sabato 30 ottobre 2010

SE LASCI UN DIPENDENTE SENZA LAVORO, QUESTO E' MOBBING

La speranza ha due bellissimi figli:

lo sdegno e il coraggio.


Lo sdegno per la realtà delle cose;

il coraggio per cambiarle "

Pablo Neruda


giovedì 28 ottobre 2010

FANNULLONE SARA' LEI, SI INFORMI !


Ormai c'è la consuetudine diffusa di parlare dei dipendenti pubblici qualificandoli come "fannulloni". Chi lo fa non conosce le leggi che controllano il lavoro pubblico. Sono Leggi molto rigorose che, se applicate, non permetterebbero il verificarsi di episodi riprovevoli.

Con la Legge 142/90 è stata creata una figura determinante per il funzionamento di una pubblica amministrazione: la figura del Dirigente.

La definizione del suo ruolo è stata inizialmente specificata dall'art 51 della stessa legge che stabilisce il fondamentale principio della distinzione dei poteri di indirizzo politico e dei poteri di gestione amministrativa attribuita ai dirigenti. I dirigenti sono quindi, GLI UNICI TITOLARI ESCLUSIVI DELL' ATTIVITA' AMMINISTRATIVA.

L'art. 3 del Decreto Legislativo 29/93 sancisce il diritto della parte politica di definire gli obiettivi da attuare e di verificare la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite, ma l'art. 51 della Legge 142/90 demanda all'autonomia organizzativa e normativa degli enti pubblici di stabilire i criteri e le modalità di adattamento delle articolazioni interne della propria struttura amministrativa. Tanto che ai sensi dell'art. 7 del Decreto Legislativo n° 165 il dirigente è il responsabile dell'attività amministrativa e non quindi la parte politica (Giunta e Consiglio comunale).

I Dirigenti sono quindi responsabili:

1) Degli atti di carattere finanziario ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa;

2) Degli atti di amministrazione e gestione del personale in piena autonomia ai fini dell'erogazione dei trattamenti accessori premiali ed incentivanti e della progressione premiale verticale (in accordo con le rappresentanze sindacali);

3) Della individuazione delle competenze e delle professionalità necessarie allo svolgimento dei compiti dell'ufficio.

4) Del parere sulla mobilità del personale in entrata ed in uscita all'interno dell'ufficio a seconda dei criteri oggettivi e di trasparenza delle scelte. Non quindi la parte politica che deve solo verificare se gli obiettivi indicati sono stati raggiunti (il modo attuato per il loro raggiungimento non è competenza politica);

5) di tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza dell'ente pubblico, nonchè dei poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico - ambientale.

6) delle attestazioni, certificazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni, ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza;

7) Di tutti i provvedimenti di autorizzazione, concessione ed analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e/o valutazioni anche di natura discrezionale (memorandum per il nostro Segretario generale) nel rispetto dei criteri predeterminati dalla Legge e dai regolamenti.

Dunque il Dirigente ha tutto il potere di intervenire SUI COSIDDETTI FANNULLONI.

mercoledì 27 ottobre 2010

LE COSE CHE MI FANNO TENEREZZA: 2° LA TELEVISIONE


Mi fanno tenerezza coloro che gestiscono i programmi televisivi.
Nessuno escluso.
Ma soprattutto le conduttrici ed i conduttori di talk show. In questi giorni hanno mostrato un lato del loro carattere che mi ha commosso. Abitualmente cercano di adattare l'espressione del viso alla situazione. Ma , in questi giorni, appunto , hanno esagerato.

La D'Urso aveva ormai STABILIZZATO i muscoli facciali in una smorfia fissa di dolore . Questa espressione non l'abbandonava mai neanche quando perseguitava gli ospiti ormai suoi complici con domande morbose e già predisposte di dettagli scabrosi . Nulla la fermava . Neppure le lievi proteste di qualche normale cittadino che cercava di evitare la domanda interponendo un semplice " Lasciamo indagare gli inquirenti" E lei prontamente: " Sì, giusto lasciamo indagare gli inquirenti, ma lei è davvero convinto che non ci sia stato lo stupro, la violenza, lei cosa crede che stava facendo l'assassino mentre asssassinava? "

La pelle del suo viso, già sotto sforzo da botulino, si inarcava in un ghigno mefistofelico quando passava la linea all'inviato sotto il portone.

