venerdì 17 aprile 2009

LEI ERA ARRIVATA ALLA STAZIONE

Lei era arrivata alla stazione di Milano in una giornata di sole luminoso. Aveva attraversato la vasta piazza adiacente all'imponente edificio spinta da un vento caldo e gioioso. Era giunta al binario dove si trovavano tante persone piene di colori e trolley. Era immersa in quell'aria vaporosa di brusio festoso, di vestiti svolazzanti, di sollecitudini animose. E lei lo aspettava . Ma l'attesa non era un interruzione dell'istante, anzi, era ricca di prospettive premurose , di avvenimenti già vissuti , di speranze già sperimentate, in una mescolanza armoniosa di dedizioni provate e immaginate ed attese per i giorni insieme. Lei non sapeva cosa fosse ma aveva importanza trovare un nome a quel senso di svelamento del proprio essere profondo, quell'energia crepitante che la spingeva a muoversi ed ancora muoversi ed a compiere gesti e parole che trascendevano da lei e ne causavano una metamorfosi trasfigurante?
E' il desiderio che ci sostanzia dell'infinità dell'essere e fa emergere la nostra anima segreta, la nostra origine primordiale. Lei non aveva altri richiami se non il calore dell'incontro che avrebbe concretizzato il legame, che avrebbe plasmato l'amore. Non aveva un pensiero in mente se non la pulsione ardente che sgorgava dalla sua anima. Intanto il treno stava avanzando rumorosamente tra gli enormi pilastri d'acciao di quel giorno pieno di spazio lucente.

7 commenti:

Maurone ha detto...

Proprio lì.. proprio in quel momento!

L'Infedele ha detto...
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UIFPW08 ha detto...

E proprio vero..più si ama e peggio è

Antonella ha detto...

Oh sì Mauro. Quel momento.

Antonella ha detto...

@Maurizio:no, che dici.. non dire così. non devi pentirti di amare

UIFPW08 ha detto...

vorrei vedere te al posto mio

Antonella ha detto...

@Maurizio: io ti comprendo benissimo e pensa che ogni giorno per me è come fossi al tuo posto. Ma l'emozione che ti da questo sentimento deve riuscire a compensare l'inquitudine, i dubbi, le disperazioni. Devi insistere.