mercoledì 8 aprile 2009

TERREMOTO:NON SCRIVERÒ SU QUELLO CHE È SUCCESSO

Non ho parlato affatto di ciò che è successo. Neppure lo farò ora. È troppo facile invitare alla riflessione come qualcheduno ha fatto con piglio saccente ( come se invitare alla riflessione fosse un segno di personalità riflessiva) Riflettere su che? E la parola solidarietà è stata pronunciata e scritta talmente tante volte da renderla quasi priva di contenuto. L'immagine del mondo attuale non si concilia con il concetto di relazione, di comunione, di collettività. Non viviamo che in modo individuale, chiusi in case mononucleari, in attività solitarie, in pensieri e sentimenti egocentrici. Il danno del prossimo rimane in ogni caso staccato da noi, pur se vicino anzi, quasi ci tocca. Ma il senso reale della condivisione, della interazione non abita le nostre case e le nostre abitudini. Il dolore, poi, non è condivisibile e non possiamo parlarne come se ci appartenesse. È doveroso contribuire alla ricostruzione, alle soluzioni del danno, ai provvedimenti da intraprendere. È d'obbligo che lo Stato sia presente finanziariamente e che si adoperi e che non ci distragga con chiacchiere inutili. Gli avvenimenti sono sempre vissuti soggettivamente e permettersi delle ipotesi sentimentali non è rispettoso per chi vive veramente e dimora nel disastro e nell'accadimento. Per questo non ho scritto e non scriverò mai su quello che è successo.
Il dolore merita rispetto. Il danno deve essere riparato.

18 commenti:

Marianna ha detto...

ABBIAMO TUTTI MANDATO DEI LINK DEI CONTI CORRENTI , NON SI RIFLETTE SI AGISCE FALLO

kikkus ha detto...

agire postando link di conti correnti?
credo che chi voglia versare, non abbia bisogno di leggere qui, o su altri blog, i numeri di conti correnti.
Ne è piena la tv, i giornali.

il viandante ha detto...

Cara Marianna,
ora ci manca solo che mettere dei link sia come dire: "anche io do il mio contributo e la mia coscienza dorme tranquilla, non sotto una schifosa tenda ma con un cuscino e una coperta che sento mia".
Ma per favore!
Ma la piantate di essere così semplicemente banalotti?
Se veramente volete far qualcosa, tacete.
Non per questo avere un blog significa compartecipare!
Dice bene Antonella.
Oggi è il tempo del vissuto singolarmente individuale.
Oggi chi parla dell'altro lo fa per se stesso.
Oggi c'è bisogno di una riflessione sul linguaggio e sulla realtà.
Oggi tante persone meriterebbero di essere messe a tacere.
Possibile che ogni blog debba contenere tanta superficialità e tanta ipocrisia?
Antonella, meglio rassegnarsi.
Oggi le voci isolate sono destinate a vivere postume.

Baol ha detto...

Le riflessioni, in alcuni casi, in 'sto Paese sono solo parole vuote

Mi chiamo Forrest... ha detto...

visto che la parola solidarietà è stata usata troppe volte ed è ormai priva di ogni contenuto, consiglierei di lasciar crepare di freddo, fame, epidemie etc... i poveri terremotati d'Abruzzo.
Credo che sia peggiore della solidarietà finta solo l'anticonformismo a tutti i costi...

Antonella ha detto...

@Mi chiamo Forrest: non hai letto il post, ma non importa . Leggi solo l'ultima riga. non so se hai voluto un nick che ti facesse candido a tutti i costi.

kikkus ha detto...

@Forrest, ripeto (amo essere petulante, ripetitivo e noioso):
di numeri di conti correnti, di numeri di telefono e per inviare sms sono pieni tutti gli organi di informazione "seri".
Potrebbe essere auspicabile utilizzare quelli che appaiono sui quotidiani, o sulle tv, piuttosto che quelli letti su internet.
Questo non vuol dire fregarsene, ma solo usare il cervello.
Tra anticonformismo e finta solidarietà, di te spicca un forte perbenismo.

vitaedamore ha detto...

Adesso mi permetto la mia.
Credo che Antonella conosca almeno una parte del mio carattere tranquillo. Ma ora non posso proprio girarmi dall’altra parte e fingere di non aver letto.

