giovedì 2 luglio 2009

OGNI VOLTA CHE SCRIVO

Ogni volta che scrivo mi pare debba essere l'ultima volta.

Perchè lo scrivere, confuso in mezzo a tanti altri bisogni di scrivere altrettanto impellenti ma in fondo superflui, trasforma ogni spazio scritto in qualcosa che si poteva evitare.
Un Blogger in un post intitolato " Nessuno è meglio di me" ha scritto: "scriverò solo quando avrò qualcosa da dire e che sarà necessario scrivere." Ma ciò che ha scritto successivamente non si poteva certo definire " qualcosa da dire o necessario da scrivere" : era invece il frutto di un suo bisogno convulso di autoaffermazione e di consolazione. Niente che possa considerarsi utile od interessante. Non è il solo, naturalmente.
Tutto ciò che leggiamo, a meno che non provenga da una persona in grado di elaborare nuovi concetti , nuove possibilità di riflessione o che sia dotato di capacità di comunicazione ed elaborazione mentale, tutto ciò che leggiamo, dicevo, è accessorio .
Ho la vaga impressione che ciò che lo rende interessante per il lettore sia solo il trasporto affettivo che lo induce verso chi scrive. Niente altro.
Mi chiedo: cosa dunque, ti spinge ad interessarti di una frase anzichè un ' altra? Probabilmente una parola letta o sentita ad un certo punto ti mette a confronto misteriosamente con i tuoi fantasmi oscuri e sconosciuti che con il loro risveglio repentino ti permettono di " dare un contenuto vitale" al tuo mondo.
Perchè non c'è "il mondo" . Perchè non c'è "il giusto" Perchè non c'è "la verità."
C'è il tuo mondo, c'è la tua verità. C'è il tuo palpito segreto e a volte inspiegabile.
Quasi mai giustificato.
Ma d'altra parte la vita è brevissima : non faremo in tempo a comprendere l'inganno perchè troppo occupati a scrivere. Per fortuna.

18 commenti:

dilaudid ha detto...

commenterò solo quando avrò qualcosa da dire e che sarà necessario commentare.

Antonella ha detto...

lo hai fatto.

Brigante ha detto...

Il mio commento è necessario o superfluo?

Antonella ha detto...

@Brigante: Carino questo giochino per/verso: dovremo farlo più spesso.

dilaudid ha detto...

quando mi verrà il trasporto affettivo? o sono già stato colpito?

rosy ha detto...

Versi per versi,parole per parole, pensieri per pensieri, tutto fa brodo in un mondo dove ogni verità certa non esiste
Palloncini siamo e nell'aria volteggiamo, fino a che un brigante qualunque con il suo sigaro si diverte a far scoppiare ipalloncini

ciao Antonella commento delirante

rosy ha detto...

Antonella fa attenzione ad al capone

Pupottina ha detto...


scrivere è un'esigenza per alcuni, un bisogno che soolo così trova il suo sfogo.
non importa quello che si scrive, perché non sempre c'è il desiderio vero di comunicare, ma solo di affidare qualcosa ad un mondo diverso o semplicemente illudersi che scrivendolo ce ne espropriamo... anche se non è del tutto così...

Pupottina ha detto...

rispondo: anche una semplice trasformazione come il colore dei capelli a volte ci può aiutare a sentirci meglio... certo ci sono i piccoli cambiamenti, come ci sono i grandi... ma è normale che sia così. ognuno fa i conti con il proprio equilibrio ...
buon proseguimento

^______________^

stella ha detto...

C'è anche chi ama srivere tanto per scrivere...e bearsene poi!

Antonella ha detto...

Ciao Stella!! é vero quello che dici, e questo è ancora più grave perchè la parola è espressione di un pensiero e privarla del suo necessario significato è distruggere la comunicazione tra gli esseri umani.

Antonella ha detto...

Rosy, tu dici delle cose che sento con una leggerezza ed una facilità che mi piace molto

Antonella ha detto...

Pupottina dici che diventa una specie di conato?

Antonella ha detto...

Dilaudid, personalmente se mi soffermo io ho un trasporto e non sto parlando di traslochi

Inés ha detto...

.."tutto" può essere necessario e superfluo.. diverse prospettive, diversi umori, diversi bisogni. Non importa quanto di quello che lasciamo arrivi, ma che ci liberi e un po' ci trasformi, perché la scrittura per molti è l'unica terapia contro il dolore dell'anima.. un abbraccio cara antonella

Antonella ha detto...

Ines, è vero anche questo: si scrive per stare meglio, ma poi non c'è il pericolo che se da una parte placa il dolore, dall'altra asseconda il nostro male di vivere cioè la scrittura come strumento complice della propria pazzia ? io scrivo e legittimo ciò che provo il mio stato d'animo che dovrebbe essere elaborato, vinto, superato nella consapevolezza della sua negatività? Beninteso, io credo che tu abbia proprio centrato il punto. Ti abbraccio

dilaudid ha detto...

al capone è innocuo

Antonella ha detto...

certo che lo è