato di giungere ad un potere così illimitato e così poco contrastato. 
Ricordo che in una discussione recentissima con un membro di rifondazione  comunista , a cui avevo chiesto come mai , malgrado non approvasse la candidatura di Costanza Zavanone del centro sinistra,  l'aveva appoggiata, mi ha risposto: " Quello che conta è lo spirito di appartenenza ad un gruppo politico e l'obbedienza al partito. "
Invece no. La capacità di giudizio, di valutazione, il coraggio  di   esprimere le proprie idee, le proprie contrarietà , la  forza e la costanza a sostenere le proprie convinzioni possono servire più di un gentile assenso  o di un'opposizione atona  e magari  possono essere molto più utili alla società civile.

5 commenti:

Ornella ha detto...

Condivido appieno la tua analisi! Eppure sembra che il popolo italiano non abbia imparato niente dalla catastrofe del ventennio fascista perchè ora come allora con Mussolini, troppi italiani gongolano nell'avere alla guida del nostro Paese un novello dittatorello!

Anonimo ha detto...

celebrare in modo vuoto non ha senso: Pertini diceva che la libertà si difende e si riconquista ogni giorno nelle scelte e nel coraggio delle proprie azioni.. e Gramsci é morto in carcere per le sue idee.. ma chi se li ricorda?

Anonimo ha detto...

Sotto la dittatura fascista era sicuramente assai arduo fare opposizione: chi ci provò venne arrestata, torturata, inviata al confino. Appena si presentò la possibilità, con la caduta di Mussolini, si formarono le esperienze partigiane, scioperi nelle fabbriche del Nord Italia e, benchè non di massa (come sempre, non solo in Italia), la lotta attiva al nazifascismo portò alla Repubblica. Oggi il "regime" è diverso, sembra sfuggente: si può dire tutto contro Berlusconi però con la maggioranza blindata in Parlamento (sede della democrazia, non si riesce a far molto. Gli italiani aspettano sempre la caduta del tiranno per reagire. Il ventennio berlusconiano ci ha tutti "viziato". "Vai avanti tu che io sono imepegnato a fare altro..."

Anonimo ha detto...

tutto vero per la carità. ma ringraziamo che sono arrivati prima gli americani dei russi se non saremmo ora tutte badanti e chissà dove con mariti beoni di birra che fumano agli angoli delle strade, che non fanno niente e magari pure ci menano se non battiamo per loro. grazie 25 aprile grazie america

Antonella ha detto...

insomma, il punto era: ma perchè e come si era giunti a quel livello?