giovedì 16 luglio 2009

STORIA DELLA BIMBA VULNERABILE E LA PACE NEL MONDO

......................................................................la bimba

La bimba sembrava sempre così vulnerabile rispetto alle altre bambine. Aveva uno sguardo così allarmato ed indifeso che metteva inquietudine.

Per molto tempo dopo che la bimba era nata non veniva chiamata con il suo nome che era Giulia, perchè sembrava che questo nome burocratico, non si intonasse con l'immagine di essere fragile, di esserino piccolo e delicato quale lei rappresentava. Più che una bimba sembrava un fiorellino di campo ancora ignoto alla botanica. Sembrava un insetto colorato e raro. Persino la sua voce sembrava un verso sibilante di piccola bestiola prigioniera. Allora veniva chiamata: "La bimba" con quel tono deferente e sommesso che si usa per le cose ancora non identificate e che potrebbero rivelarsi tutt'altra cosa da quella ipotizzata.
La bimba dormiva pochissimo e mangiava ancora meno. Masticava a fatica e non deglutiva : sembrava quasi che per compiacere l'adulto, la bimba accettasse suo malgrado il cibo per trattenerlo in bocca non sapendo in quale altro modo utilizzarlo.
La bimba non amava tenere le scarpe. Quando la sua mamma gliele metteva, la bimba la guardava allibita e diceva: " No - No - No".
Sembrava di obbligarla ad una costrizione contronatura tanto che la mamma si chiedeva se per caso non fossero stati gli umani a sbagliare mettendosi ai piedi quegli strani aggeggi.
La bimba non amava i rumori forti. Si spaventava facilmente. Ad ogni rumore molesto ( ed anche una voce sgradevole per la bimba era un rumore insopportabile) la bimba aveva degli scatti nervosi come se stesse per cadere in un precipizio senza fondo.
Allora la mamma cercava di contenerla con le mani e le braccia. La avvolgeva completamente con il proprio corpo per non farla disperdere nel vuoto come fosse una specie di liquido traboccante. Era una piccola ameba di latte ed acqua che dilagava nel mondo quasi senza controllo.
La mamma aveva sempre paura che alla bimba capitasse qualcosa di terribile. I primi anni di vita per la sua mamma furono anni caratterizzati dalla paura.
Si ricordava, la mamma, che quando era entrata in ospedale era entrata sola e vestita di nero con una piccola valigia scura. All'uscita, invece, aveva una carozzina gialla e rossa con dentro la bimba. Aveva una copertina rosa e viola, insomma, era piena di colori! Non le pareva possibile che poteva portare via la bimba senza pagare nulla. Aveva una cosa in più e prima la bimba non era stata di nessuno.
Un qualcosa di nuovissimo.
La bimba era molto leggera. La mamma la poteva tenere con una mano sola e non faceva alcuna fatica.
La bimba muoveva le braccine e le gambine come un piccolo ragno impazzito. La mamma non pensava che alla bimba perchè la bimba occupava tutto il tempo della sua vita.
La prima volta che la bimba aveva visto il mare aveva cominciato una specie di danza con le piccole braccia protese all'acqua e con la vocina sottile che diceva: " Il ma... il ma.." e la mamma , allora, che sino a quel momento era sempre stata distratta, presa da riflessioni su come l'esistenza fosse crudele e matrigna, s'accorse, d'improvviso, della straordinaria maestosità del mare e lo guardò sbalordita come lo vedesse per la prima volta.
Fu da allora che la mamma, a poco a poco mentre portava in giro la bimba, cominciò ad osservare le foglie, i fiori e le stagioni, le giostrine dei giardini, i giocattoli e l'arcobaleno. Fu così, dunque, che la mamma fece pace con il mondo.

9 commenti:

giardigno65 ha detto...

che bella !

drummer ha detto...

Straordinaria

Maila ha detto...

Dolcissima Bimba!

gillipixel ha detto...

bello questo racconto...sfiora certe note intense...brava...

Piero. ha detto...

Per un po' ho pensato alla cosa più stupida: sapere chi fosse la bimba e se nella foto fosse lei ad essere ritratta. Poi il racconto mi è entrato dentro con una forza evocativa straordinaria. vedi che pochi e scarni commenti? e' così che funziona quando ci sitrova davanti alla poesia. Sei un imbrogliona dei sentimenti e delle emozioni, cruda e beffarda, tenera eterea e delicatissima assieme, ho smesso di chiedermi chi sei perchè sei così e tanto basta. Forse fare pace con il mondo, almeno una volta sul serio, serve ad andarsene con meno rabbia dentro.

Brigante ha detto...

Io dico che la bambina nella foto è quella di cui si parla nel post.
Una favola commovente.

Massimo ha detto...

Ciao Antonella,
evviva i bimbi ....bel post...
ciao ciao

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Non è "per caso" che conosci meglio la mamma della figlia? La figlia la conosci molto bene, ma mai comunque come la mamma...

Antonella ha detto...

La mamma è cresciuta ed è irriconoscibile. la bimba è sempre misteriosa. La smorfia della bocca appena accennata tradisce la sua invulnerabilità primordiale.