lunedì 7 febbraio 2011

L' AZIENDA E' VOSTRA, SIGNORI !

Adesso immaginate di essere proprietari di una fabbrica di scarpe.
Ecco il vostro stabilimento: una capannone 80 x 100 , molti macchinari e  trecento dipendenti.
Certo, non avete  tutti i mezzi all'avanguardia, ma il fatturato va abbastanza bene.
Nel vostro reparto progettistica le cose sembrano andare per il meglio. Con i pochi strumenti a vostra disposizione il lavoro procede speditamente e molte buone idee riescono ad essere concretizzate con poca spesa.  anche perchè all'interno del settore ci sono due operai che lavorano bene: fanno tante ore e molte anche  non retribuite. Sono entusiasti del lavoro e si danno un gran da fare con ottimi risultati. Invece c'è  un reparto che ha ridotto l'orario perchè, dice il capomastro di quel miserrimo settore " non c'è  personale a sufficienza"
Cosa fareste voi?
Non so, ditemi. Cerchereste un nuovo capomastro per tentare una rinascita del reparto? Oppure sopprimereste il reparto poco produttivo? Pensateci bene, signori miei. 
Perchè in questa azienda, la vostra azienda, il vostro direttore generale, ha fatto tutta un 'altra cosa, non solo non ha sopresso il reparto poco funzionante e poco creativo, ma anzi,  ha deciso di trasferire  il lavoro, finora svolto egregiamente dai due operai entusiasti e volenterosi al settore  con il personale già ridotto e con un orario ristretto: un settore che non ha mai dimostrato capacità di iniziativa, di progettualità, di inventiva , insomma una ciofeca di reparto. E i due bravi  operai? Stanno a grattarsi le palle. Mistero della meritocrazia.  
Ma la fabbrica è vostra ,  cari cittadini, io ve l'ho detto.  Una vera furbata. eh?
Ora sono Cazzi vostri ( se poi nelle suole delle scarpe si formano i buchi)

14 commenti:

diego ha detto...

antonella giuste le tue osservazioni, ma purtroppo non funziona così qui in Italia.
mi rispondi su fb?

Brigante ha detto...

Io direi.... ma fan' bicchiere!!!!

diego ha detto...

antonella non capisco cosa ti ho fatto perchè non mi rispondi + su fb...aspettavo la tua telefonata...sono disponibilissimo per quella cosa...ma dimmelo

Degenerato_al_Massimo ha detto...

Dài, lo sappiamo che a cristoland... ehm, in Italia, la meritocrazia non esiste!
Rispondendo alla tua domanda, non saprei proprio; non possiamo ipotizzare che produca qualcos'altro? No, perchè io calzo esclusivamente Geox

diego ha detto...

ANTONELLA MI TROVO IN UNA SITUAZIONE COME QUELLE DI QUESTI DUE OPERAI...DOPO 5 ANNI DI LAVORO EGREGIAMENTE SVOLTO DA ME E DA ALCUNI MIEI COLLEGHI CI RITROVIAMO ADESSO A TRATTARE UN TRASFERIMENTO OBBLIGATO VERSO NUOVA AZIENDA--- IL RISULTATO E' IL SEGUENTE= SI RICOMINCIA D'ACCAPO E IL RISULTATO OTTIMALE ARRIVERA' TRA "ALTRI" (capisci le virgolette :-)) 5 ANNI...QUANDO SARA' IL GIORNO DI ANDARE IN UNA NUOVA AZIENDA...QUESTA E' L'ITALIA...

Anonimo ha detto...

Fammi capire meglio nel tuo discorso imprenditoriale ci sono delle incongruenze abissali e non potrei darti torto se così fosse, ma la riforma Bassanini ha un senso, se si per chi?

Antonella ha detto...

@Degenerato: lo so che lo sappiamo, ma rassegnarci così non fa girare un pochino le balle?

Antonella ha detto...

@Diego: lo so che la situazione è più difusa di quello che si creda.

Antonella ha detto...

@Anonimo: La legge 127/97 Bassanini è stata abrogata con il DgL 445/2000 , se vogliamo fare riferimento ad una legge relativa alla riforma della pubblica amministrazione adesso possiamo riferirci alla Legge 150/2009 cosidetta Riforma Brunetta.
Quello che ho scritto mi pare chiaro: smetteresti di far rassettare la tua casa da una domestica che è bravissima a farlo ed a poco costo , sostituendola con chi non ha esperienza e professionalità acquisite e non ha mai dimostrato nel concreto d'essere in grado di rassettare una casa? La risposta non può che essere: " NO" a meno che la casa non sia di qualcuno di cui non me ne può fregare di meno.

Anonimo ha detto...

Hai ragione, ma quel qualcuno ha votato, ha vinto, ha aperto gli armadi, gli scheletri cadendo hanno mischiato le loro ossa come si fanno a riconoscere quelle del santo e da quelle del peccatore. Il messaggio sublimato dalla lettura del post è che la strada vecchia era meglio della nuova per chi non è riuscito a saltare sul carro del vincitore, alias i ruffiani non smontano mai, i puri lo rincorrono a piedi scalzi

Antonella ha detto...

ma no, non era una comparazione tra quelli che c'erano e quelli che ci sono. Non voglio parlare di politica anche perchè qui la politica , la vera politica è distante mille miglie. Io parlo di capacità di gestire una attività. Sia destra che sinistra devi saper individuare quale sia l'azione funzionale e costruttiva e quale no. E' un a questione di competenza ed incompetenza, quin di: di onestà intellettuale, di disonestà.

Anonimo del rigo sopra ha detto...

Vero! Purtroppo nel privato funziona la selezione del mercato, nel pubblico il più delle volte arriva chi non ha le palle per cimentarsi da subito nel privato o ci arriva dopo che ha dimostrato di non averle. La concorrenza ti forgia, l'ambiente protetto t'ammoscia. L'onestà intellettuale nel pubblico è un ormai un mito di mussoliniana memoria e di quelli che con pari moralità si opponevano a quel regime. Capisco la tua lotta e ti sono vicino, purtroppo De Amicis non lo leggono più.

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

può essere un modo terribile per non fare un torto a nessuno, si elimina tutto e buonanotte. La Bibbia dice:ma anche per un solo "giusto", salveresti questa città di empi?

Antonella ha detto...

Ombresenzaluce: non è proprio così, sai. E' più : mettere da parte chi sa lavorare per far posto a che invece si prostra a 90° senza altra qualità che questa.
Salverei questa città di empi per un solo giusto