domenica 31 maggio 2009

CREDEVA FOSSE AMORE INVECE ERA UN CAMPER


C'era stato come il velo di Maya che aveva oscurato e intorpidito la sua coscienza, o meglio la sua percezione. Ma cos'altro poteva averla fatta agire se non una potente illusione ? Perchè la conoscenza, come dice Nietzsche, uccide l'azione e la paralizza nel dubbio e nell'incertezza. Invece per muoversi speditamente e trasognatamente si deve "immaginare. "
Si deve trasfigurare. Si deve equivocare. Dunque: l'occasione era stato un cenno leggero a cui aveva dato un valore ingiustificato. ma non c'era affatto , o meglio, era mediocre, ridondante di convenzionalità prestabilite, non acquisite ed elaborate, ma pedestramente memorizzate, scimmiottate, recitate. Un soliloquio sprovveduto. Eppure non c'era stato alcun inganno se non quello derivato da se stessa che aveva ascoltato le voci dell'anima confuse coi suoi pensieri malevoli e quasi mefistofelici. Non era nulla, SE NON il moto del suo spirito che tesseva e districava senza alcuna ragione matasse e grovigli artefatti. Lei pensava assorta e sconsolata sino a che vide il suo camper appena acquistato. Lo trovò bellissimo. Cominciò a visitarlo accuratamente. e mentre guardava e tastava i piccoli mobili in legno chiaro e il letto grande dell'abitacolo e la cucina e il pavimento e tutto, tutto quello che c'era intorno, mentre lei ammirava tutto questo senza sosta e senza respiro si accorse di come fosse, il resto, un gioco risolto, un atto in "mala - fede ", una distrazione lacerante, un fraintendimento dell'anima solitaria. Si distese gioiosa nel materasso arancione.
Domani sarebbe partita per la Toscana con il suo amato camper.
A presto, cari.

sabato 30 maggio 2009

COMUNE DI VALENZA: LISTA CIVICA E TUTTO IL RESTO CHE C'E'

Nella piazza del paese sembrava una gran festa. c'erano tutti i rappresentanti delle liste candidate alle provinciali di Alessandria. tutti quanti davano dei volantini e persino dei gadget.
Cosa mi è piaciuto signora maestra? Mah ... intanto vedere in forza il PD. Il partito democratico, intendo. Perchè adesso con le sigle si rischia di confondersi tra PDL e Pd non sembra esserci molta differenza di dissonanza e di assonanza. Dicevo dunque. Il PD era in forza: c'erano tutti e dieci i simpatizzanti. Avrei voluto fotografarli, ma poi il senso di vanità che sgorgava da tutti i loro pori mi ha frenato. Ho voluto punirli. Niente fotografie per loro. Tranne che per il mio democratico preferito. In fondo alla lista .( ma non come si diceva tanti anni fa)



lei .. lei chi è? Ma perchè l'hai portata con te? il suo ruolo ci spieghi qual'è?


belli come il sole: Mantelli, Bellini; Zeppa
PDL e LISTA CIVICA a confronto
Santapà della Destra sociale
il democratico preferito a colloquio con Borioli

C'era una bell' aria di festa tra tutti ma la gente non ne poteva più di essere caricata di volantini senza senso. Scommetto che non li leggeranno neppure. Oramai tutti parlano di una Provincia sostenibile e democratica. Sfido a trovare qualcuno che dica di volere disonestà e sfruttamento.
Noi della lista civica siamo piccolini. Ma ci siamo divertiti come gli altri. Il PDL aveva i cioccolatini e gli amaretti. Il PD se ne stava un po' in disparte cercando di mandare in avanscoperta la " nuova scoperta" ( bello il gioco di parole vero?) personaggio sconosciuto ai più , ma forse proprio per questo più affidabile di quelli conosciuti.
Mi sono pure lasciata andare ad una battuta sull'assessore al commercio.
Ho detto:" Certamente se si presentava lui era meglio. "
Nessuno ha riso. Ma ci siamo divertiti proprio per questo.

