lunedì 6 luglio 2009

GIORNALISTI ALLA RICERCA DEL MAL DI PANCIA


il motorino dell'autrice del Post con sopra l'autrice. OOOOHHH


Ok, stamattina volo basso.
Sabato, in spiaggia, leggo "la Repubblica".
In prima pagina c'era il titolo: " Stupro a Roma". Leggo l'articolo. Sorvolo sul testo. Questa urgenza di dare un ruolo sociale ad un criminale chiamandolo " stupratore seriale" mi inquieta un po'. Ma la cosa che più mi ha infastidito è stata la pubblicazione al fianco dell'articolo in prima pagina di una immagine di scarpe di modello elegante con la didascalia" le scarpe della vittima" . Ora: mi chiedo l'utilità di quella foto. Poteva servire per spiegare in modo più dettagliato la dinamica del criminoso fatto? No davvero. Tramite la visione di quelle scarpe il lettore avrebbe potuto capire di più o meglio ciò che era avvenuto? Per niente. Forse ai fini dell'informazione può interessare sapere quale indumento ( jeans gonna o altro) quale accessorio poteva indossare la vittima? nO. Questo perchè il giornalista del quotidiano non ha più come fine del suo articolo informare il cittadino ma invece ha come suo principale scopo di " suscitare emozioni" Vuole produrre commozione. Vuole far leva sulle sensazioni di " pancia" della gente.
La notizia diventa poi un optional, anzi la notizia è al servizio della fantasia e della capacità del giornalista di procurare impressione. Ed ecco allora immagini forti, scioccanti che niente aggiungono alla esposizione del fatto, ma solo a far esclamare"OHHHHH" e vendere più giornali. Ben vengano, allora, immagini di peluche, scarpe di vittime, borsette , motorini, soprattutto in prima pagina. C'è da competere con " Il Giornale" ed anche " Libero". Malgrado le sovvenzioni che arrivano dallo Stato, gli incassi non bastano mai. Dunque, avanti così, "Giornalisti "....


5 commenti:

gillipixel ha detto...

Ben detto, Antonella...anzi, aggiungerei di più: quando vogliono suscitare emozione va ancora bene, perchè ormai il target medio è diventato la morbosità pura...d'altra parte, non si può pretendere più di tanto dalla mercificazone generale della realtà che è in atto: il denaro è diventato la misura di tutto e ogni mezzo e contenuto viene livellato sui suoi dettami

Antonella ha detto...

Ogni cosa è lecita pur di vendere. E quel che è peggio che vogliono vendere tutto.

dilaudid ha detto...

non è meglio non comprare questo giornale evitando quindi di finanziarlo? io trovo che tutto quello che non ci riguarda possa essere morboso

gillipixel ha detto...

il peggio del peggio di questa perniciosa tendenza viene toccato da "Studio aperto", il tg di Italia 1...quello mi provoca veri e propri moti di indignazione e un grande senso di sconsolante schifezza

Antonella ha detto...

Diciamo che " la Repubblica " sembrava essere uno dei pochi quotidiani seri, ma ormai questo tipo di condotta sta contagiando tutti.