Ecco: gli inviati. Un altra categoria che mi ispira tenerezza. Durante i fatti di cronaca, nei primi momenti, gli inviati sono veri giornalisti, ma quando la storia si prolunga più del dovuto i giornalisti se ne tornano a scrivere al calduccio per lasciare il posto piovoso ed umido ai garzoncini in prova.

E' per questo che l'inviato ha quella faccia giovane e spaurita del brutto anatroccolo MENTRE esegue qualsiasi cosa il conduttore gli chieda. " Spostati a destra. no, a sinistra. Vai sul terrazzo, in alto. Sbircia attraverso gli spiragli della cancellata. Salta un po' per vedere dentro"

Una volta gli hanno chiesto, ad un'ora folle come le 23,00: " Citofona e chiedi se vogliono parlare"

L'inviato ha abbassato gli occhi e pieno di logica titubanza ha eseguito. L'indice gli tremava, la voce era spezzata. Ho pensato: " povero inviato: la gavetta è dura per tutti. Io, ai miei tempi, dovevo salire sulle scalette, sollevare faldoni e mettere crocette davanti ai nomi"

martedì 26 ottobre 2010

LE COSE CHE MI FANNO TENEREZZA : 1° IL PD

Ci sono diverse cose che mi fanno tenerezza: sì, ho scritto proprio: " tenerezza".

Infatti, ci sono ormai poche cose che mi fanno arrabbiare tipo: sprecare i miei soldi, mescolare i colorati in lavatrice e fare la fila dal medico DELLA MUTUA

Tutto il resto ORMAI mi ispira solo tenerezza. Mi fa tenerezza il PD a Valenza. Da qualche tempo quelli del PD si riuniscono in cinque o sei PERSONE intorno ad un tavolo . Si ritrovano in sede ed io me li immagino: Tristi. Poi escono: tristi uguali. E tutto ricomincia daccapo. Come se la barca non stesse affondando, non tentano nemmeno di infilarsi il salvagente. Di gridare " Ohi! Ohi . accoruomo, accoruomo!!! " Queste cose qui, insomma. Perchè sono orgogliosi, loro. Cinque sono e cinque vogliono rimanere.

Mica chiedono aiuto, idee, consigli, non so , quel che si dice " fare un po' un richiamo a raccolta." Macchè. Silenziosi ed imperturbabili. Non sporcano e non disturbano. Come non averli.

Per questo mi fanno tenerezza. Questo atteggiamento schifiltoso è perdente, è già stato perdente al tempo delle elezioni, ma loro non se ne sono mica accorti.

Mica fanno il " mea culpa", loro. Anzi.

Mica si guardano attorno, loro, a dire: " Cazzo, siamo un po' pochini, diamoci da fare, reclutiamo un po' di persone, giriamo per le strade, parliamo con la gente, facciamoci vedere, cristo. Magari proponiamo qualcosina di alternativo." Invece no. Nessuno li sente. E dire che di cose ce ne sarebbero da tirare fuori.

Angioletti... Stanno lì, belli e bravi chiusi in quella grande sede fatta di tante vetrate trasparenti ed i colori verdi e rossi della TRASCORSA CAMPAGNA ELETTORALE con quella aria abbacchiata e sonnolenta che tu, dalla strada, li vedi e ti viene voglia di piangere. Ma poi te ne vai senza neanche un gemito di dolore perchè hai già pianto abbastanza per loro ed il cuore , lo sappiamo, è uno zingaro e va.


IO SONO IL TEMPO

C'è un tempo per pescare ed un tempo per asciugare le reti
( proverbio cinese)
Io le sto ancora districando
( le reti)

lunedì 25 ottobre 2010

PERICOLO


Credete che il malvagio sia facilmente riconoscibile? e che la sua difformità appaia come un'alone preciso e ben identificabile? Chi uccide, fino al giorno prima poteva chiaccherare con il panettiere senza che niente delle sue caratteristiche oscure potessero trapelare dalla smorfia delle labbra o dallo sguardo neutro. c'è Chi, non tollerando la critica, è capace di accumulare odio oltre misura votando LA propria vita alla persecuzione di COLUI CHE ha osato mettere in luce le sue debolezze.
Persino chi si definisce " normale" può essersi trovato all'improvviso in preda a crisi di rancore ed invidia da non poter trattenere.