mercoledì 27 maggio 2009

ELEZIONI PROVINCIALI DI ALESSANDRIA - COLLEGIO VALENZA



Eccomi qui a presentare una persona a cui dare il proprio voto per le elezioni provinciali di Alessandria.
E' difficile votare per chi non si conosce personalmente e di solito si tende a seguire le direttive di questo e quel partito. Ma come ho scritto nel post di ieri è necessario guardare a chi lavora e come lavora.
Silvio Zeppa è un funzionario amministrativo nel Comune di Valenza da 30 anni (cioè da quando ne aveva 19) nel frattempo si è laureato in lettere moderne, si è occupato di attività culturali e sociali prima come presidente del " Palomar" un associazione culturale che organizzava eventi e manifestazioni culturali, e poi, quando il Palomar è stato chiuso per mancanza di fondi, come presidente di " Radio Gold" una radio locale che si ascolta in tutto il territorio alessandrino.
Attualmente è responsabile dell'Ufficio manifestazioni e Relazioni col Pubblico del Comune di Valenza. E' sul territorio di Valenza dalla nascita. Lo conosce, lo abita, lo vive e lo ama.
Non ha fatto politica da conferenziere, ma sullle strade lavorando al servizio pubblico. Ciò che fa si vede perchè è sempre stato a Valenza e ha operato nella città di Valenza.
Chiunque può contattarlo e può chiedergli conto di ciò che fa. Questo, credetemi, non è così consueto.

domenica 24 maggio 2009

COMUNE DI VALENZA MOSTRA FOTOGRAFICA E TONNO

al ristorante pennette e tonno




COMUNE DI VALENZA - MOSTRA FOTOGRAFICA E DI PIU'

Kikko: un uomo, una città ( ed anche un po' di campagna)

il meglio del PD

Ufficio Stampa , URP, e Gilberto Botter
visitatori mostra fotografica
Kikko sull'attenti

visitatori

visitatori

visitatori
mercatino in C.so Garibaldi

il PDL in forza
la forza del PDL

sabato 23 maggio 2009

COMUNE DI VALENZA_ MOSTRA FOTOGRAFICA - LAVORI IN CORSO

attento alle spalle



Matteo e Cinzia: i fotografi d'assalto

Kikko intrattiene il pubblico

occhio clinico

Silvio e Liviano intenti a fissare le foto

fotografi e tecnici in riunione per le decisioni finali

la posa migliore di Kikko

il meglio di un uomo
'
al computer per gli ultimi aggiornamenti

Kikko lavora


la tigre

Cinzia trasportatrice di grate


Kikko mi da gli ordini

COMUNE DI VALENZA - MOSTRA FOTOGRAFICA







PENETRARE LA NOTTE


Amo la notte. Quando la notte diventa un tempo caldo e silenzioso. Quando la notte diventa l'ora della lentezza e del minuto che può essere dilapidato e consumato in ogni respiro solitario senza alcun rimpianto. Sono piena d'energia, sono piena di pensieri e di odori potenti e nuovi. Sono piena di desiderio. Sono all'unisono col risveglio della stagione ardente, mi trasformo in erba verde raggiante che non rimane immobile al passaggio del vento leggero della notte, ma anzi, s'agita e si scuote ad ogni fremito dell'aria. La notte sta avanzando e diventa più piena e più densa. E' fatta di buio e di riflessioni per adesso quasi gioviali e voluttuosi. . Ti ho telefonato stasera. Ricordo la prima volta che ho sentito la tua voce, l'avevo concretizzata in un'immagine iridescente e snodata di suoni e sguardi soffici e spensierati. Ora che è calda e familiare la vedo rotolare in questa notte come una piccola palla di foglie e rami per dileguarsi nella strada. Mi dico sempre: " Non so cosa sei non so cosa sei" ma poi lo vorrei davvero sapere ? per afferrare a piene mani un a storia definita e quindi risolta ? Decisa ? immobile? Oppure , invece, non è meglio non guardare nel fondo di questa oscurità benevola, di questa domanda inevasa? Di questa stagione sconosciuta? ma è silenzio. E' silenzio. Ascolta. E' buio . questo tempo va vissuto come un' occasione di ozio e di oblio. Come una distrazione necessaria. Ho l'energia sufficiente per impiegare il palpito del mio pensiero nella riflessione e nella nuova canzone. La notte è splendida e cara e complice dellla mia spossatezza. Posso penetrarla come fosse un corpo caldo e accogliente, come un desiderio impellente. Come una passione impossibile.

