venerdì 17 dicembre 2010

IL DIPENDENTE MEGALOMANE: OVVERO NON MI CHIEDERMI COME MAI

E poi c'è ancora un particolare genere di dipendente che non esclude altre categorie , ma anzi, le rafforza e le completa. E' la figura di colui che ha la presunzione di essere capace di lavorare.

Il Dipendente Megalomane.

E' quello che, probabilmente in tempi lontani, avendo dovuto scegliere tra la morte e la profonda stupidità , sopravvisse e tuttora propera immancabilmente nei meandri degli enti pubblici.

E' il classico tipo sfisicato, emaciato, occhi torvi senza sguardo con l'espressione del mento bifido che tradisce la illusoria convinzione d'essere competente.

Non divide , nè condivide alcuna cosa fuorchè gli insuccessi: quelli sono degli altri che non hanno visto, che non capivano. I successi non ci sono mai , ma il dipendente Megalomane non è affatto turbato: basta andare in giro a rivendicare il buon esito del suo lavoro ed ecco qua che è bello che confezionato il successo.

Il Dipendente Megalomane è una specie di agenzia di sondaggi che comunica personalissimi dati di ascolto, una specie di questura che da i numeri tutti sballati dei cortei, una specie di bradipo che conta i propri passi credendosi una gazzella.

Lui mi fa ridere, perchè è convinto di contare molto nel grande gioco di società , invece è solo uno che annaffia i fiori nel giardino dei padroni e che il suo tempo consumato diventerà solo tappezzeria sbiadita e fuori moda. Anni 70: un orrore.

Povero caro, il dipendente Megalomane . Lo vedo col batticuore mentre nei corridoi e nelle agorà cerca di guadagnarsi a caro prezzo una visibilità da miserabile.

Ma come dice Oscar Wilde: " Riguardo ai poveri virtuosi si può avere pena di loro, ma non li si può certamente ammirare"

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