giovedì 5 febbraio 2009

GLI ANNI EROICI

Lei era salita sull'auto. Aveva messo la cintura Aveva acceso il lettore con la sua musica.
Era il primo pomeriggio di un giorno di febbraio. Aveva imboccato il viale che attraversava la pineta, una macchia di verde scuro tra il sentiero d'asfalto. L'aria era leggera ed il sole si infilava tenue tra le fronde dei pini e la boscaglia.
Era presto e lei guidava senza fretta sfaccendatamente.
Spesso lei ritornava in questi luoghi .
Ritrovarsi tra quei colori familiari e la lunga pianura maremmana la rasserenava tutte le volte. Erano sue le strade e le lunghe pianure gialle e verdi distese intorno alla strada fin che poteva guardare.
Il senso di quei luoghi scorreva col sangue come forza purificatrice.
Lei chi era?

Aveva messo da parte l'idea di se' stessa e dei ruoli e delle abitudini consuete e delle immagini di superficie di cui era costituita. Da un po' di tempo lei si faceva spazio tra le pieghe di questa Antonella ( se pur presente e dominante ) e come spettatore di fiera si addentrava tra i cunicoli profondi del suo spirito per arrivare al nucleo cavernoso ed essenziale di sè. Per arrivare a quella parte che, liberata da strati di strutture e di vincoli, fosse autentica e rivelatrice del proprio esistere puro.

Per questo non voleva parlare di ciò che la indaffarava in tutti quei suoi giorni scanditi dalle regole ordinarie . Non sarebbe stata lei, non sarebbe stata lì , in quel luogo, con quel desiderio, con quell'attesa. Probabilmente, (e questo la faceva sorridere malignamente, ) probabilmente sarebbe stata a disquisire su un intervento da adottare per un servizio pubblico o avrebbe discusso dicendo: " io ... io " avrebbe preso caffè veloci nei bar del paese. Avrebbe camminato nelle vie del centro e nella Piazza polverosa. Forse avrebbe ascoltato l'ex marito, senza rispondere e senza comprendere. Avrebbe taciuto il dubbio, avrebbe atteso il silenzio. Avrebbe detto: " Sì Sì ... Facciamo... facciamo..." avrebbe salutato trattenendo l'ansia e la solitudine. Avrebbe aspettato. Frenato. Avrebbe supplicato. Sperato. In silenzio. Avrebbe detto: " NO... no... "
Ma era andata via.

Anche in quel momento c'era silenzio. Il vento leggero attraversava il suo corpo passando dal finestrino dell'autovettura.

Il suo viaggio aveva scavato nel fondo del pozzo e portava alla luce nuovi bisogni. Nuovi movimenti. Aveva rivelato un nuovo gioco. Un gioco gioioso che non chiedeva altro che essere giocato. senza altra ragione che il gioco stesso.

C' era una coscienza ardente che chiedeva solo d'essere bruciata e consumata nell'attimo e nel desiderio. E per questo, per quanti dubbi avesse ancora e per quanto incomprensibile poteva apparire al mondo, lei aveva preso l'auto e stava attraversando la campagna toscana fino a Grosseto. .

11 commenti:

Baol ha detto...

La campagna ispira degli ottimi racconti.

il viandante ha detto...

L'autenticità di sostare nel vero otium, come lo intendevano i latini.
Chissà se il viandante potrà sostare tra quei luoghi!

L'Infedele ha detto...

La maremma Toscana è un posto meraviglioso.....e la compagnia sarebbe l'ideale.

Pandora ha detto...

complimenti per il blog, mi piace molto come scrivi, mi piacerebbe avere un tuo commento al mio, parla di una storia molto particolare che sto vivendo proprio in questo periodo

un saluto P.

salina ha detto...

E' sorprendente: per te il luogo è persona. Vivi nel luogo come il luogo ti indica di fare; l'umore non conta perchè è scritto prima nella terra che attraversi, solo l'indole lo raccoglie e lo esplica. Sembri una siciliana! Io ho uno strano rapporto col mio "esistere puro": lo massacro selvaggiamente fino ad allontanarlo sanguinante da me salvo rincorrerlo poi per giorni fino a farlo mio ed abbracciarlo. Tu ne parli qui ma è una cosa senza senso: mi chiedo se quel gioco " giocato senza altra ragione che il gioco stesso" è un solitario o credi veramente di poterlo condividere con gli altri. Se tu ci riuscissi veramente o ci fossi talvolta riuscita ne sarei sconvolto. Ti invidierei e invidierei il tuo compagno di giochi. Qui come vedi solo spettatori interessati alla donna che pensano tu ti sia portata appresso e che invece hai lasciato in pianura. Non è possibile condividere, costruire ex novo sì. Per distruggere poi tutto e lasciarlo come un guscio vuoto, un monolito al tentativo di sempre, non riuscito nemmeno stavolta. E che si apra adesso la chiusa e l'acqua irrompa tempestosa e spumeggiante sulla mia arroganza.

Calogero Parlapiano ha detto...

Invito te ed i tuoi amici a partecipare al PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA E POESIA VINCENZO LICATA CITTA' DI SCIACCA, tutte le news sul bando e sulla scheda di partecipazione le trovi su www.vincenzolicata.it mentre su facebook trovi il gruppo relativo al Premio.
salutissimi :)

rosy ha detto...

Ti seguo, ti leggo e mi piace sempre di più quello che scrivi.
Bacio.

Matty ha detto...

altro post bellissimo!

Michele ha detto...

Ti seguo sempre
perche' oltre a scrivere bene sei sempre imprevedibile, 'diversa'
ciao
Michele pianetatempolibero

Maurone ha detto...

For your love. (Yardbirds)



For your love.
For your love.
I'd give you everything and more, and that's for sure.
For your love.
I'd bring you diamond rings and things right to your door.
For your love.

To thrill you with delight,
I'll give you diamonds bright.
There'll be things that will excite,
To make you dream of me at night.

For your love.
For your love.
For your love.

For your love, for your love,
I would give the stars above.
For your love, for your love,
I would give you all I could.

For your love.
For your love.
For your love.
I'd give the moon if it were mine to give.
For your love.
I'd give the stars and the sun 'fore I live.
For your love.

To thrill you with delight,
I'll give you diamonds bright.
There'll be things that will excite,
To make you dream of me at night.

For your love.
For your love.
For your love.
For your love.

UIFPW08 ha detto...

Dove manchi tu non possiamo accendere alcun sole...