martedì 8 febbraio 2011

L'UOMO CHE CAMMINA SUI PEZZI DI VETRO



Mi sto addolcendo. Con l'età. 
Un tempo, quando mi imbattevo in persone incompetenti montavo dalla rabbia, lo ammetto. Cominciavo a sclerare. Stavo lì a guardarli  mentre il  fuoco   si sprigionava da tutti i pori della  pelle e alla fine gli scaricavo addosso tutto ciò che pensavo di loro. Niente di più sbagliato.
Loro si mettevano sulla difensiva e puntavano i piedi, rimanendo ancorati alle loro posizioni. Fine del dialogo. Stop.
Era più forte di me: perchè ho sempre l'idea che chi lavora deve essere competente, efficiente ed intelligente.
Esagero, lo capisco.
Non so se davvero ho smesso di avere questa idiosincrasia verso le incongruenze del mondo. Ma ho capito che posso farcela a comprenderle . E se non a comprenderle, almeno, a provarne tenerezza.
E' successo questo:
Un mio conoscente mi invita a casa sua : " ho arredato la casa con un mobilio interamente progettato e costruito da me, è fantastica: devi vederla"
Sono andata.
Appena apre la porta mi ritrovo davanti agli occhi una serie di pendagli fosforescenti  e appuntiti che pendevano oscillando dal soffitto.
Erano pezzi di metallo intagliati tanto grossolanamente da risultare acuminati e quindi pericolosi.
Lui era entusiasta: " Hai visto che bell'ornamento?"
Alzo lo sguardo ed ancora dal soffitto provenivano fili elettrici colorati che si intersecavano tra loro secondo un percorso impazzito che terminava nei pressi di uno specchio in una parete al centro della stanza.
Lo specchio era composto da tanti piccoli pezzi  assemblati tra loro tramite delle fasce metalliche inquietanti. Ma più di tutto , mi colpirono le dimensioni dei pezzi di vetro uno diverso dall'altro senza che si potesse intuire un disegno logico.
L'arredamento, quindi, fu un susseguirsi di oggetti pendenti dal soffitto di materiale vario, divani colorati ad arlecchino e cornici dorate senza alcun dipinto. 
Io ero sconvolta. Non c'era nulla che mi piacesse di ciò che stavo visitando. Mi voltai verso di lui per fargli delle domande su quel mobile o quel pendaglio, quando incrociai il suo sguardo estasiato alla vista delle sue opere. 
Allora gli accarezzai una guancia affettuosamente e gli dissi: " E' bellissimo! Sei veramente un bravo progettista"  Ero sincera.
E, in quel momento , mi pacificai con quella parte di mondo a cui piacevano quei pezzi di vetro.

8 commenti:

diego ha detto...

questione di gusti?

Antonella ha detto...

Piccola parabola.

diego ha detto...

L'uomo che cammina sui pezzi di vetro dicono ha due anime e un sesso di ramo duro al cuore e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla sotto l'angolo retto di una stella niente a che vedere col circo nè acrobata nè mangiatore di fuoco piuttosto un santo a piedi nudi
quando vedi che non si taglia
già lo sai ti potresti innamorare di lui forse sei già innamorata di lui cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano
una linea che gira e lui risponde serio è mia sottointende la vita
e la fine del discorso la conosci già era acqua corrente un po' di tempo fa e ora si è fermata qua
non conosce paura l'uomo che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie ride e sorride perchè... ferirsi non è possibile morire meno che mai e poi mai
e insieme visitate la notte
che dicono è due anime e un letto
e un tetto di capanna utile
e dolce come ombrello teso
tra la terra e il cielo
lui ti offre la sua ultima carta
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire
quando dice è quattro giorni che ti amo
ti prego non andare via
non lasciarmi ferito
e non hai capito ancora come mai
gli hai lasciato in un minuto
tutto quel che hai
però stai bene dove stai
però stai bene dove stai
(f. de gregori)

Antonella ha detto...

Bravo. hai capito l'allusione.

diego ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
diego ha detto...

grazie

Gillipixel ha detto...

Che bello questo racconto, Anto...nel senso, ho capito che è un fatto vero, ma sembra proprio un racconto :-)

Personalmente, faccio sempre molta fatica a dare nei denti giudizi "qualitativi" del tutto contrari agli entusiasmi altrui...e questo è un mio difetto, di certo...forse è mancanza di coraggio, boh...solo se la cosa rischia di coinvolgermi direttamente, allora scatta l'autodifesa...ad esempio, quando uno, oltre a provare i propri entusiasmi, cerca anche di imporli agli altri...allora sì che c'è da incazzarsi :-)

Ad ogni modo, complimenti per il self-control: di fronte a quell'arredamento così pacchiano, pochi avrebbero mantenuto la calma :-)

Bacini a specchio intero :-)

sim only deals ha detto...

Personalmente, faccio sempre molta fatica a dare nei denti giudizi "qualitativi" del tutto contrari agli entusiasmi altrui...e questo è un mio difetto, di certo...forse è mancanza di coraggio, boh...solo se la cosa rischia di coinvolgermi direttamente, allora scatta l'autodifesa...ad esempio, quando uno, oltre a provare i propri entusiasmi, cerca anche di imporli agli altri...allora sì che c'è da incazzarsi