giovedì 14 maggio 2009

IL DESIDERIO E L'ODIO

Sono il mio corpo: non mi illudo. Non ho che questo che rivela il piacere e la sofferenza. Posso non parlare, ma il mio corpo segnala il desiderio e l'odio come fosse un urlo nel silenzio. Questi si scioglie quale liquido segreto e impetuoso. Trema, il corpo, al segnale profondo del pensiero taciuto e non rivelato. Le mani lo attraversano nella carezza e le labbra bagnano di respiri caldi la pelle. Il corpo decide, autorevole e senza chiedere ma in ascolto del richiamo dell'anima. Eppure cosa diceva mai la mia anima quando non guardava che alla propria autoaffermazione? Quando cercava una verifica del proprio valore e nella voglia e nella sessualità e nel potere?
Siamo il corpo noi, lo forgiamo, lo alleviamo ipocritamente come bruchi noiosi e convenzionali senza riconoscerlo e liberarlo, come fossimo ectoplasmi preziosi e inattaccabili. Invece! Eccoci: Animali di sudori e sangue e liquidi spermatici trattenuti dalle determinazioni sociali, culturali e linguistiche. Pieni di borie e di paure. Arriviamo alla morte col vestito cucito addosso, ed il desiderio rimane inascoltato perchè ingombrante, eccedente, indignitoso, disordinato. Ma meglio così, meglio così. Mi dico. Altrimenti il cuore si spezza, la pelle si strappa dolorosamente. Non voglio. Non voglio dar ragione alla mente che libera le nevrosi sopite e le chiama desiderio. non è peggio allora?E cedere alla pazzia come fosse una buona novella, come fosse una nuova formula che rivelasse la pace e la beatitudine del corpo e dello spirito? Quale errore ! quale errore! non è così ! Non è così!
E poi quando fosse anche? Perchè Lasciarsi sedurre dall'incanto della visione di questa luce di fuoco, perchè lasciarsi trascinare da questa corrente che fluisce impazzita e senza meta?
In poco tempo tutto sarebbe altra cosa. Perchè il desiderio deve rimanere insoddisfatto e la voglia non può essere levata se non a costo di perderla.
Cosa rimane dunque del movimento del proprio desiderio che si esprime, del sangue ardente? Ha breve vita l'affanno della carne ; rimarrebbe tra le mani una storia consumata e direzionata all'ordine ed all'istituzione che invece ha fama d'essere inalterabile. Ma quale fine ingloriosa!


Non commentate, vi prego.

2 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Siamo solo Noi, chi altri. Chi se non Noi a spezzare le catene, ad essere contro tutto e tutti..chi altri per amore.

Antonella ha detto...

E' vero Maurizio! grazie