lunedì 17 gennaio 2011

IN VERITA' VI DICO.


Cos'è la verità? ( non ve l'aspettavate questa domanda eh?)

La parola " verità" tradotta dal greco significa " svelamento" Come se , appunto , la verità fosse una realtà iscritta nella volta celeste e che necessiti di una presa di coscienza che permetta la sua " scoperta".

La verità quindi diviene un ordine stabilito a cui dobbiamo tendere ed adeguarci. Per questo chi non si adegua e non si conforma a ciò che è stato chiamato " verità" è colui che disubbidisce, è colui che si ribella.

Ora, personalmente, non sento la verità come qualcosa che mi illumina e mi trascina, ma bensì come un'azione che si concretizza nei gesti buoni e funzionali.

Non sono io che mi ribello alla verità quando trasgredisco ad una consuetudine radicata, ma la circostanza che necessità un'azione alternativa.

Il tempo si muove vertiginosamente, tutto si trasforma al suo incedere, tocca a noi "fare" la verità attraverso un attività concreta e fattiva che permetta una realizzazione positiva della realtà vera.
Dunque la verità non è un dogma deciso nella notte dei tempi.
La verità si sperimenta e si definisce attraverso l'opera buona. Attraverso una concreta evoluzione dell'atto. Per questa stessa ragione non esiste la" disubbidienza" come azione eversiva alla realtà consueta, ma invece una ricerca onesta e attenta di una verità costruttiva.
Per questo adoro chi ha iniziative nuove, chi cerca strade vergini, visioni mai pensate oltre di noi. Per questo amo chi tenta di superarsi . Sempre.

11 commenti:

Aristides Monteiro ha detto...

Buon giorno!
Il tuo blog è meraviglioso e, utilizzando il testo, che la mia affermazione è un dato di fatto vero!
Congratulazioni.

Aristide Monteiro
http://aristides-monteiro.blogspot.com

diego ha detto...

aspetto la domanda

Antonella ha detto...

@Aristides: grazie, il tuo nome è veramnte bello. Ho visitato il tuo blog

Antonella ha detto...

@Dieguiccio: qual'è la verità? ( daiiiiii ti telefono, sicuro appena posso )

diego ha detto...

quale verità?

Gillipixel ha detto...

Anto, credo che i greci, con la questione del "disvelamento" non intendessero riferirsi a dogmi o verità rivelate...credo che la vedessero più come una presa di coscienza delle "necessità dell'essere"...l'essere ha le sue esigenze, i suoi "meccanismi" (anche se il termine è bruttissimo, credo renda l'idea...) e se si fa finta, se ci si illude, che non sia così, alla fine ci si ritrova dentro una situazione che "stona con la vita" :-)

Ecco, sono concetti così incasinati, che non ho potuto fare a meno di usare espressioni semi-incomprensibili, ma la sostanza rimane che leggerti è sempre molto stimolante per la mente e per il senso di bellezza che sai far scaturire :-)

Bacini dal profilo greco :-)

Antonella ha detto...

@Gilli: intedevano però che fosse un dogma da apprendere?. ho idee confuse anch'io in questo senso. Allora invece di rincorrere la verità mi adopero per svolgere in modo funzionale le cose. Sarà questo che ci avvicinerà alla perfezione?Mah
Baci illuminati

diego ha detto...

quale profilo?

Gillipixel ha detto...

Anto, per come l'ho capita io (quindi prendila un po' col beneficio d'inventario :-) la verità intesa come "disvelamento" è proprio l'opposto del dogma...il dogma è verità data fin da principio, rivelata come fondamento da cui partire...la verità da "disvelare" è invece una sorta di scommessa: si ipotizza che da qualche parte ci sia, e la si ricerca col proprio pensare e col proprio agire...

In questo senso, quando scrivi:

"...Per questo adoro chi ha iniziative nuove, chi cerca strade vergini, visioni mai pensate oltre di noi. Per questo amo chi tenta di superarsi . Sempre..."

secondo me parli proprio della verità nel senso più nobile del termine, quello che tiene fede alla radice etimologica del disvelamento...
E' un paradosso: la verità esiste in qualche "luogo", ma sta a noi portarla alla luce

Bacini complicati :-)

Antonella ha detto...

Non so..vorresti intendere un 'operazione come il parto insomma.. cioè un po' come dico io . Faccio la verità,cioè la creo come una creaturina rosa e morbida.
baci travagliati e cesarei

Gillipixel ha detto...

A forza di mettere un tassello te ed uno io, saltano fuori cose curiose, Anto :-) adesso mi è venuto in mente che non a caso Socrate definiva "maieutica" il suo modo si indagare la realtà, il suo cammino verso la verità...letteralmente "maieutica" significava "l'arte della levatrice" :-) proprio come dici tu nella tua metafora :-)
Però, come succede nel "fare una creaturina nuova", non sono direttamente i soggetti coinvolti che la fanno...nel senso che essa si fa prima di tutto da sè, ma al tempo stesso non può farsi senza quei soggetti...
Allo stesso modo, Socrate non è che si costruisse la verità, ma essa non riusciva ad uscire da sola senza di lui...

Boh... :-)

Bacini che sanno di non sapere :-)