Trovo stupido, irrispettoso ed oltraggioso discutere nei commenti su un fatto del genere!
A me non interessa se qualcuno asserisce che riflettere è inutile.
A me non interessa se altri dicono che i conti correnti non sono necessari.
Quello che mi interessa è il tempo che passa, mentre migliaia di persone hanno perso ogni cosa. Casa, vita, lavoro, radici, dignità, ricordi, passato, parte di futuro…. Ed alcuni si permettono di fare polemica!. Ma insomma! Fate quello che diamine volete, ma fatelo in silenzio e SUBITO, perché noi possiamo permetterci il lusso di spendere anche un minuto in più per discutere inutilmente: loro no! Agiamo! Come meglio crediamo, ma facciamolo! E cerchiamo di non farne sempre una questione morale o politica!
Ho sentito la disperazione. Ho sentito le urla. Mi è bastato per sentirmi un piccolo puntino che, però, può fare qualcosa (in mille modi!). Non ho intenzione di sentire anche le polemiche… Quelle proprio non le accetto in un contesto come questo!

Antonella ha detto...

@Vitaedamore: so bene come tu sia sensibile e comprendo la tua animosità. Ma cerchiamo per un momento di essere lucidi. Abbiamo veramente bisogno di continue esposizioni di dolori fine a se' stessi ? ci servono ? Forse per un giornalista è più comodo condurre una lunga diretta da “breaking news” (dopo) che realizzare una noiosa inchiesta (prima)
In un paese dove ogni anno che il padreterno mette in terra, governi di destra e sinistra, approvano un “decreto mille proroghe” dove si rinviano, spesso a mai, scadenze importantissime come quelle per l’applicazione delle norme antisismiche, è mille volte meglio evacuare l’Aquila a vuoto perché uno scienziato si sbaglia (prima) piuttosto che la processione di politici e sciacalli già pronti a lucrare sulla ricostruzione (dopo).

Forse non è questione di prevedere (i terremoti, le alluvioni, le fughe di gas, le catastrofi nucleari) ma di essere preparati, mettere il territorio in sicurezza, di essere un popolo in grado di affrontare il proprio destino con razionalità e non con fatalismo. Più che di angeli del fango ed eroi che salvano vite scavando a mani nude tra le pietre abbiamo bisogno (prima) di una merce ormai introvabile: progresso, progresso scientifico, progresso sociale, progresso culturale.
Ho la brutat sensazione che ci vogliano riempire di commozione invece che di normative funzionali. Ho la brutta intuizione che si servano della nostra sensibilità per celare il loro immobilismo.
Questo non vuol dire che non " senta" anche se non lo scrivo.
Non lo scrivo per rispetto. Per pudore del dolore altrui che non deve essere propagandato come un segno di bontà e di sensibilità.
Ma so tu come sei e ti sono sorella

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Il post l'ho letto ed è pieno di contraddizioni a partire dal titolo "TERREMOTO: non scriverò di ciò che è successo", ma subito sotto di che cosa hai scritto se non del terremoto? Volevi fare polemica sul fatto che viviamo in un mondo egoista ed egocentrico? Sarà anche vero, ma mi pare di aver visto un bel po' di volontari a L'Aquila... E sono convinto che arriveranno anche parecchie donazioni in denaro. Lo so, ora dirai: "E' troppo facile offrire un po' di denaro per mettere a tacere la propria coscienza". Io invece dico: "Ma chissenestrafrega! Anche un euro in più può servire a quella gente che ha perso tutto". E allora penso che ripetere infinitamente i numeri di conto corrente per fare donazioni in tutte la pagine web della rete, magari sarà banalotto e superficiale, ma alla fine potrebbe servire. Ed anche se tutto questo perbenismo e tutto questo conformismo portasse in Abruzzo un solo fottutissimo centesimo di euro in più, beh, permettetemi, ma io ne sarei cmq soddisfatto.

Antonella ha detto...

@Mi chiamo forrest: non hai ancora letto il post, nè i commenti che ti riguardano e neppure il titolo. O a questo punto ho il dubbio proprio che tu non abbia capito una mazza.
Non parlo di quello che è successo significa che non mi metterò in vetrina il dolore di chi ha subito il disastro nè esibirò il mio rammarico.
il resto prova a rileggerlo. Ma lentamente.....