mercoledì 20 maggio 2009

CHISSENEFREGA


Secondo le antiche leggende tutti gli eroi, per essere considerati tali, devono superare una serie di prove difficilissime. Come eroe dell'ultimo minuto non posso esimermi dal farlo. Dunque, eccomi qui pronta stasera ad affrontarle. Riempirò sette anfore di lacrime, consumerò sette paia di stivali lungo il sentiero e così via.
Stamattina non ero così. Me ne stavo rannicchiata al mio posto di lavoro priva di energie.
Ti ho detto che qualsiasi cosa , qualsiasi cosa tu potessi dire non avrebbe come interlocutore che il mio desiderio quale ascoltatore premuroso e benevolo. Sono altro, certamente. che sciocca a dirlo! Sciocca soprattutto a pensare, poi, che questo altro possa mai intervenire e decidere per me e per ciò che mi preme che non sia la mia accorata partecipazione alla carenza, al bisogno, alla privazione!
Sono piena di difese , ho armi in pugno e corazze d'argento e borchie d'acciao potenti e scintillanti. Sono piena di dubbi, di domande, di risposte stupide, certamente, sono disertore ingiustificato di questo momento che si aspetterebbe da me più ragionevolezza.
Machissenefrega! Cammino nella strada del paese e ho la strana sensazione di ergermi maestosa oltre la città inerte ed immobile. Cammino nella strada e mi piaccio molto. Scurissima e fulgente, ho gli occhi dappertutto, la piazza mi appartiene. Sono l'eroe combattente di questo cielo infuocato di azzurro.

martedì 19 maggio 2009

LA VITA CON FORMA


Non è forse la vera essenza della nostra esistenza la capacità di intrecciare legami? Non parlo di " relazioni" in generale. Ma del senso profondo che nasce magicamente tra persone che si riconoscono come piante di una stessa radice e misteriosamente si trovano e hanno la fortuna di affrancarsi. Spesso guardo le persone intorno a me. Non sono loro, non sono loro la spinta che può muovere il mio animo. Ma capita , è capitato che d'improvviso, ci sia un linguaggio comune ed una comprensione limpida che nutre lo spirito e da forma a ciò che andiamo a compiere. Questo "dare forma " ha il senso di imprimere significato alle nostre azioni, cioè al nostro stare al mondo. Ma è difficile. Molto difficile. Io ascolto, guardo gli altri e leggo. Ma non trovo il mio linguaggio. Non sono le parole che ascolto quelle per cui riesco a trovare significatività. Eppure conosco bene la modalità di comunicazione con l'altro essere umano. Riesco a farmi comprendere ed a comprendere. Riesco a condividere quello che si dice" il linguaggio comune" fatto di elementi e termini atti a permettere l'interazione. Ma, ugualmente, non mi basta e non mi appaga. non è qui che si realizza l'esistenza. Ma nella esplicazione di quelle risorse intime ed emozionali che ci fanno partecipare con tutta la nostra essenza all'incontro. Mi dico " smetto" . Smetto di guardare e di leggere e di angustiarmi perchè non riconosco il linguaggio, il suono è straniero e algido. La parola è incomprensibile alle mie emozioni. Non irrora il sangue, non affonda nella mia carne. Mi dico " smetto" . smetto di scrivere e di attendere: dalla cenere sepolta e crepitante non guizzerà la fiamma. Il linguaggio rumoroso non nutre e non consola. ma anzi, diventerà col tempo il silenzio chiassoso che accompagnerà la quotidianità della mia vita.
Questa quotidianità di merda. Bleah