Le immagini che ci giungono dai volti che ci circondano sono immagini distorte, inquinate dall'oggettivazione che siamo indotti a fare sulle persone.

Queste sono ciò che presentano al di là di un analisi spassionata dell'atteggiamento morale che da loro trapela.

Con gli anni ho adottato una tecnica di sopravvivenza: percepisco l'altro come FOSSE un fenomeno particolare della natura quale un uragano, un' alta marea, oppure una corrente fluviale facendo attenzione alla sensazione di pericolo che mi trasmette. Allora lo rifuggo. Perchè c'è poco tempo nella vita e non posso dedicarlo alla sua salvezza.

Non ho la costanza di confrontarmi con queste persone nè di combatterli. Per poterlo fare ci vuole un interessamento sulle loro sorti che non mi appartiene. Credo, anzi, che sarà la vita stessa a dar loro la risposta adeguata.
Scelgo questa strada sia nel mio lavoro che nella vita personale. Posso dire che sempre , in passato, si è verificato il passaggio del loro cadavere nel fiume in cui mi bagnavo.
Per questo esorto a scrollarsi di dosso i desideri di rivendicazione, le spinte di odio e di rancore per dedicarsi alla distensione della propria anima e alla formazione del proprio carattere.

Il tempo è appena sufficiente.

giovedì 21 ottobre 2010

LA GENTE SCIOCCA

Ho trascinato la mia esile barca a riva, dopo un terribile naufragio. Se appaio senza forze è solo perchè si stanno ritemprando tra gli scogli.
Ascolto le voci intorno a me. CI SONO MOLTE PERSONE. Qualcuno mi piace. Ha la voce profonda e mi ricorda i flutti dell'acqua che ho appena visitato. Qualcuno mi piace e lo guardo con compiacenza. In questi giorni i miei gesti sono lenti , ma gli occhi osservano le cose a largo raggio come fossero radar di un sommergibile da guerra. Ho ormeggiato la barca nella risacca e cammino morbida e silenziosa.
C'è gente sciocca. Ma, si sa, quella c'è sempre stata.
Le persone sciocche hanno l'idea di contare molto, il fatto è che hanno la testa trattenuta dai ceppi incastrati nella caverna della storia. Gli sciocchi hanno un anima che si rigenera continuamente.
Qualche volta, quando ascolto la televisione vorrei che si cominciasse a definire UN'azione in base al grado di comprendonio di chi la commette anzichè inserirla in un discorso ideologico.
Vorrei che si parlasse delle qualità di chi amministra anzichè delle sue posizioni politiche.
La gente sciocca non demorde. Ha una memoria per le ovvietà che sconcerta. Magari non riesce a fare un calcolo algebrico, ma si ricorda che la sua scrivania ha bisogno di una spolverata e ci pensa continuamente.
La gente sciocca accumula rancore perchè non ha una via d'uscita.
Non ha una strada da imboccare, il suo sguardo cade nel vuoto. Chi costruisce non ha tempo per recriminare e maledire : ha il sentiero aperto e la luce che spiana la via.
Ma la gente sciocca non ha speranze di rinnovamento. per questo crede di vivere la sua vincita per sempre.
In queste giornate ombrose affilo le armi e sorrido senza divertimento.
Ho un 'andatura dinoccolata e sembro rassegnata all'immobilismo.
Il mio demone non ama la cautela. Non ama l'economia del mio linguaggio, del mio passo. Ma comprende il momento e si acquatta trasparente e muto tra i gesti leggeri che mi accompagnano, pronto a sgusciare come un lampo accecante e fertile. Non è ancora tempo per liberare il mio spirito vibrante.
E' tempo, ora, della strategia della ragione.
Intanto sorrido e mi godo il suono tintinnante delle voci che mi piacciono.
La gente sciocca non vede la tempesta ed i suoi rigori: esibisce una forza glamour, ma solo chi è forte davvero può mostrare la propria debolezza senza paura.

