giovedì 26 novembre 2009

L'AMORE AI TEMPI DELL' AVIARIA


Ho assegnato al mio corpo le passioni che abitavano l'anima e che non avevano voce. Io non le conoscevo eppure le sentivo. Allora ho lasciato che le mani e i fianchi le interpretassero ma indegnamente, ma artificiosamente, ma ingannevolmente.
E ho consumato il tempo successivo a cercare di spiegarti e di spiegarmi che non era quello che volevo condividere bensì altro di cui ho perso le tracce.
In questi giorni nebbiosi ed umidi mi prendo cura del mio corpo come fosse uno straniero infermo: lo vesto accuratamente, lo nutro di acqua e CIOCCOLATA e di ogni cosa che più l' aggrada.
Ieri sera sera , per esempio, l'ho rimpinzato di patatine PAI.
Eppure mentre lo guardo diventare stanco, spossato, inerte e muto, so che non sono in esso, in ogni caso, d'essere altro da lui quasi totalmente. Mi adatto al suo passo con grande tenerezza.
L'ho mandato in avanscoperta a rappresentare le mie pulsioni così sfaccettate e talmente complicate da non poter essere raccontate.
Sono piena di nostalgia di quelle ore governate solo dai miei patimenti.
Sono piena di tristezza per non aver saputo riconoscerne la natura potente e immortale.
Li avevo accomodati nei salotti di questa città distratta, avevo dato loro nomi e ruoli definiti e accettabili.
S'erano mimetizzati tra i colori grigi di questo tempo tanto pieno di immagini da parere avvolto nel buio più totale. Ma non era il loro posto e si sono dileguati contro ogni mia volontà.
Non ne ho più nulla, se non discorsi verbosi, se non battibecchi senza contenuto.
Te l'ho detto: la mia intelligenza non mi risolve e non mi nutre. La mia intelligenza ha prove che non mi servono. Sono verità inincidenti al mio sentire. Sono altro da questo.
Ciò che c'è ora è una conversazione che abbandono. Non ho scelta.

13 commenti:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Bellissimo post: secondo me, hai un futuro da scrittrice, magari di novelle :)

vitaedamore ha detto...

Chi dice che non ai scelta? Chi dice di abbandonare una conversazione che potrebbe essere scandagliata ulteriormente?
Noi non siamo il nostro corpo. Mai. Siamo altro.
Ma esso ci rappresenta. Degnamente o meno. In un mondo materiale e sterile.
Nel mio salotto c’è posto. Quando vuoi….

Vittoria A. ha detto...

E' vero Antonella, l'intelligenza e il sentire sono cose profondamente diverse. E spesso l'una va contro l'altra. Anche sto cercando di ascoltare il mio corpo in questo periodo ma e' come se opponessi un rifiuto, non riesco a sentirmi.
Ti abbraccio

Lila ha detto...

"corpo", come lo chiamo io, ultimamente è quello che tenta di ricondurmi alla ragione. Non lo ascoltavo,e lui s'è messo ad urlare. Una mano mi ha schiaffato sull'asfalto, e corpo mi sta traendo fuori, con la forza dei muscoli scaldati ogni mattina dal buio che avevo dentro, prima della caduta.
No, non siamo questo, ma neppure non lo siamo. Una cosa Una, solo apparentemente divisa.
un pensiero affettuoso
Lila
(p.s. mi piace un sacco quando e come scrivi di queste cose!)

Antonella ha detto...

Vincenzo, grazie, ti avrei voluto come mio professore. ma più che novelle magari scriverei drammi... sono un tantino più portata....

Antonella ha detto...

Ciao Vitaeamore eh lo so che il corpo è la nostra immagine e con quella ci conoscono e ci amano. Mi piacerebbe avere un posto nel tuo divano. Grazie per avermelo offerto.

Antonella ha detto...

Davvero, Vittoria, non riesci a sentirti ? E' come per me veramente trascinare un peso ingombrante.Ti bacio

Antonella ha detto...

Lila, appunto la caduta... sembra che bisogna avere una forza pazzesca per raccogliersi. Ma forse più che ricondurree alla ragione il corpo ci riconduce all'essenzialità dell'esistenza. Grazie di ciò che hai scritto.

hampjurt ha detto...

Non avere scelta: ottima scelta.

Antonella ha detto...

Hampjurt, quando non c'è scelta è intelligente approfittare dell'unica possibilità.

gillipixel ha detto...

"...Sono verità inincidenti al mio sentire..."
Questo piccolo passo, da solo, vale mille libri...
Anto, sei un'acrobata dell'anima :-)

ragazza perbene ha detto...

il sentire appartiene a ciò che di più autentico siamo, l'intelligenza appartiene alla sfera del raziocinio, anche se esistono tanti tipi di intelligenze, come quella creativa e intuitiva. Il corpo talvolta risponde ad una, talvolta all'altra. L'ideale sarebbe se rispondesse ad entrambe nella giusta misura. Grazie per esserti inserita fra i miei 'sostenitori'.Benvenuta. Baci.

Antonella ha detto...

ragazza perbene, parliamo un po' la stessa lingua. Per questo.