domenica 12 settembre 2010

CITTA' DI VALENZA: COMMEMORAZIONE ANNIVERSARIO DELL'ECCIDIO DELLA BANDA LENTI



Il corteo ripercorre le strade che videro l'eccidio


Ogni anno la città di Valenza commemora l'eccidio della Banda Lenti.
Ho già scritto di questi ragazzi in un post di un anno fa.
Il termine " banda" fa pensare a qualcosa di " banditesco", invece vuole sottolineare il legame che c'era tra i ragazzi .
Erano ragazzi giovanissimi e senza alcun amore per le battaglie.
Si trovavano nella piazza del paese , studenti, figli di fornai e ciabattini. Passavano le serate a scherzare ed anche a prendersi in giro su cose di politica. Avevano venti anni. Pensiamo ai ragazzi di venti anni come sono ora. Non credo che fossero molto differenti. Ma hanno avuto una intuizione da adulti. Hanno avuto il pregio di comprendere, dopo l'armistizio, che era tempo di cambiare.
Di cercare un altra via per il nostro paese, l'Italia. Chiamati alle armi, non si presentarono e cominciarono ad organizzarsi per boicottare l'azione delle forze tedesche che occupavano i nostri paesi in settentrione. Il resto è storia tragica.
Non vi parlerò di questo. Invece racconterò un episodio che è emblematico per ciò che diventò allora la resistenza. E' un brano di testimonianza illuminante se si vuole comprendere quali furono le molle che spinsero molti ragazzi sulla strada della lotta contro i nazi/ fascisti.


" Mio fratello è del 24, allora era di leva, ed è andato a presentarsi per fare il militare ( subito l'otto settembre le autorità della Repubblica di salò cominciò a richiamare alle armi i ragazzi) E' andato a Casale (AL) .
Lui, finchè si trattava di fare il militare normale, ubbidiva. Ma un giorno decisero di fare un rastrellamento e poratare via tutti i viveri dalle case. Mio fratello era un tiratore scelto, uno dei pochi in grado di usare bene la mitragliatrice e fu chiamato a farlo. Andarono in una cascina in campagna. c'era una vecchina di ottanta anni. Si era piazzata davanti alla porta dicendo: " E' tutto quello che abbiamo, due vitelli, è il nostro patrimonio. Il comandante ha preso la vecchietta e l'ha buttata in terra. e Mio fratello mi raccontò: " Mi son sentito ribollire il sangue, vedere questa vecchietta in terra, con le mani aperte , mi sembrava in croce. Ho fatto scattare la mitragliatrice ed ho detto: " Se andiamo via bene, se no faccio fuoco, ma faccio fuoco su di voi, perchè non si tratta così la nostra gente"
Mio fratello fu arrestato. La sera venne il comandante delle brigate nere a trovarlo in prigione e gli disse: " Ti ho portato un regalo" E gli diede una pistola. era una P38 . Gli ha detto" Vai"
Mio fratello disse" Sono consegnato per tre giorni"
Il comandante gli disse: " Ti faccio il permesso io per uscire." Mio fratello uscì e non è più rientrato. "

Ecco la storia.
Quando cammino nelle vie del mio paese, come oggi pomeriggio......
(abbiamo percorso in corteo le vie che videro il martirio di quei ragazzi) viene da chiedermi che giornata fosse stata quel 12 settembre 1944.
Era una giornata di sole come oggi, con le nostre strade silenziose e pigre? Era una giornata calda ed accogliente con la gente che s'affacciava ai terrazzi e si sedeva sulle panchine dei nostri giardini? E mentre Agostino Lenti girò il suo ultimo sguardo dalla macchina, in Viale Vicenza, intravide la valle col fiume che attraversa le rive di ciottoli bianchi e di arbusti profumati?


Il racconto è estrapolato dal libro di Daniele Borioli " La Banda Lenti"

5 commenti:

ferramroberto ha detto...

Salve,
sono roberto amministratore del blog

http://linuxfreedomforlive.blogspot.com

intanto complimenti per il blog

sono appena diventato lettore fisso del tuo sito attraverso il bannerino Google Friend Connect

volevo chiederti se potevi contraccambiare

ciao

Antonella ha detto...

ok

Only Me ha detto...

gran bel post anto,
un ricordo doveroso a chi ha reso nobile l'italia.
per un momento non voglio pensare a chi l'ha e la stà rendendo ridicola.

Paolo ha detto...

Bel post Antonella...

Antonella ha detto...

grazie a tutti. bacio