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Ed invece ho letto proprio tutto e pure più volte...
Ed ho letto anche i commenti che mi riguardano e non solo i tuoi, ma anche quelli del viandante...
Tu non metti in vetrina il dolore dei terremotati e nemmeno il tuo rammarico, benissimo, scelta rispettabile e condivisibile, ma allora perché giudicare? "NON VIVIAMO CHE IN MODO INDIVIDUALE, CHIUSI IN CASE MONONUCLEARI, IN ATTIVITA' SOLITARIE, IN PENSIERI E SENTIMENTI EGOCENTRICI. ... IL SENSO REALE DELLA CONDIVISIONE, DELLA INTERAZIONE NON ABITA LE NOSTRE CASE LE NOSTRE ABITUDINI. IL DOLORE NON E' CONDIVISIBILE E NON POSSIAMO PARLARNE COME SE CI APPARTENESSE". Scusami, ma tutte queste convinzioni assolute da dove provengono?
E poi: "Oggi chi parla dell'altro lo fa per se stesso". Ma dove sta scritto?
"Possibile che ogni blog debba contenere tanta superficialità e tanta ipocrisia?" - Beh, meno male che c'è il vostro ad illuminarci, mi verrebbe da dire.

Antonella ha detto...

.."E sono convinto che arriveranno anche parecchie donazioni in denaro. penso che ripetere infinitamente i numeri di conto corrente per fare donazioni in tutte la pagine web della rete, magari sarà banalotto e superficiale, ma alla fine potrebbe servire.Credo che sia peggiore della solidarietà finta solo l'anticonformismo a tutti i costi." Ti ho riportato solo una parte delle tue frasi per rilevarti di quante convinzioni tu sia zeppo. ed allora la domanda che mi hai posto te la rivolto: Ma da dove ti arrivano tutte queste convinzioni assolute.
Non te la faccio perchè ognuno di noi ha le sue opinioni. Per quanto riguarda la mia il fatto che viviamo in famiglie mononucleari lo dice il momento storico ben diverso dal periodo ante guerra, ma non è lo spazio per dilungarmi su questo argomento.
Ora cominciano ( come hai potuto sentire in tv o sui giornali) a venire fuori le responsabilità e le azioni illegali commesse anche se ancora molti giornalisti tentano un approccio celebrativo e mellifluo dell'avvenimento. Travaglio ieri sera ha onorato le vittime nell'unico modo in cui si dovrebbero onorare: cercando di denunciare i responsabili e i colpevoli di una così imponente strage. Ma è una voce isolata in mezzo a tanti cantici fine a se' stessi.
Un'altra cosa: usi dei termini inopportuni anche se lo fai per provocazione, ma la parola macchia chi la pronuncia quindi anche te. Non usare( ma te lo dico con affetto) non usare più la parola" crepare" perchè è la tua anima che ne viene contaminata

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Credo che non ci siamo capiti...
Io la penso come te e come Travaglio (anche se mi pare un tipo che fa polemica sempre e cmq a tutti i costi per mettersi in mostra... un po' come Grillo) e se guardi il mio post sull'argomento ne avrai conferma.
Però fare di tutta l'erba un fascio non mi piace e far sentire egoista o egocentrico chi non lo è, non mi va giù come pure dare del sempliciotto a chi si è permesso di consigliare di inserire dei link per le donazioni ai terremotati d'Abruzzo.
Tutto qua...

Ciao

il viandante ha detto...

Certo che pensare che un tale come Forrest faccia il medico e non capisca ciò che Antonella scrive è molto grave. Anzi, gravissimo.
Forza Forrest, ne hia di tempo per capire.
In fondo, sei tu il medico, o no?
Hai messo su, Forrest, una polemica del nulla.
Complimenti!
Un vero pediatra del pensiero debole.

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Per fortuna che c'è lei sommo viandante della presunzione!
La polemica era soprattutto verso la sua immane spocchia!
E poi sinceramente non vedo cosa c'entra la medicina con la capacità di comprendere affermazioni palesemente contraddittorie... ed ancor più non vedo dove stia la gravità... la "gravissima gravità".
MA MI FACCIA IL PIACERE e la finisca di sputare sentenze inutili dall'alto di non si sa ben che cosa...

Complimenti a lei, vero profeta del qualunquismo anticonformista più finto!

Saluti

Antonella ha detto...

dove sono le palesi contraddizioni ?

il viandante ha detto...

Penso che l'amico Forrest sia leggermente incappato in quella che i linguisti chiamano "excusatio non petita, accusatio manifesta".
Io sono presuntuoso, lo so, caro dottore.
Ma lei è sinceramente stomachevole nel modo in cui scrive e nel modo in cui comprende ciò che effettivamente non comprende.
Ma ognuno ha i suoi limiti.
Pensi a fare il medico, per la scrittura ci vuole passione e talento. Lei scriverà pur sempre ricette, e continui a farlo senza inoltrarsi nei sentieri tortuosi del pensare.