venerdì 10 aprile 2009

LA VIOLAZIONE

Non c'è una strada già battuta. Il sentiero è vergine. Non c'è una vita che ti difende alle spalle e ti chiama per nome. Il tuo nome ha una immagine di un'altra storia. Non hai eredità che ti tutelano.
I campi sono rigogliosi di fiori nuovi e non hanno visto altro che questo sole infuocato e giovane.
Ti eri piegata ai suoni ridenti , avevi sorretto mani tese ed inerti. Avevi deciso, stabilito, urlato.
Avevi raccolto e sollevato pesi con la determinazione di un progetto fondamentale.
Ora il passato mostra un delirio di immagini quasi inventate. Sono semplici cantilene che non hanno sostanza . Vivo come un predone del deserto che galloppa furiosamente saccheggiando di attimo in attimo questa mia vita indolente e sprovveduta . Nessuno lo sa: ho le chiavi in tasca del forziere di cui mi appresto alla violazione.

5 commenti:

il viandante ha detto...

Questo forziere è la capacità di poter esserci. Nel passato ritroviamo ombre. Nel futuro vediamo aggregati di nebulosità.
Il presente lo sentiamo perchè vivo e reale.

L'Infedele ha detto...

Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. (Lev Tolstoj)

Piero ha detto...

Insomma dimentichi o fai finta di non sapere che quasi tutto è risaputo per sentirti vergine? Non ho capito il commento del viandante. Se il passato è pieno di ombre e il futuro è "aggregati di nebulosità" che cacchio di vita è?

Antonella ha detto...

@Piero: ahi ahi Piero esordiamo male. Come fai a dire che tutto è risaputo? caro, non si sa nulla .. proprio nulla. la vita cos'è?! cavolo.. bella domanda. E' ora e qui. di altro non so. ma non cominciare con le domande difficili ..

il viandante ha detto...

Caro Piero, è una vita situata.
Ma sul termine "situata" - che è sia aggettivo che sostantivo - lascio stare.
Potresti annoiarti, meglio che tu conduca una vita "semplice".