martedì 19 ottobre 2010

DAMMI OGGI IL MIO PANE QUOTIDIANO



Quando iniziai a lavorare per la pubblica amministrazione essere un dipendente pubblico significava essere una persona stimabile ed affidabile.
Ora, dopo anni di campagna denigratoria contro il dipendente pubblico ed un po' di azioni incongruenti da parte di pochi , essere dipendente pubblico sembra significare automaticamente essere un fannullone.
Non è così , vi assicuro. All'interno della pubblica amministrazione ho incontrato moltissime persone competenti, preparate, scrupolose. Affidabili.
Ho avuto a che fare anche con gli eterni lavativi, con gli sfaccendati ed anche con chi ricopriva alte funzioni di cui non era affatto competente. Ma il torto maggiore non era certamente loro. Era di chi gestiva le risorse interne all'ente. La colpa era di chi non si avvedeva o non voleva avvedersi del lavoro incompiuto, delle inesattezze, delle deficienze, dell'inefficienza dello specifico dipendente.
E' invece necessario credere quanto sia importante adottare un metodo funzionale a gestire le risorse del servizio pubblico. Raramente si nasce fannulloni: lo si diventa, perchè spesso si fa un lavoro di cui non si conoscono gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ci si sente demotivati, strumentalizzati e quindi frustrati nelle proprie ambizioni e aspirazioni. Dunque, i lavoratori non sono pedine da utilizzare, ma devono essere percepiti come valori con cui confrontarsi, come risorse necessarie e preziose , come collaboratori invece che come meri subordinati con cui ostentare il proprio dominio.
Per far sì che all'interno dell'ente si lavori in modo funzionale è necessario che un coordinatore possa:
1) Porsi degli obiettivi chiari e non velleitari
2) individuare e selezionare il personale per questo o quell'incarico.
3) Addestrare e formare il personale per ciò che necessita all'ente

4) Condividere la meta da raggiungere e i valori prefissi. Il Coordinatore non dovrà far cadere dall'alto un lavoro con un ordine perentorio, ma permettere al personale di appassionarsi al progetto responsabilizzando la sua funzione.
5) Mettere il personale in condizione di lavorare al meglio. E questo è possibile se non vi sono ruoli confusi, dove non è ben chiaro a quale ufficio spetta fare cosa.
Il coordinatore farà in modo che si superino gli atteggiamenti competitivi incoraggiando a lavorare in squadra con ognuno un compito precipuo che non vada a intralciare il lavoro dell'altro. Esempio: ma lo devo fare io o tu? Ricordiamoci: se vi sono rivalità tra uffici la responsabilità è di chi coordinando non sa fare squadra, attribuendo le stesse mansioni a più uffici:
" ma quel lavoro era di mia competenza!" " No, il capo lo ha dato a me!!! "
6) Riconoscere l'impegno assunto ed il risultato raggiunto con l'affidamento ad ulteriori incarichi ( sistema premiante) Non avere paura che le sue capacità possano oscurare quelle degli altri o le sue in particolare. Bisogna ricordarsi che l'obiettivo è il benessere del cittadino non il proprio prestigio personale. Capita che un dipendente viene messo da parte quando opera bene perchè si ha paura che si metta troppo in luce.
Quello che più lamentano i dipendenti pubblici è quello di essere sotto - utilizzati e di non essere valutati adeguatamente.
Il tono minaccioso, autoritario e padronale potrà gratificare momentaneamente colui che ne fa sfoggio, ma a lungo andare penalizza l'ente e lo stesso individuo che lo ha adottato in modo indiscriminato.

In questi giorni il mio grillo parlante non mi sta leggendo come DOVREBBE.
Spero che questo post possa essere motivo di dibattito e di condivisione.
Al mio grillo parlante consiglio di leggere anche il post : Non me ne frega niente della Carfagna fulgido cattivo esempio su come l'uomo si faccia le idee sulla donna.

lunedì 18 ottobre 2010

IL CUORE E LA MILZA


Il ricordo della percezione del mio corpo nell'infanzia è il ricordo di una struttura invisibile.
Quando si è fanciulli , si è solamente spirito indomito e forza prorompente che si lancia nel mondo.
Il mondo è costituito dal cortile sotto casa: misterioso e sconfinato.
Da bambina non sapevo d'essere costituita da varie parti di carne, ossa e muscoli, poichè questi rispondevano all'unisono al sogno ed al bisogno.