venerdì 15 maggio 2009

SARAI IL MIO GATTO

Sarai il mio gatto dal pelo liscio e nero. Aprirò la mia casa al tuo passo vellutato. Ti farò mille e ancora mille carezze sul dorso docile e tu inarcherai la schiena col tuo modo segreto e sornione permettendo il passaggio della mia mano bianca sul tuo corpo flessuoso. Oh, sarai il mio gatto! Un gatto dal miagolio leggero e dal respiro della gola ansimante e del battito impaziente! Sarai il mio gatto! strusciante ancora ed ancora... e sinuoso tra le mie gambe nude a chiedere l'abbraccio ed il bacio con gli occhi incantati e lo sguardo neghittoso. Ti avvicinerai a me con le zampette morbide ed innocenti , io le avvolgerò tra le braccia e le mani e le labbra calde . Al mio ritorno dal lavoro ti stringerò tutti i giorni ed ancora... ancora ti accuccerai in ogni angolo della mia casa per te senza segreti. Rotolerai morbido e giocoso sul mio corpo risparmiandomi i graffi dei tuoi artigli nascosti tra le pieghe della carne felina. Micio adorato , il mio micio scuro e curioso ,ti insinuerai tra il tavolo di cristallo e i bicchieri della sala come piccolo predatore e padrone. Oh il mio gatto felice ! il mio gatto ! Nel balcone d'estate cercherai l'aria leggera della notte ed annuserai fiducioso i profumi della città calda. Tu, mio gatto amato! Sarai tra le mie braccia in tutte le giornate di sole e pioggia e sentirò il tuo " ronf ronf" nel petto mentre i tuoi occhi selvaggi si chiuderanno al sonno della notte senza paura.

giovedì 14 maggio 2009

IL DESIDERIO E L'ODIO

Sono il mio corpo: non mi illudo. Non ho che questo che rivela il piacere e la sofferenza. Posso non parlare, ma il mio corpo segnala il desiderio e l'odio come fosse un urlo nel silenzio. Questi si scioglie quale liquido segreto e impetuoso. Trema, il corpo, al segnale profondo del pensiero taciuto e non rivelato. Le mani lo attraversano nella carezza e le labbra bagnano di respiri caldi la pelle. Il corpo decide, autorevole e senza chiedere ma in ascolto del richiamo dell'anima. Eppure cosa diceva mai la mia anima quando non guardava che alla propria autoaffermazione? Quando cercava una verifica del proprio valore e nella voglia e nella sessualità e nel potere?
Siamo il corpo noi, lo forgiamo, lo alleviamo ipocritamente come bruchi noiosi e convenzionali senza riconoscerlo e liberarlo, come fossimo ectoplasmi preziosi e inattaccabili. Invece! Eccoci: Animali di sudori e sangue e liquidi spermatici trattenuti dalle determinazioni sociali, culturali e linguistiche. Pieni di borie e di paure. Arriviamo alla morte col vestito cucito addosso, ed il desiderio rimane inascoltato perchè ingombrante, eccedente, indignitoso, disordinato. Ma meglio così, meglio così. Mi dico. Altrimenti il cuore si spezza, la pelle si strappa dolorosamente. Non voglio. Non voglio dar ragione alla mente che libera le nevrosi sopite e le chiama desiderio. non è peggio allora?E cedere alla pazzia come fosse una buona novella, come fosse una nuova formula che rivelasse la pace e la beatitudine del corpo e dello spirito? Quale errore ! quale errore! non è così ! Non è così!
E poi quando fosse anche? Perchè Lasciarsi sedurre dall'incanto della visione di questa luce di fuoco, perchè lasciarsi trascinare da questa corrente che fluisce impazzita e senza meta?
In poco tempo tutto sarebbe altra cosa. Perchè il desiderio deve rimanere insoddisfatto e la voglia non può essere levata se non a costo di perderla.
Cosa rimane dunque del movimento del proprio desiderio che si esprime, del sangue ardente? Ha breve vita l'affanno della carne ; rimarrebbe tra le mani una storia consumata e direzionata all'ordine ed all'istituzione che invece ha fama d'essere inalterabile. Ma quale fine ingloriosa!


