mercoledì 18 giugno 2008

Irregolarità

Dei giorni, a colazione, mentre lui sta ingurgitando con suo solito modo di fare irritante, il suo caffelatte e biscotti mi verrebbe voglia di rovesciargli la tazza colma sulla faccia. Diventa ad un certo punto della tua vita così determinate che lui, dico lui, per inzuppare i biscotti, la smetta di infradiciarsi tutte le dita. Ti accorgi, come presa da una ossessione demoniaca, che non potresti sopportare un secondo di più, dico un secondo di più , di vedere il biscotto ed il latte e le dita nel latte. Vorresti urlare.
Altre volte hai riso ( ma questo era tanto tempo fa, sembrava così esilarante questa piccola trivialità) altre volte hai spiegato, disquisito sul galateo, le buone maniere. Così non va per amor mio... per amor mio... Macchè... t'accorgi che è passato tanto tempo. Ne è passato troppo. Come hai potuto e ieri e l'altro ieri passar sopra ad una cosa così ripugnante?
E poi la sera.. lo spazio nel letto. Lo senti stretto stretto. Non ci stai più.. non ci stai più. Sei forse diventata più grande? sei forse cresciuta? il letto si è forse rimpicciolito? e le coperte troppo piccole. La stanza soffocante. Aneli a spazi aperti. Aneli la solitudine. La luce accesa ti infastidisce. Ditemi: c'è qualcosa che non mi infastidisce?
Ogni giorno ancora un particolare. Ogni giorno come sorpresa, come meravigliata di tante irregolarità.

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