Ora individuo i miei organi posizionati nella loro sede specifica ed ad essi presto un'attenzione maniacale. Curo il mio viso con creme rassodanti e antirughe .
Lo scruto allo specchio come elemento estraneo da me, ma che determina la mia giornata . Non manco di proteggere il busto dal freddo e i piedi dall'acqua.
Sono fatta di tanti pezzettini debolissimi. Ora lo so. E tutelo ognuno in maniera esclusiva.
E poi c'è la mia anima.
Pulsa davvero la mia anima in assonanza con questo mondo crudele? Con queste anime maligne? Con questa assenza di cuore? Con queste putride esibizioni del male?
Davvero la mia anima che s'accende d'impulsi improvvisi e magici, che rallenta il passo attratta da visioni dolorose e celesti , davvero non è che una vibrazione di una spinta maligna che si chiama natura?
La stessa natura che uccide, spezza e soccombe sotto i colpi del suo stesso oscuro vigore?
Non posso fermarmi, dunque? Se non neutralizzando il mio desiderio, la mia compassione, la mia misericordia?
E cosa ne è del mio corpo ? Questo, dapprima vagava nel mondo come fantasma giocoso e muto, ora s'aggrappa disperatamente alla mia anima per recuperare quella invulnerabilità che ha perduto.
Ma l'anima, che non vuole esserne la sua dimora, non ascolta le sue afflizioni.

venerdì 15 ottobre 2010

SPLENDIDO SPLENDENTE


Quando si parla di " turismo" si pensa subito a qualcosa di velleitario, a qualcosa di superfluo.
No signori. Il turismo è un'attività importante che influisce in modo determinante nell'economia della Nazione e delle città.
Quindi, per farla breve, ogni tipo di scelta diretta a promuovere il turismo è una scelta che interviene sull'economia della città.
Ma non sorridete dicendo: " Lo sappiamo già , cristo"
Non è così scontato.
Per esempio: cosa può fare un ufficio IAT?
Vorrei interrompere qui il post per aspettare la vostra risposta. Ok . allora: ditemi cosa fa uno IAT?
E' un ufficio ( lo dice la parola) che si occupa di dare informazioni (I) accoglienza ( A) turistica ( T)
E sembra finito qui. Che ci vuole a fare accoglienza. Allora vi pongo un'altra domanda: come si accoglie un turista?
Voi già vorreste rispondere: è facile ... c'è chi pensa che significhi : aprire e chiudere le porte dicendo " buongiorno" o " Buonasera" magari allungando una piantina topografica della città.
Un bel cavolo di niente.
Chi chiede una cartina vuole un " rapporto" con la città ed il cittadino.
Vuole sapere come si vive nella città . Vuole respirare l'atmosfera del luogo, la sua voce, il suo odore.
Il turista non è un " consumatore" nel senso del termine pratico che conosciamo: colui che compra.
Ma è una persona che vuole una relazione con la città.
Quindi: non si improvvisa un'accoglienza, non si inventa, ma si progetta, si studia, si diventa una persona accogliente, si costruisce una città accogliente.
L'accoglienza è fatta di gesti, di parole, di atteggiamenti , di stile comunicativo che si deve curare e sviluppare come si dovesse edificare un ponte per l'ingresso di una città.
Ed io, se permettete, voglio che il ponte che devo attraversare sia molto stabile e sicuro e progettato da mani esperte.
Le nostre città, così provate dalla crisi, hanno la possibilità di risorgere. Attraverso un lavoro di promozione ed accoglienza del territorio possiamo inventare nuovi lavori, nuovi profitti, una rinascita economica necessaria.
La palla adesso è nelle mani delle amministrazioni, delle istituzioni e della gente che sa fare. Insomma.

