lunedì 14 dicembre 2009

PYRGI : RIPORTIAMO ALLA LUCE LA STORIA ETRUSCA

Approfitto dell'evento che più di tutti oggi ha attirato l'attenzione dei giornali per chiaccherare un po' della cosa che amo di più al mondo: L'ARCHEOLOGIA.
Da quattro anni ormai studio questa materia con tutta la passione che ho in corpo concentrandomi negli ultimi tre anni sull'etruscologia: in due parole gli etruschi: un misterioso popolo sulle cui origini ancora discutiamo (anche se oggi pare che la tesi più accreditata sia quella del'autoctonia, ma si parla anche di una possibile origine dall'oriente o dal nord), ancora non conosciamo bene la loro lingua, sulle loro istituzioni sappiamo poco o nulla, vediamo la loro ma conosciamo quasi nessun nome di chi produceva ciò che oggi ci è arrivato; un popolo, appunto misterioso di cui poco si sa, poco ci si informa passeggiando per l'Italia, eppure loro c'erano e si sono fatti notare piuttosto bene!Abitavano quella zona che sta tra l'Arno e il Tevere delimitata dal Tirreno e dagli appennini la Toscana e l'alto lazio insomma, confinanti (tra gli altri) con i latini da cui poi nascerà nel 753 a. C. (data dataci dalle fonti)la grande Roma; che la Toscana era una terra etrusca tutti lo sappiamo, pochi forse sanno che non era l'unica regione occupata da questo mitico popolo, infatti siamo ormai certi al 110% che essi occupavano l'attuale Emilia Romagna, più precisamente Bologna, Spina, Verucchio, solo per citarne alcune e successivamente la stessa Mantova da cui poi nascerà nientemeno che Virgilio, il quale era appunto un etrusco a tutti gli effetti; ma non solo la Padania anche la Campagna: Pontecagnano il centro principale nel sud ma ovviamente non l'unico. Un popolo dedito al commercio dei metalli e di tutti quei prodotti che producevano grazie alle risorse concessagli dalla natura (tutti conosciamo le potenzialità naturali di questa regione), proprio per questo conosciamo grandi porti facenti capo ad ognuna delle dodici città etrusche che si spartivano il territorio della toscana e del viterbese (che noi chiamiamo Etruria Propria per distinguerla dalla Campana e dalla Padana), alcuni tra questi sono PYRGI ( il più importante per noi studiosi) ma anche Gravisca, Regisvilla e molti altri.
INtroduco appena questo argomento perchè potrei dilungarmi davvero tantissimo a parlarne il mio obiettivo è chiedere di fare una piccola riflessione su quanto possa essere POCO FUNZIONALE, da parte di un qualsiasi governo italiano, tagliare i fondi alle ricerche e alle università, che si occupano di scavi importanto come quello di Pyrgi secondo per importanza solo allo studio sul colle Palatino a Roma, l'Italia ha il 70% dei beni culturali di tutto il mondo, purtroppo non ci stiamo impegnando a coltivare questa risorsa ed è luogo comune ormai che chi studia l'Italia non siano gli Italiani ma gli stranieri, di più i TEdeschi.
Vorrei aprire una piccola discussione sulla fuga di cervelli, ragazzi che lasciano l'Italia per poter fare ricerca e studiare, e chi come me fa questo lavoro perchè ama la sua terra, sono quasi Toscana e mi ritengo tale, per studiare un popolo importante devo lottare con unghie e denti più di quanto sia dovuto o devo andarmene per poi tornare con una cattedra a Berlino? Vorrei aprire una riflessione sul perchè non ci si impegna a investire in cose semplici come un piccone col manico in legno e uno scavo in riva al mare .

1 commento:

Antonella ha detto...

Perchè non posti le immagine degli scavi che avete fatto? sarebbe bello che si sappia il vostro lavoro minuzioso e paziente.