lunedì 26 gennaio 2009

IL CORPO

La sua fisionomia ti si era presentata davanti e tu , che eri intenta a scrivere al computer le avevi dato solo un occhiata distratta e superficiale. Era a fianco del collega più alto e si era posto davanti alla scrivania , in piedi, a gambe larghe. Sorrideva appena. Allora la sua presenza fisica s'era identificata come oggetto evanescente e trasparente. Lui era invisibile. Tu eri tranquilla , guardavi al di là del suo corpo tra gli scaffali e le pratiche. Molto tempo più tardi, riprendendo l'immagine dell'incontro, rimpiangevi di non avere guardato più a lungo, più a lungo sostato sui tratti del viso e sull'espressione dello sguardo, sui movimenti delle mani e dei fianchi. Rimpiangevi di non aver assaporato il momento in cui per te lui non era nessuno per poter confrontare il senso di essere "nessuno" con il senso di essere "tutto" per te.
Tu eri sempre stata presa da te ed in qualche modo ti vedevi camminare e parlare. Tu ti osservavi cantare le tue canzoni. Tu ti piacevi nell'osservarti fare l'amore .
Ti adagiavi nei letti guidata dalle tue lunghe gambe e dalla flessione dei fianchi e delle spalle arrotondate.
Gli altri erano solo corpi in movimento intorno a te, erano i tuoi spettatori poco interessanti. Ma tutta tua era la rappresentazione e il colpo di scena finale.
Non amavi sederti alla tavola conviviale con gli altri. L'atto di cibarsi ti sembrava talmente intimo e privato, che evitavi con cura di condividerlo con gli estranei.
Gli altri sono tutti estranei. Corpi uguali e occhi piccoli . Gli altri avevano braccia lunghe e comportamenti e parole noiose. Gli altri. sono invisibili . Le bocche che si protendono al cibo, le mani sul pane e le forchette leccate. No. Tu non amavi dividere i pasti con gli altri. Avevi repulsione del respiro degli altri. Della loro umanità collegiale e fatale. Tu gli altri non li guardi negli occhi.
Il tuo sguardo così collegato alla tua concentrazione sensibile non può impegnarsi in una osservazione di interiorità consuete. Corpi indeclinabili ed uguali aneliti.
Ma poi , (e non sai il motivo e non c'è il motivo) poi hai distinto il moto ed il respiro. Hai trattenuto i riccioli scuri e gli occhi neri. Potesse essere, Lui, nessuno ancora per te! Potesse significare lo stesso significato del gesto delle mani che sempre ha avuto per te la percezione dell'altro! Invisibile. ancora invisibile. Trasparente. Ma vale dirsi che ha mani e braccia e fattezze domestiche ed avulse ? Il tuo occhio non risponde ai segnali della memoria che fa degli altri una sola identità omogenea. E tu non perdoni al cuore di aver guardato.

8 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Sempre grande Antonella complimenti..
"tu non perdoni al cuore di aver guardato".

Lanza ha detto...

Il post mi ha ispirato questa citazione"La solitudine è istinto per la pulizia".Chissà perchè.

Antonella ha detto...

@Roberto: E' la mia idea, carissimo. In un mio post" I legami e le altre illusioni" del 29/02/20078 dicevo:
"La solitudine è sobria. E’ priva di nefandezze. Di immoralità. Di eventi. Sembra immacolata."

Lanza ha detto...

La citazione è di Nietzsche,come vedi sei in buona compagnia.

Antonella ha detto...

@Roberto: Nietzsche ! E' ricorrente nella mia vita. Grazie, Roberto

Antonella ha detto...

@ Maurizio: Grazie Maurizio . Un po' vale anche per te

il viandante ha detto...

Il corpo come unica essenza del nostro "essere qui e ora", secondo quanto sostiene lo stesso Nancy.
Ma il corpo è sempre un "corpo a corpo". L'Altro non esiste come differenza, ma come coesistenza (per risponderti anche al tuo post precedente).
Quando Cartesio ha inaugurato il soggettivismo filosofico ha "errato" pensando che solo "il cogito" esista. Invece esiste anche "l'ego sum", quell' "ego" come proiezione di me sull'altro e dell'altro su di me.
Non esisto se non nella relazione: non esisto se non nel "mettere" il mio corpo come me-diazione del possibile che si conosce.

antonio ha detto...

interessante