giovedì 14 ottobre 2010

OSCURO ABBANDONO

L'ho lasciato in disparte, in questi giorni.
Come se non ci fosse.
Gli ho dato da mangiare quel che capitava , ma senza attenzione e senza cura alcuna. Dunque le patatine PAI, oppure un pezzo di formaggio ed ancora, un po' di pasta avanzata nel frigo e così via. Talvolta gli allungavo un pezzo di pane acquistato frettolosamente dal panettiere all'angolo.
E poi non l'ho vestito adeguatamente. Ma sempre con quel che capitava o che trovavo abbandonato sulla poltrona : indumenti del giorno prima o chissà cosa.
Sfuggivano alle mie cure persino le sue esigenze primarie e spesso lo sorprendevo correre in bagno all'ultimo minuto e starci pochissimo.
Non gli ho permesso di indugiare lo sguardo sugli alberi intorno che abbandonavano i colori dolci dell'estate . Malgrado non dovessi occuparmi di nulla, ma proprio di nulla, lo stesso, lo strattonavo tutto il tempo impedendogli di fermarsi a parlare con gli altri oppure a godere del sole tiepido di questi giorni.
Non ho fatto solo questo. Oh no! Non solo l'ho trascurato, maltrattato, a volte ignorato totalmente, ma l'ho tormentato, riempiendogli la testa di pensieri malevoli, di idee angoscianti, di pulsioni incontrollabili. L'ho reso cieco e sordo ai suoni caldi e pacificatori dell'autunno. L'ho inchiodato al pensiero dolente del tempo perduto per rincorrere immagini petulanti e maligne.
Adesso il mio corpo è esausto. Si allontana da me e non mi ascolta.
Non asseconda più i miei giochi di guerra.
Preferisce tendere l'orecchio al lieve fruscio del vento accogliente di ottobre. Ed alla luce fioca di questo giorno incantato.

martedì 12 ottobre 2010

NON LEGGERE


Era lì. Potente ed ineludibile.
Erà lì nel fondo di un pensiero o di un movimento dell'animo oscuro, ma capriccioso e insistente. E spingeva furiosamente destabilizzando la mia immobilità curva ed inerte.
Era lì. Anzi: erano lì: miriadi di impulsi capricciosi pieni di significati e di suoni confusi nel buio sino a che pareva, a poco a poco che s'aprisse una varco, uno squarcio di luce per poi di nuovo piombare nel vuoto profondo di una esistenza senza strada.

E se la strada c'era stata , forse, per un certo periodo , alla fine voci e gesti oscuri me l'avevano fatta abbandonare per sorprendermi tra i sassi e le sterpaglie di un sentiero vergine. Perchè , allora, questi moti indisciplinati e malandrini m'avevano preso ? Perchè, ancora, li ascoltavo facendomi straziare il cuore?

Perchè non mi era possibile lasciarli andare senza che si portassero via anche una parte della mia identità pur confusa, pur scoordinata e ribelle, ma intera e dunque necessaria.
Imprescindibile.

domenica 3 ottobre 2010

COMUNE DI VALENZA: PER I RAGAZZI....


I Comuni, malgrado non facciano politica economica come uno Stato, sono i primi posti dove si riflettono le pesanti conseguenze sia in campo finanziario che sociale perchè i comuni sono il primo livello istituzionale di riferimento, quelli che hanno il compito di garantire i servizi essenziali e da cui provengono le prime avvisaglie di disagio e malcontento.

In tempi di crisi allora, la politica dell'ente locale è ancora più sotto gli occhi della comunità la quale, se da una parte accetta di buon grado i sacrifici che la crisi comporta, pretende anche una politica di aiuti, di appoggio e un progetto di iniziative concrete per la ripresa della città in una logica di collaborazione con tutte le forze presenti nel territorio e con tutte le risorse che il Comune possiede ( risorse intese anche come persone che lavorano nell'ente)

L'opposizione, durante l'ultimo Consiglio comunale, tramite un discorso accorato di Marilena Griva ( PD), ha voluto porre l'accento sui servizi relativi alle pari opportunità chiedendo all'assessore di riferimento di non trascurarli. ( l'assessore non ha dato alcuna risposta in merito)
Devo dire che le sue parole, così appassionate e sincere, mi hanno colpito molto. Comprendo la sua inquietudine, anche se l'ho sentita parziale e limitata ad un aspetto rilevante sicuramente, ma non primo tra tutti i servizi di cui mi sento di invocare la necessità di esistere.
Prima ancora , e in tutti questi anni non ho mai sentito tra gli stessi banchi ( banchi del centro sinistra) , qualcuno che reclamasse la sua efficienza, qualcuno che prestasse attenzione alla sua salvaguardia , il servizio rivolto ai giovani, uomini e donne, quindi in pari opportunità di necessità e di speranze.
Il servizio per i giovani è necessario perchè, nei momenti di crisi, sono i primi che perdono l'orientamento e si fanno vincere dalla rassegnazione. Perchè, davvero, è dai giovani che può rinascere un modo nuovo di fare politica, e sarà dai giovani che si potranno trovare alla fine le risposte concrete per il rinnovamento della comunità.