Non commentate, vi prego.

martedì 12 maggio 2009

MORTE A ROMA

Non sarebbe stato meglio non scrivere, non esserci, non indagare? Lei lo sapeva benissimo. In queste giornate trascorse a Roma aveva osservato in modo maniacale la gente sulla metro o negli autobus e per le piazze affollatissime di quella città. Aveva guardato le donne e gli uomini con una curiosità impudica e pelosa. osservava i vestiti, i piedi nei calzari più disparati. I visi accartocciati e confusi, distratti e persi nel vuoto. Anonimi. Aveva sbirciato tra i sederi, i seni e le gambe della gente senza ritegno. Aveva, poi, incontrato un uomo bellissimo. Lui l'aveva fermata credendola olandese e lei dapprima silenziosa le aveva risposto teneramente : " Sono italiana" Aveva passeggiato con lui a Villa Borghese. Aveva accettato serenamente il rituale delle storie personali " io ed io .. " ed ancora. Aveva gustato il sole caldissimo ed il senso di pace che le permetteva di sorridere ed esserci in qualche modo. Ma mentre parlava e rideva e chiacchierava, contenta, sapeva d'avere dei conti con se' stessa da risolvere. Non era dunque lei fatta unicamente di quelle scariche pulsionali e di quei bisogni infantili perversi ed autoerotici che l'avevano spinta a pretendere a imporre dunque, ciò che aveva chiamato amore? Aveva definito con termini complessi quel che era invece l'istinto alla seduzione di ciò che balugina e che non si concede. Non era forse una vocazione al potere lo sfogo che cercava? Avrebbe dovuto chiamare questo suo bisogno in altro modo rispetto a ciò che invece rivendicava. Altro?! Cosa? Cosa?

La verità era che lei non voleva darsi ma consumare, Incenerire. Non "condividere e fondere " dunque. Non progettare, non acquisire. Ma disperdere energia. Usufruire della compulsione nevrotica.
E il suo corpo veniva trascinato da questa smania della ragione irragionevole che si esibiva e che cercava l'appagamento di se', solo di se' quindi. S'accorse, lei misera, d'avere questi pensieri dolorosi mentre seduta alla panchina ascoltava l'uomo simpatico e si riempì di angoscia. Era lei, cieca e ingannevole, lei crudele e dannata che non si avvedeva dell'abisso oscuro e inevitabile in cui già si trovava. E a questo pensiero le parve quasi di morire.

mercoledì 6 maggio 2009

MOVIMENTO DEMOCRATICO - LISTA CIVICA




Per le elezioni nella Provincia di Alessandria si presenterà la Lista Civica Movimento Democratico crescere insieme per la Provincia di Alessandria

E' un movimento di persone, di gruppi , associazioni, comitati ambientalisti per cercare di ridare voce alle attese che la politica finora ha deluso.

Fanno parte di questa lista civica donne e uomini impegnati nel volontariato sociale, nella pubblica amministrazione.

Per Valenza 1: Silvio Zeppa ( in giacca arancione fila in alto) Responsabile dell'Ufficio Manifestazioni del Comune di Valenza

Per Valenza 2: Rosario Esposito. ( seconda fila il secondo da destra) Impiegato all'Ispettorato del Lavoro.

Diamo la possibilità alle persone che sanno lavorare di intervenire attivamente .