sabato 11 luglio 2009

IL DOLORE ALLE CINQUE


Non esiste una vita lineare. Una strada sicura, un percorso stabilito.
Rispondere alla propria anima significa porsi delle deviazioni, delle trasgressioni . Molti, per paura, non vogliono ascoltare il richiamo. Ma si condannano ad una vita stereotipata, inautentica.
La coscienza è variegata, confusa, fuorviante. Posso innalzare muri che le impediscano di compiere movimenti bruschi, posso avere lo stesso volto per tutto il tempo, ma so che il mio cuore comincerebbe a dimenarsi ferocemente, strapperebbe la corda e fuggirebbe lontano. Non ho che la scelta di affrontare l'antro che mi è destinato. Non ho che la scelta di incontrare le forze della mia essenza profonda e seguirla e cederle amorevolmente e nutrirmi alla sua fonte sapiente. Non posso fare altro che rispondere alla sua natura essenziale.
Incontrerò il dolore. E' già successo. So come può essere straziante. So come può essere distruttivo. Potrebbe piegarmi, uccidermi. Ci ha già provato. E' un serial Killer spietato. Colpisce quando abbassi la guardia, quando sei distratta e debole. Quando sei mortificata. Ma so che non fa parte di me : è solo un visitatore importuno. E' un ospite sgradito.
Suonerà alla porta di ingresso ed io non potrò che farlo accomodare nel soggiorno.
Lui si siederà comodamente sul divano e, molto gentilmente sarò costretta ad ascoltare il suo lamento cavernoso. Mi alzerò per preparare il tè con i pasticcini. Lui si ciberà avidamente di ogni mia pietanza.
Ma alla fine il dolore dovrà andarsene. Per forza.

3 commenti:

stella ha detto...

Molto significativo questo post, mi piace molto...
Dolore da trattare con superiorità, quando arriva, sapendo che poi se ne andrà sconfitto, se ne avremo la forza.

L'Infedele ha detto...

Il dolore infierisce proprio là dove si accorge che non è sopportato con fermezza. Poichè il ringhioso dolore ha meno forza di mordere l'uomo che lo irride e lo tratta con disprezzo.
(William Shakespeare)

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

cara antonella tu viaggi con il cuore e con la mente, ma i piedi restano a terra, proprio in questo ultimo periodo mi tornava in mente un modo di affrontare a realtà, non in maniera stereotipata che ha ucciso ogni buona idea di giustizia etc..Ma nenche rassegnarsi , come cita J. Morrison, che cioè siamo solo degli automi dentro un sistema deterministico di causa ed effetto, in cui l'unica via di uscita sarebbe losballo. Restare sul filo del rasoio,sfrenado un po' l'inconscio, per far saper alla ragione cosa vogliamo.