Un ente locale non può adagiarsi nella dimensione proclamata della crisi che tutto travolge e blocca, nell'assenza di risorse che impedisce di muoversi ma deve progettare, proporre, ideare, trovare soluzioni che migliorino la vita dei cittadini: dai suoi servizi ai momenti di svago ed intrattenimento.
Non può che muoversi in ogni settore: è il suo scopo, la sua ragione sociale e ciò che i suoi concittadini (magari proprio votando una nuova amministrazione) stanno attendendo.

Dimensione carattere
Anche perchè il percorso che permetterà di portarci fuori dalla crisi sarà un percorso intriso di piccoli eventi apparentemente scollegati tra loro, ma che a lungo andare, e se condotti in sinergie con tutte le associazioni, gli uffici, i servizi della città e gli stessi cittadini, potranno essere riconosciuti parte di un progetto complessivo e funzionale.
Come, per esempio, concertare momenti di aggregazione e di eventi durante le fiere che coinvolgano gli esercizi commerciali,

gli operatori turistici, attuando il progetto comunale di promozione del territorio e di coinvolgimento dei giovani, dei ragazzi, degli studenti, dei disoccupati.
Non si deve intendere il programmare eventi nella città come un'azione di svago puro e semplice in questi tempi di vacche magre, ma come opportunità per promuovere la città, renderla viva, attraente e stimolarne la crescita.
Una città dove non succede niente è una città che non richiama visitatori, che non può vendere i suoi prodotti, che non permette al suo commercio di decollare, che spinge i suoi ragazzi ad allontanarsene , è una città che muore.

Il ruolo del Comune, quale elemento essenziale in tutte le dinamiche sociali ed economiche, è determinante.
L’Amministrazione può e deve interessarsi di tutti i bisogni dei cittadini che compongono la nostra comunità, farli propri, e cercare di risolverli nel modo più adeguato e deciso.


Proprio , in questo momento, di crisi profonda il cittadino deve sentire accanto a se' la presenza delle istituzioni, NON IN QUALITA' DI CASTIGATORE, MA COME ORGANO CHE TUTELA E GARANTISCE LA VITA DELLA CITTA'.






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sabato 2 ottobre 2010

FERMO IMMAGINE


Un sogno.

Mi trovo in un grande salone dove è in corso una qualche inaugurazione mondana . naturalmente in queste occasioni ci sono proprio tutti, dal rappresentante ecclesiastico, a quello politico, amministratori di grandi società, di ditte all'avanguardia, manager di aziende, una folta schiera di sostenitori di quello e quell'altro partito, colleghi di lavoro, gente comune imbucata chissà come, ma perfettamente a proprio agio .
Insomma vi sono miriadi di persone che sciamano tra i corridoi e le stanze del grande palazzo.
C'è un fitto vociare, un intenso stropiccio
di piedi e di vesti che si sfiorano, di odori confusi con i profumi di cibo e di glamour.
E poi si cominciano a formare piccoli drappelli di persone eleganti agli angoli delle stanze che sorridono e conversano.
D'un tratto, quasi fosse la sequenza di un film d'essai, la scena s'arresta. in un fermo immagine.
Il gesto si fissa nel bicchiere sollevato, nel so
rriso sulle labbra , nell'espressione attenta alla conversazione.
L''inquadratura, quindi, s'allarga e abbraccia l'intero salone: non si riesce a riconoscere un soggetto dall'altro confusi come sono ora in questa loro fissità irreale ed inquietante.
Io vago per il Palazzo, unica comparsa mobile, tra corpi rigidi e muti. Non si sentono più scoppi di risa , accenti arroganti, atteggiamenti affettati , sorrisi di sufficienza, ostentazioni di capacità effimere. .

Tutto tace, candido ed innocente.
Ed ecco che, all'improvviso, l'occhio del grande fratello, in uno zoom repentino ,punta il suo obiettivo verso un drappello e scrive a mezz'aria sopra la testa di uno dei componenti :
" QUESTA PERSONA E' PIRLA"


Quindi l'inquadratura s'allontana e la sequenza della scena riprende esattamente dal momento dell'interruzione, se non fosse per quella sottile differenza,: La presenza di quella piccola etichetta eloquente che permette di definire chiaramente un soggetto che poteva essere confuso, non si sa mai, con una persona rispettabile.





MOSTRA VALENZA