lunedì 7 marzo 2011

COME FOSSE UN DOLORE


Non leggo più libri da qualche mese. Mi occupo di cose molto fisiologiche: mangiare, digerire bene , riposare a sufficienza. Non ho più quella smania, quell'ansia che era di pelle e sangue, ma proveniva dal profondo e sapeva di anima e di cuore. Dovrei essere contenta.  Forse il tempo oppure  la maturità acquisita dopo esperienze dolorose ed elaborate ti porta, alfine, una tranquillità quasi trasognata, una pace muta e autosufficiente.
Ma io rimpiango la gola arsa, la ricerca confusa, il  richiamo strugggente  che ti fa camminare , che ti fa viaggiare. Avevo comprato il camper, ma la voglia di spostarmi è passata. La passione è ragionata e asciutta. Pare, ora, un atleta che cronometra la quantità di desiderio e la premura necessaria per allenarlo a tempi migliori, a uomini migliori, oppure a superarlo e vincerlo. Come fosse un dolore.

5 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Arriveranno tempi migliori, Un bacio per te Antonella

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

Sono stato due mesi, sotto natale , dolorante per un virus intestinale, che sofferenza, ora che sto bene mi preoccupo penso che c'è qualcosa che non va.

Ornella ha detto...

E' il naturale e lento evolversi delle cose, non averne paura e non ribellarti perchè poi vedrai che si arriva in una dimensione di pace e serenità che fa apprezzare meglio anche le piccole cose. Il voler provare le stesse passioni o la stessa intensità nelle passioni, lo stesso fremito, lo stesso entusismo di un tempo, porta sola solo a vivere "dannati". Sapersi adattare al lento cambiamento che coinvolge il nostro corpo, la nostra mente, la nostra anima, non solo è saggio ma, soprattutto, salutare! Il caso classico di chi non si adatta, anzi si ribella con tutte le forze al passare inesorabile del tempo è Berlusconi, e vedi un po' che figura patetica è diventato, e dietro tutta quella spavalderia sono convinta ci sia tanta sofferenza per l'impossibilità d'accettare d'essere diventato vecchio!
Attenzione, ciò non significa assolutamente che si diventa apatici, anzi bisogna mantenersi vivaci ed interessati e partecipare ai vari aspetti della vita in modo attivo, ma lo si fa con un approccio diverso, più soft, insomma. E' una sorta di istinto di conservazione che fa diminuire la velocità e la spericolatezza con cui procediamo nel percorso della nostra vita.
Un bacione, ciao!

Diego ha detto...

antonella stai invecchiando?

monteamaro ha detto...

Siamo carne e sangue cara Antonella, condizionati da un mucchio di pensieri che, a volte ci camminano su mente e cuore, lasciandoci disorientati e scontenti.
Ma ciò che oggi è nero, domani sarà più chiaro, e infine impareremo a convivere con i (nostri) cambiamenti.
In gamba!